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Augusta| Piazza Turati ancora in preda ai vandali con spazzatura a vista.

8 Febbraio 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Piazza Turati ancora in preda ai vandali con spazzatura a vista.
Attualità
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Piazza Turati ancora bersaglio di ignoti vandali: grondaie pluviali danneggiate, scritte sui muri, sacchetti di immondizia nei cestini, tombini mancanti o rotti tavoli di marmo distrutti.

La piazza Turati, meglio conosciuta come piazza Marcato in quanto ex sede del vecchio mercato ittico, si presenta ulteriormente danneggiata: grondaie pluviali danneggiate, scritte sui muri, sacchetti di immondizia nei cestini, tombini mancanti o rotti tavoli di marmo distrutti. Si tratta dell’ennesimo episodio perpetrato ai danni della piazza frequentata, soprattutto, nelle ore serali  in quanto sede di un pub, ristorante, ma anche perché meta,  in particolar modo, nel fine settimana di adolescenti. Piazza Turati ospita occasionalmente eventi e manifestazioni e una volta la settima il mercato del contadino.

Lo scorso aprile per due notti consecutive si verificarono altrettanti atti vandalici. Venne danneggiata la lastra di marmo di uno 6 tavoli. La lastra fu dapprima estratta dalla struttura in metallo che la sosteneva e scaraventata sulla pavimentazione. Nella notte successiva i vandali completarono l’opera facendo a pezzi la lastra di marmo. Si tratta di episodi che lasciano indignati molti augustani i quali sollecitano costanti controlli, che solo una telecamera di sorveglianza potrebbe garantire, per evitare il ripetersi di simili e biasimabili azioni. Altri cittadini invece ritengono che debba essere la stessa comunità a condannare tali azioni e a prodigarsi affinché non si verifichino. “Siamo un popolo di incivili – dice Mimmo Di Franco, presidente dell’associazione filantropica “Umbetro I” – dovremmo essere noi stessi le telecamere”. Di Franco lancia poi un appello a tutta la popolazione: “non ci giriamo dall’altra parte quando assistiamo a deplorevoli episodio del genere a danno del patrimonio pubblico e del bene comune, perché comuni a tutti noi sono i luoghi della nostra città che, pertanto, ci appartengono”.

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