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Augusta | Polizia penitenziaria intercetta un drone carico di cellulari e schede

1 Dicembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Polizia penitenziaria intercetta un drone carico di cellulari e schede
Cronaca
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Operazione in carcere che intercetta un Drone. La Polizia penitenziaria di Augusta, ha sequestrato dei telefoni cellulari, trasportati dall’apparecchio, che stavano per essere introdotti nella casa di reclusione di Augusta. Plauso del Sappe.

Importante operazione di servizio della Polizia penitenziaria nei giorni scorsi. Gli agenti del corpo, capitanati dai due dirigenti penitenziari Dario Maugeri e Giudo Maiorana hanno intercettato un drone, rinvenendo e sequestrando il suo carico di 4 smartphone, un micro cellulare, 11 schede e due cavi carica batteria; tutto materiale di nuova fattura. Dopo averlo intercettato, il 24 novembre scorso, si è atteso che venisse effettuata la consegna per poi intervenire, sequestrando il carico e cogliendo in flagranza i detenuti destinatari dello stesso. L’attenta sorveglianza in punti nevralgici posta in essere e le indagini pregresse effettuate dal comandante e dal suo vice hanno consentito, ai baschi azzurri, di rilevare la presenza del drone all’interno del perimetro del carcere, costantemente controllato dal reparto, nonostante il buio della sera.

Il drone, del tipo professionale è una vera e propria “manna dal cielo” per i detenuti destinatari che possono condurre i loro illeciti traffici anche con l’esterno. Il plauso del Sappe di Augusta va al personale del reparto del carcere di Augusta e ai loro comandanti. Vengono cosi confermate tutte le ipotesi investigative circa l’ormai conclamato fenomeno di traffico illecito a mezzo droni, fenomeno questo, a parere del sindacato, favorito anche dalla libertà di movimento dei detenuti a seguito del regime di custodia aperto e delle criticità operative attuali che investono la Polizia penitenziaria, con dei livelli minimi di sicurezza.

“I droni, se da un lato hanno grandi possibilità di sviluppo, comportano, però, anche innumerevoli questioni in termini di privacy e di sicurezza, in quanto per la loro natura si prestano ad essere impiegati in diverse attività illecite. Con riferimento alla sicurezza negli istituti penitenziari, motivo per cui con forza denunciamo in tutta Italia come sindacato più rappresentativo l’introduzione illecita di cellulari e smartphone o di oggetti comunque non consentiti, all’interno degli Istituti penitenziari, mediante appunto l’utilizzo dei droni. Non a caso – sottolinea il segretario provinciale del Sappe, Salvatore Gagliani – diciamo oggi di pensare che cosa potrebbe accadere se un drone riuscisse a trasportare esplosivo o armi dentro la casa di reclusione di Augusta: ora lo sappiamo, purtroppo.

Io credo che la Polizia penitenziaria debba disporre di un Nucleo di poliziotti penitenziari specializzati ed esperti nell’utilizzo e nella gestione dei droni sia in ottica preventiva che dissuasiva dei fenomeni di violazione degli spazi penitenziari o di introduzione di materiale illecito di qualsiasi natura. Per altro i droni si prestano bene alla ricognizione delle aree vicine ad un carcere e possono fornire valido aiuto: pensiamo, ad esempio, in caso di evasione giacché consentono velocemente di rilevare e monitorare ampi spazi senza essere visti. Ovviamente al drone si devono accompagnare strumenti di ultima generazione, ad esempio software in grado di utilizzare i frame dei video mandati alle centrali operative e, soprattutto, una formazione specializzata per il personale”. Secondo Gagliani: l’amministrazione penitenziaria periferica della Sicilia deve prendere atto che nel penitenziario di Augusta i poliziotti capitanati dal comandante Maugeri e dal suo vice Maiorana :”stanno diventando il fiore all’occhiello dei penitenziari della zona Sud”.

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