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Augusta| “Porto Franco” del contratto edile

Augusta| “Porto Franco” del contratto edile
Sindacale
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Dura presa di posizione del Segretario Generale Prov.le FILLEA-CGIL Siracusa Salvo Carnevale. Questa la nota pervenuta in redazione:

Che si lavori nei porti o nei porticcioli, la sostanza non cambia: attività edili vengono svolte applicando altri contratti, meno onerosi e inappropriati, e quindi piu’ insicuri, per le caratteristiche tipiche dell’edilizia.

E’ arrivato il momento di dire basta agli abusi! Intervengano rapidamente tutte le autorità preposte ai controlli sui cantieri lavorativi.

La Fillea-CGIL di Siracusa chiede, a tutte le autorità, di verificare urgentemente quanto affermato. Ma da nostri sopralluoghi e da incroci fatti in Cassa Edile, non abbiamo, purtroppo, alcun dubbio a proposito delle nostre dichiarazioni.

Siamo di fronte a una gravissima violazione di legge che comporta una serie interminabile di problematiche, tra cui: lavoro nero e sottopagato, carenza di formazione, concorrenza sleale, privazione di diritti contrattuali peculiari in edilizia, prescrizioni di sicurezza.

Ed è inquietante constatare che il tutto si svolga alla luce del sole, senza il timore di essere sanzionati, senza il timore che le opere possano essere sospese, a causa di tali violazioni. Mentre opere importanti edili nel territorio augustano che attendono lo start da tempo rimangono bloccate dentro i cassetti di commissari e burocrati di turno.

Noi vogliamo che i cantieri non si fermino, a patto che venga applicato il giusto contratto. O siamo forse di fronte alla nuova frontiera della illegalità o forse Augusta è diventata il “Porto Franco del contratto edile”!

Si rechino al Porto commerciale di Augusta e al Porticciolo Xifonio e impongano alle aziende di applicare il contratto edile.

Abbiamo interpellato il Comune di Augusta, la Capitaneria e ci hanno rispedito al mittente una semplice lettera dove, in maniera pilatesca, se ne lavano le mani rimandandoci all’Assessorato Regionale preposto, in quanto legittima stazione appaltante. Come se l’irregolarità contrattuale sul proprio territorio non sia un problema da intestarsi. E chissà per quanto tempo ancora continuerà il valzer dello scarica-competenze.

Dal canto nostro abbiamo già segnalato a tutte le autorità preposte, tramite i canali istituzionali, quanto denunciato. Attendiamo speranzosi uno scatto d’orgoglio di chi deve vigilare, poichè siamo di fronte a una situazione così delicata che, a questo punto, vorremmo anche una presa di posizione forte dell’Associazione dei costruttori.

Non solo lavoratori ma anche imprese regolari devono sgridare allo scandalo!

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