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Augusta | Preoccupazioni per le sorti del porto megarese

7 Settembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Preoccupazioni per le sorti del porto megarese
Attualità
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La notizie dei giorni scorsi con cui il governo nazionale ha decretato l’inserimento del porto di Gela nella circoscrizione dell’AdSP della Sicilia Occidentale e, soprattutto, il voler puntare sullo scalo gelese come “hub energetico” per l’intera Isola come si è appreso dalle dichiarazioni del vice ministro Cancellieri, ripropongono al centro dell’attenzione le sorti e il destino del porto di Augusta e della sua Autorità di Sistema Portuale.

“Ammirevole il risultato  della Sicilia occidentale che in pochi mesi ha razionalizzato gli accosti e le banchine di tutti i porti facenti parti della circoscrizione, favorendo la creazione di una società compartecipata da due dei più importanti players globali del trasporto marittimo ,completando il risultato con l’inserimento dell’”anello mancante” di Gela e della parte energetica che quest’ultimo porto presenta sia con gli importanti investimenti dell’ENI che con le opportunità della transizione energetica emergenti dal PNRR. – ha commentato l’assessore comunale alle politiche portuali ed alle Zes, Tania Patania – Gela infatti da quanto si è potuto apprendere da indiscrezioni, prevede lungo il Porto canale una sperimentazione volta a rifornire idrogeno mentre il Porto isola ospiterebbe una piattaforma GNL prodotto dall’Eni ; ma dinnanzi ad un risultato di questo tipo   è più che legittimo porsi  – in senso costruttivo – la domanda: “ma quale futuro si immagina per il porto di Augusta , per il suo stare a sistema con Catania e perché no con i porti di  Siracusa e Pozzallo”?

“Al momento sappiamo solo  ,senza severamente volere cadere in polemica, che l’AdSP della Sicilia Orientale è da diversi mesi priva della stabilità di una  governance,  un Comitato di Gestione prossimo alla scadenza e un Segretario già oltre la metà del proprio mandato. A questo si unisce la questione GNL nel porto di Augusta ancora oggetto di pesanti contestazioni a due anni dal suo avvio . Troppe incertezze. Augusta ha una storia di portualità quasi secolare, inutile o forse no ricordare che  il porto e gli stabilimenti petroliferi e petrolchimici hanno costituito fonte di sviluppo locale e dell’intera nazione  ed al tempo stesso hanno costituito fonte di problemi per la cittadinanza e di divisione ma dobbiamo oggi ricordare che  il nostro scalo megarese, unico in Sicilia, è stato riconosciuto come “porto core” della rete TEN-T ,con oltre 30 milioni di tonnellate annue di prodotti petroliferi movimentati è un porto strategico per tutta l’Unione Europea, per l’approvvigionamento di idrocarburi, per la sicurezza energetica e per l’enorme impatto che tale attività va ad avere sul gettito fiscale”.

“In un momento di così delicata transizione, dinnanzi ad una parte della Sicilia che fa effettivamente “sistema portuale”, sviluppa strategie, ragiona ai diversi livelli della politica, dal territorio alla rappresentanza regionale, nazionale e di governo, sembra non più rimandabile capire verso  quale futuro stiamo guardando per il porto di Augusta. L’assessore alle politiche portuali ed alle Zes fa una perplessa riflessione  legata all’eventuale conflitto che l’inserimento di Gela nella circoscrizione dell’AdSP della Sicilia Occidentale può venire a creare, posto che il DPCM  invece ha collocato lo scalo gelese nella ZES orientale, nonché del avviato PNRR di cui il “DL Infrastrutture” di pochi giorni fa  costituisce un tassello fondamentale. Auspicando che sull’ istituita Zes Sicilia Orientale  possa venire da Roma una significativa accelerazione sulla sua operatività (ricordiamo che manca ancora la nomina del Commissario). Ecco quindi che forse è arrivato il momento di far uscire le energie migliori, di provare concretamente a “fare sistema” perché è necessario tratteggiare un futuro per il porto di Augusta perché è ormai chiaro che la concorrenza è con i porti del vicino Medio-Oriente e del Nord Africa. Tutto questo però richiede una visione, una strategia, un obiettivo, che solo una collettività coesa , consapevole delle sfide che l’attendono, con  l’intelligenza di comprendere la necessità di essere squadra, è nelle condizioni di raggiungere. Non possiamo, ne intendiamo partecipare ad un lento ed inesorabile declino che pagheranno le generazioni a noi più prossime”.

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