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Augusta | Presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale. Interviene Assoporto

Augusta | Presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale. Interviene Assoporto
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Marina Noè, presidente Assoporto Augusta:  “serve un interlocutore autorevole in grado di rilanciare, finalmente, il porto”

Occorre decidere se le Autorità di sistema portuale devono svolgere il ruolo di protagonisti di sviluppo o, invece, di mera stazione appaltante per le opere portuali”. Lo dice Marina Noè, presidente di Assoporto Augusta che interviene nel dibattito sulla nomina, a presidente dell’Adsp del mare di Sicilia orientale, del funzionario del ministero delle Infrastrutture e attuale commissario Alberto Chiovelli indicato dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini.

“Nel primo caso il ruolo di presidente dovrebbe essere affidato a manager e o persone in grado di proporre al territorio piani di sviluppo con una visione ultradecennale, capaci d’intercettare i cambiamenti in modo veloce. Nella seconda ipotesi, dovendo svolgere solo un ruolo tecnico, sarebbe sufficiente qualsiasi bravo burocrate” – aggiunge la presidente di Assoporto Augusta che da tempo, ormai, denuncia il mancato sviluppo del porto megarese e l’incapacità finora di definire grandi progetti capaci d’intercettare investimenti per la diversificazione e integrazione del settore energetico, presente nel porto e destinato a forti ridimensionamenti nel prossimo futuro.

“Gli investimenti che sono stati realizzati in questi ultimi due anni – sottolinea Noè- erano stati programmati oltre dieci anni fa, per cui bisognerebbe chiedersi semmai perchè c’è voluto così tanto tempo per realizzarli. Per il resto abbiamo visto il nulla più assoluto o quasi, solo piccoli progetti che, di fatto, non cambieranno le sorti di questo importante porto energetico.  Non ci appassiona il gioco sui nomi, guardiamo piuttosto al ruolo che la legge 84/94 e successive modificazioni hanno voluto dare alle autorità di sistema”.

Quando nacquero le Autorità portuali il dibattito era permeato dalla volontà politica di far progettare lo sviluppo ai territori e si sosteneva che, per farlo, i siti portuali di particolare importanza non potevano essere gestiti dalle Capitanerie di porto, che non avrebbero potuto fare altro – per ruolo istituzionale –  che dare le concessioni demaniali a chi le chiedeva senza avere un progetto d’insieme.  “Oggi la legge che, ricordiamo, è ancora monca in quanto priva di quella cabina di regia nazionale, che pure era prevista, dovrebbe già essere riformata, in quanto le Adsp del territorio italiano continuano a competere tra loro senza fare sistema. Oggi – afferma ancora la presidente di Assoporto Augusta – una Adsp è un organismo a sè che, quando va bene, produce grandi infrastrutture, quando va male si limita alla gestione dell’ordinario e a volte neanche a quello. Confidiamo allora che il presidente della Regione siciliana voglia svolgere il ruolo politico che gli appartiene, puntando sulle risorse più importanti che ha la Sicilia: il mare ed i suoi porti. Siamo stanchi di ripetere ad ogni cambio di gestione sempre le stesse cose, lo facciamo da anni. E’ ormai giunto il momento che in assenza della cabina di regia ministeriale la Sicilia provi a sviluppare un’intesa tra le Adsp dell’isola e proponga un progetto comune in grado di rafforzare il proprio sistema porti, d’altro canto perché mai dovrebbe sedere con un proprio delegato ai comitato di gestione se non per governare o meglio gestire le prerogative che gli vengono assegnate dalla norma?  Oggi – conclude Noè – ci si offre l’opportunità di una nuova ripartenza, prendiamo in mano il coraggio e andiamo avanti insieme artefici del nostro destino”.

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