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Augusta| Processo “Mafia e Politica”. Inzolia minaccia di querelare Massimo Carrubba

27 Dicembre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Processo “Mafia e Politica”. Inzolia minaccia di querelare Massimo Carrubba
Cronaca
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713E per fare questo  utilizza  la stampa “compiacente”.

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Nonostante le feste natalizie, non si placa l’eco dell’ udienza tenutasi il 20 dicembre u.s. presso il Tribunale di Siracusa relativa al processo “Mafia e Politica” (leggi qui). Con una nota titolata “COMUNICATO STAMPA – DIFFIDA” pervenuta in redazione, l’ex Generale dei Carabinieri Vincenzo Inzolia chiede “rettifica”.

In verità, la “diffida” non sembra rivolta ai mezzi di informazione, se non per la sola “identica evidenzia” rivendicata. Si ha invece l’impressione che l’ “uomo politico” Inzolia voglia utilizzare la stampa, a suo dire “compiacente”, per lanciare avvertimenti e/o minacce di querele nei confronti dell’ex Sindaco di Augusta Massimo Carrubba, tuttora imputato, attribuendo erroneamente alle testate giornalistiche compiti che esulano dal diritto di cronaca ed approfondimento di notizie di interesse pubblico. Ciò nonostante, attesa la rilevanza dei fatti, ben volentieri qui di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato di Inzolia.

Dr. Vincenzo Inzolia – Gen. B. dei Carabinieri – COMUNICATO STAMPA

“L’EX SINDACO CARRUBBA LA SMETTA O FINIRÀ QUERELATO”

yap recordingCome cittadino, servitore dello Stato, esponente politico non consento all’ex sindaco Carrubba, protagonista di una storia politico-amministrativa disastrosa per la nostra Città e tuttora imputato per gravi ipotesi di reato, di gettare schizzi di fango e sollevare ombre di sospetto sulla mia persona nel maldestro tentativo di difendersi dalle pesantissime accuse mossegli dall’Autorità Giudiziaria.

Ribadisco quello che tutti sanno e che è documentalmente provato; cioè:

1) nel 2008 rifiutai l’alleanza propostami (e con essa i potenziali voti) da taluno esponente di una lista, che (ove mai si fosse concretizzata) avrebbe dovuto denominarsi “Diritti e doveri”, nello stesso istante in cui ebbi la minima percezione di possibili collegamenti della medesima o di esponenti della stessa men che trasparenti e/o comunque non in perfetta linea con il mio trascorso professionale, con la mia etica e con le mie tradizioni familiari;

2) dopo il mio rifiuto alcuni potenziali candidati della citata lista si rivolsero, e furono ben accetti, ad altre formazioni politiche che sostenevano altri candidati alla carica di sindaco, tra i quali il sig. Carrubba;

3) dopo l’elezione del Carrubba alla carica di sindaco di Augusta, dal Comune furono adottati atti amministrativi che, secondo gli Inquirenti, avrebbero favorito persone e/o ambienti direttamente o indirettamente ricollegabili a soggetti malavitosi; del che è processo.

Sono pertanto i fatti e la logica a frantumare le illazioni, le allusioni e le mistificanti ricostruzioni dell’ex sindaco.

Può darsi che il clima preelettorale in questi ultimi tempi determinatosi abbia indotto il Carrubba, i suoi eventuali suggeritori e qualche compiacente organo di stampa a tentare una accelerazione della vicenda giudiziaria in vista di improbabili rivincite e restaurazioni politiche.

E’ certo comunque che il protrarsi di tali velenose campagne mediatiche troverà adeguate risposte nelle competenti sedi giudiziarie; tutto ciò al di là dell’ineludibile fatto che gli Augustani ben conoscono l’abisso tra la mia storia personale e quella dell’ex sindaco.

Va da sé che il presente comunicato ha il valore di rettifica che gli organi di stampa destinatari avranno certamente cura di riportare, ai sensi della vigente legislazione, nella identica evidenza degli articoli pubblicati.

Augusta, 26 dicembre 2016 – Vincenzo Inzolia

Solo un breve commento a margine. Spiace entrare in polemica con l’ex Generale dei Carabinieri Vincenzo Inzolia, ma noi, come altre “testate” presenti quel giorno (che seguiamo dal “vivo” da anni tutte le udienze del processo), ci siamo limitati a riferire quanto dichiarato dal teste della Procura Distrettuale di Ct escusso in aula e successivamente riferito dall’imputato Massimo Carrubba. Il quale ha “documentalmente”, non solo fatto riferimento a quanto chiunque può leggere nell’informativa dei Carabinieri (Comunicazione Notizia Reato – CNR) e nelle migliaia di pagine di cui si compone il fascicolo processuale, ma ha addirittura riferito di numerose intercettazioni presenti in atti in cui diversi soggetti all’epoca monitorati dagli inquirenti discutevano del possibile apparentamento tra la coalizione a sostegno di Inzolia e la lista “Diritti e Doveri” e, comunque, delle trattative allora in corso.

Il tutto consacrato in atti giudiziari. Non spetta a noi stabilire se quelle dell’ex Sindaco siano “ …illazioni, allusioni e mistificanti ricostruzioni…”, come sostenuto da Inzolia (sarà il Tribunale a stabilirlo), ma Carrubba, è chiaro sotto la sua responsabilità, si è spinto oltre: ha espressamente riferito  – citando data, ora, numero di progressiva e dialoganti  – di intercettazione versata  in atti (e di recente validata anche dai periti del Tribunale)  in  cui lo stesso Inzolia discuteva al telefono, il giorno prima della scadenza per la presentazione delle candidature, con Vincenti Renzo della lista “Diritti e Doveri”, lista che, secondo la Dda di Ct, era riconducibile all’ex consigliere comunale Fabrizio Blandino. Peraltro, solo per completezza di informazione, il possibile apparentamento della suddetta lista con Inzolia non è un dato processuale inedito.

Piuttosto era già emerso agli inizi del processo, nel 2013, e  confermato dallo stesso collaboratore di giustizia Fabrizio Blandino, come  l’ampia rassegna stampa dell’epoca documenta.  Per quanto ci riguarda, noi continueremo a raccontare questa vicenda con professionalità dando sempre il giusto risalto.

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