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Augusta| Processo mafia e politica – L’ex candidato sindaco Inzolia “Nella notte qualcuno mi avvisò, ma non ricordo chi”

26 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Processo mafia e politica – L’ex candidato sindaco Inzolia “Nella notte qualcuno mi avvisò, ma non ricordo chi”
Cronaca
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Confermato in aula l’accordo per le comunali 2008 tra la coalizione del Generale dei Carabinieri in pensione e la lista “Diritti e Doveri” di Renzo Vincenti, ritenuto dagli inquirenti factotum di Fabrizio Blandino.

Si è tenuta ieri mattina udienza del processo “Mafia e Politica” che vede, tra gli altri, imputato anche l’ex sindaco di Augusta Massimo Carrubba, accusato dalla DDA di CT di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato.

Il collegio presieduto dalla Dott.ssa Giuseppina Storaci

Udienza interamente dedicata all’esame di 2 testi citati dalla difesa di Carrubba, il Generale dei Carabinieri  in pensione Vincenzo Inzolia e la ex dirigente del I° settore “Affari Generali” del Comune di Augusta Giuseppa Carfì.  Inzolia, candidato sindaco nelle elezioni comunali del Giugno 2008, incalzato dalle domande degli avv. Francesco Favi e Attilio Floresta, difensori del Carrubba, ha sostanzialmente confermato quanto già riferito al Tribunale dall’ex consigliere comunale Fabrizio Blandino (condannato in via definitiva per reati di mafia ed oggi collaboratore di Giustizia) e dal Maresciallo dei carabinieri Buscemi, componente del nucleo operativo che ha svolto le indagini coordinate dalla DDA di Catania. Inzolia ha riferito di avere incontrato, qualche giorno prima della scadenza del termine di presentazione delle liste, Renzo Vincenti assieme allo zio di questi Domenico Di Franco, detto Mimmo.

A tale incontro seguì anche una telefonata tra Inzolia e Vincenti (prodotta in aula dalla difesa del Carrubba) in cui l’ex Generale chiese al Vincenti di “…vedere la lista…” raccomandando che non vi fossero però candidate persone controindicate. Inzolia ha anche riferito una circostanza sino ad ieri inedita: raggiunto l’accordo per l’apparentamento, la sera prima delle scadenza del termine di presentazione delle liste, i responsabili e candidati della lista “Diritti e Doveri” compilavano i documenti necessari in una “…stanza del suo comitato elettorale…”.

Sui motivi e sul perché l’accordo saltò a poche ore dalla presentazione delle liste, Inzolia ha riferito che quella notte, mentre stava preparando la documentazione elettorale, in un clima di grande confusione,  “…Qualcuno…”  lò avvicinò dicendogli che la lista “Diritti e Doveri” di Vincenti era riconducibile al Blandino, circostanza questa che lo fece immediatamente desistere dall’apparentamento. Alla scontata domanda della difesa su chi fosse questo “Qualcuno”, Inzolia ha risposto di non ricordarlo.

L’ex dirigente del I° settore “Affari Generali” Giuseppa Carfì, nella qualità di responsabile del procedimento, ha invece riferito al Tribunale sul lungo iter amministrativo che portò alla locazione da parte del Comune di Augusta del palazzo di proprietà di Greco Rosa, moglie di Tabita Giuseppe detto Puccio, ritenuto dalla Procura antimafia uomo contiguo ad ambienti criminali ed in particolare vicino all’ex consigliere comunale Fabrizio Blandino. La teste ha ricordato che alcuni locali adibiti ad uffici comunali erano stati all’epoca dichiarati inidonei dall’Asp di Sr e pertanto necessitava reperire locali con i requisiti previsti per legge per ottemperare alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’ex dirigente comunale ha escluso di aver subito pressioni, minacce o condizionamenti da parte di alcuno ed in particolare dall’ex sindaco Massimo Carrubba al fine di determinare la scelta dell’immobile che poi, per alcuni anni, ospitò i settori Urbanistica e Sviluppo Economico e la sezione staccata del Tribunale di Siracusa e che oggi è destinato a centro di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Come si ricorderà, sia la locazione dell’immobile di proprietà dei coniugi Greco/Tabita che la vicenda relativa alla lista “Diritti e Doveri” (qualora presentata, data dalla relazione di accesso apparentata invece con la coalizione a sostegno del Carrubba) hanno costituito motivi fondanti per lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Augusta. Il collegio presieduto dalla Dott.ssa Giuseppina Storaci ha fissato la prossima udienza per il 19 Aprile 2018. In quella data saranno sentiti altri testimoni relativi sia al filone augustano che a quello siracusano, nel quale è imputato, tra gli altri, anche l’ex deputato regionale Nunzio Cappadona.

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