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Augusta | Protesta carcere: il tempo del dialogo è scaduto

1 Settembre 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | Protesta carcere: il tempo del dialogo è scaduto
Sindacale
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Sit – in, stamattina, davanti la casa di reclusione di contrada Piano Ippolito. Presenti i rappresentanti sindacali di   Osapp, Sinappe, Uspp,. Fns Cisl, Cnpp Fsa, Cgil.Fp che dicono: “basta, il tempo del dialogo e dell’attesa è scaduto” e che sono determinati a non mollare fino ad arrivare ai vertici nazionali. Chiedono l’avvicendamento nella direzione poiché l’attuale direttrice non rispetterebbe le regole.

Manifestazione di protesta, nella tarda mattinata di oggi, davanti l’istituto penitenziario di Augusta. I sindacati Osapp, Sinappe, Uspp,. Fns Cisl, Cnpp Fsa, Cgil .Fp e il personale ad essi aderente lamentano il mancato rispetto dei protocolli d’intesa locale e regionale (Pil e Pir), organizzazione di ferie e turni non concordati con le organizzazioni sindacali rappresentative dei poliziotti penitenziari.

“L’organizzazione del lavoro – si legge in un documento sottoscritto dal comitato direttivo provinciale di protesta – è stata governata in modo unilaterale tanto da determinare stress nel personale ed un grave scollamento tra il medesimo e la direzione, nonché una totale rottura delle relazioni con la maggioranza delle organizzazioni sindacali che più volte l’hanno invitata al rispetto delle regole, ma che ora dicono basta il tempo del dialogo e dell’attesa è scaduto”.  A dare manforte ai sindacalisti locali, che da diverso tempo denunciano “una condotta antisindacale” da parte della direzione e carenze di vario genere nel carcere di Augusta hanno preso parte alla manifestazione Rosario Di Prima, coordinatore nazionale del Sinappe per la Sicilia, Salvatore Santacroce dell’Uspp Siracusa, Francesco Davide Scaduto, segretario regionale dell’Osapp, Alfio Giurato coordinatore regionale Fp Cgil Sicilia, Lorenzo Pagano, segretario  aggiunto della Cisl Fns Siracusa-Ragusa,

Nel documento sono state elencate alcune ragioni della protesta per le quali, come sottolineato, non è più possibile essere moderati tra cui il fatto che: “nell’arco di quattro giorni la direzione abbia sottoscritto due accordi: uno con la maggioranza sindacale (dalle sigle che hanno indetto il sit- in rappresentato) e uno con la minoranza. Ha utilizzato, non molto tempo fa lo strumento disciplinare intimidendo i rappresentanti sindacali nell’esercizio delle loro funzioni, grave precedente che ha allarmato i sindacati e il provveditore, ma che la dice lunga sull’autoritarismo che governa il personale. Non rispetta gli accordi raggiunti in sede di contrattazione decentrata e non dà corso ed ascolto nemmeno agli ordini impartiti dal provveditore eludendoli con bizzarre motivazioni”.

I sindacati non sono più disposti a dialogare ed hanno, pertanto, disertato l’incontro che la direttrice Angela Lantieri aveva convocato per oggi. “Abbiamo chiesto moltissime volte un fermo e risolutivo intervento da parte degli organi superiori, finanche e non ultimo, la sostituzione del direttore pro tempore che, certamente , con la sua condotta antisindacale – si legge ancora nel documento – ha contribuito a determinare questa non ultima giornata di protesta pubblica da parte delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello sia locale sia nazionale e del personale di polizia penitenziaria della casa di reclusione di Augusta. La direzione del carcere è, ritenuta dunque la maggiore responsabile della protesta. Il tempo delle chiacchiere, delle interminabili contrattazioni fatte, rifatte, e rifritte, è terminato, per Osapp, Sinappe, Uspp,. Fns Cisl, Cnpp Fsa, Cgil .Fp

La manifestazione di oggi è scaturita dai notevoli problemi che affliggono la polizia penitenziaria di Augusta, che i sindacati che l’hanno indetta hanno più volte denunciato e portato all’attenzione delle autorità competenti: “e che –puntualizzano – nonostante ciò, sono rimaste inascoltate. Gli argomenti che sono stati oggetto di denuncia sono: la riduzione anomala del punteggio annuale ai dipendenti, anche se il personale si è sempre distinto o addirittura se rappresentante sindacale del cartello maggioritario, che ha manifestato nei confronti della stessa direzione; difformità nella retribuzione delle missioni al personale fuori sede; mancato invito alla Cmo del personale che ha subito aggressioni e infortuni in attività di servizio; mancata effettuazione del servizio notturno di 6 come previsto dal Pil e dall’Accordo quadro nazionale. Inoltre Il 40% del personale amministrato ricopre mansioni in posti di servizio ad incarico fisso giornaliero, ciò crea gravissimo malcontento al personale restante che lavora a servizio a turno in misura estremamente ridotta ed accorpandosi più posti di servizio che attengono all’ordine ed alla sicurezza dell’istituto in capo ad una sola unità. A causa di turni pesanti, carichi di lavoro esagerati (due e a volte anche tre posti di servizio da ricoprire nel turno), l’età anagrafica molto avanzata degli operatori che si aggira intorno ai 50 anni, nondimeno, la carenza endemica di personale (ruolo agenti/assistenti, ruolo sovrintendenti e ispettori) che ha messo in ginocchio l’istituto, in alcune giornate, soprattutto nei turni serali e notturni, resta per ore ed ore con un numero che non soddisfa neanche la copertura dei minimi livelli di sicurezza”.

E ancora come lamentano i sindacalisti, l’istituto presenta delle gravi carenze strutturali che, non solo creano continuamente situazione di attrito con gli utenti, ma che talvolta creano delle condizioni tali da compromettere la sicurezza dell’istituto. Si tratta della grave carenza d’acqua mai risolta; del mancato adeguamento alla riforma prevista dal regolamento di esecuzione del 2000, infatti ci sono ancora parecchie sezioni in cui le camere dei detenuti mancano della doccia interna, con conseguente notevole aumento di carico di lavoro; dell’assenza di servizi igienici in alcuni posti di servizio del personale di polizia penitenziaria, come il block-house esterno e il reparto semilibertà.

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