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Augusta| Pubblicato piano emergenza nucleare: Importante risultato per No Muos e Peacelink

4 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Pubblicato piano emergenza nucleare: Importante risultato per No Muos e Peacelink
Attualità
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Pubblicato il piano di emergenza esterna per la sosta del naviglio a propulsione nucleare nell’area portuale di Augusta. Per Gianmarco Catalano del Comitato No Muos – No Sigonella e Francesco Iannuzzelli dell’Associazione Peacelink si tratta di un importante risultato. 

Dopo anni di denunce, inchieste, contro-informazione e iniziative politiche, lo scorso 22 novembre la Prefettura di Siracusa ha  pubblicato sul proprio sito istituzionale il  piano emergenza esterna per la sosta e il transito di navi nucleari nel porto di Augusta.  “A prescindere dalla sua efficacia e adeguatezza, tutte da verificare e ancora oggetto di studio da parte nostra,  la pubblicazione di questo strumento di protezione civile rappresenta un importante risultato ottenuto grazie ad attivisti, giornalisti, avvocati, scienziati e semplici cittadini che, da più parti d’Italia, con il loro impegno e le loro competenze hanno acceso i riflettori su una problematica da troppo tempo taciuta alla cittadinanza” dichiarano Gianmarco Catalano del Comitato No Muos – No Sigonella e Francesco Iannuzzelli dell’Associazione Peacelink

“Il nostro obbiettivo nel lungo termine – aggiungono rimane sempre la denuclearizzazione dei porti euro-mediterranei, a partire da quelle aree di crisi ambientale e densamente popolate, come Augusta e Taranto, dove il tasso d’inquinamento e la soglia di rischio industriale rimangono elevatissimi e suscitano un fondato allarme sociale. Tuttavia questo obbiettivo rimane ancora lontano, considerato che neanche il cambio di governo, a livello nazionale, è finora riuscito a far entrare nell’agenda politica la tematica del rischio nautico-nucleare e radiologico, associato al transito e alla sosta portuale di navi militari a propulsione atomica, che solo in Italia coinvolge le popolazioni di oltre 10 aree costiere e ben 8 regioni – dalla Sicilia al Friuli passando per Puglia, Campania, Toscana, Liguria, Veneto e Sardegna – dove rimangono in larga parte disattesi gli obblighi di informazione pubblica e prevenzione che la legge, a livello europeo, pone a carico delle istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente”.

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