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Augusta| Quando il cuore non invecchia… di Maria Paola Patanè

15 Dicembre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Quando il cuore non invecchia… di Maria Paola Patanè
Attualità
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Un bel giorno è successo per caso, alcuni studenti della terza A del Liceo classico Mègara, maturità nel 1978, si incontrano, dicono “perché non ci ritroviamo tutti una sera?” e da qui parte il passaparola, la ricerca sui social, la creazione di un gruppo whatsapp, una vera e propria caccia a chi non si riusciva a contattare. Così si sono dati appuntamento. Venerdì scorso la quinta riunione di classe.

Sono in tanti ad arricciare il naso quando gli dici “ho una serata con la classe del liceo”. Subito ti dipingono scenari desolanti di delusione, malinconia o, ancora peggio, di fredda indifferenza. “Non fatelo – ti consigliano – è davvero deprimente”. Poveretti. Loro non sanno. Non sanno che la terza A del Liceo classico Megara di Augusta, maturità nel 1978, è un caso a parte, l’eccezione, la rosa nel deserto.

E’ vero, per tantissimi anni ci siamo persi di vista. L’università, il lavoro, la famiglia, le nostre vite insomma. Alcuni rimasti ad Augusta, alcuni trasferiti in città diverse. Non abbiamo mai pensato di ritrovarci a scadenze fisse per celebrare meccanici anniversari, non siamo tipi da formalità, noi. Un bel giorno è successo per caso, si incontrano alcuni, dicono “perché non ci ritroviamo tutti una sera?” e da qui parte il passaparola, la ricerca sui social, la creazione di un gruppo whatsapp, una vera e propria caccia a chi non si riusciva a contattare. Così ci siamo dati appuntamento.

Non è una frase fatta, ma la pura verità: è stato come se non ci vedessimo dal giorno prima. Un abbraccio collettivo intriso di affetto, di complicità, di un vero e proprio senso di appartenenza. Nessun’ombra di malinconia, non abbiamo passato il tempo a scavare nostalgicamente nei ricordi o nei rimpianti, abbiamo soprattutto riso, riso tantissimo. Abbiamo riso di noi, di come eravamo e di come siamo adesso, delle nostre paturnie che non sono poi tanto cambiate, del nostro modo di essere un po’ folli e certe volte incoscienti, delle tante cose che ci hanno legato e che ancora ci legano fortemente. Abbiamo scoperto quanto ci siamo voluti bene in quei cinque anni di liceo, forse senza nemmeno rendercene conto, e di quanto ce ne vogliamo ancora oggi, sinceramente, senza ipocrisie.

Da quel primo incontro è nata una vera e propria dipendenza. “Dai, dobbiamo trovarci ancora, almeno una o due volte l’anno”. E così è stato. Venerdì scorso abbiamo fatto la quinta riunione di classe. E ancora una volta è stato bellissimo stare insieme con spontaneità, sentire che ci conosciamo perfettamente, confidarci a cuore aperto, prenderci in giro come sempre, abbracciarci a lungo sotto gli sguardi pieni di tenerezza dei rispettivi mariti e mogli che forse si chiedono per quale strana magia dei vecchi compagni di scuola dopo così tanti anni si vogliono tutto quel bene.

La risposta è semplice, in fondo. Perché tutti insieme, noi ragazze con la tinta che nasconde la ricrescita dei capelli grigi e voi ragazzi che i capelli li state perdendo, ma col cuore che non è mai invecchiato, siamo un pezzo fondamentale della nostra vita e continueremo a esserlo per sempre.

(Maria Paola Patanè)

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