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Augusta| Quando il silenzio è la miglior difesa. Ma da chi e cosa?

3 Dicembre 2017 | by Rosa Tomarchio
Augusta| Quando il silenzio è la miglior difesa. Ma da chi e cosa?
Politica
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Dopo cinque anni dall’ultimo incontro pubblico, ritorna a parlare l’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba, sui fatti politici ed amministrativi che lo vedono in parte ancora coinvolto.

Tempo al tempo. Il silenzio perdurante fa comodo a taluni. In politica è una panacea per gli avversari che si nutrano del silenzio di un potenziale avversario, come linfa per cantar vittoria. Finchè lui, lo scomodo di turno, non decide di parlare. Con nomi e documenti alla mano. Quella di martedì prossimo si preannuncia una conferenza stampa “infuocata” quando l’ex sindaco Massimo Carrubba farà l’elenco di fatti e persone che riguardano il passato ed il presente del Comune di Augusta. Comune passato alla storia tristemente per il suo consiglio municipale sciolto per (presunte) infiltrazioni mafiose.

Aggettivi e verbi al condizionale ci stanno tutti in questa vicenda, delle più tristi della storia giudiziaria in Sicilia, ma che si presta come “precedente” eccellente anche per altri comuni d’Italia. Intanto, una attività processuale lunga, troppo lunga, che ancora oggi si protrae seppur nei suoi ultimi scampoli. Al centro, la vicenda umana di un ex sindaco, Massimo Carrubba, un politico che aveva tutte le carte in regola, proprio tutte, per andare avanti nella carriera da Augusta (dove ha ricoperto l’incarico di primo cittadino quasi per dieci anni), sino a Palermo e forse anche Roma, dopo essere stato negli anni 1994 – 2003 anche amministratore provinciale. Quasi venti anni di impegno politico. Se non fosse stato per quella “mannaia” giudiziaria calata all’improvviso dall’alto. Per volere di chi?

Massimo Carrubba forse sta intervenendo troppo tardi. Doveva parlare prima. Ma il suo senso profondo di rispetto innato e riconosciuto verso le alte istituzioni di giustizia e di legalità, lo avrebbe frenato.  Talvolta, la fretta dettata dalla rabbia, soprattutto quando si ha la consapevolezza di stare dalla parte dei giusti (seppur vinti), non produce l’esito sperato: senso critico e consapevolezza, giusta informazione e materiale a sufficienza per giudicare. Insomma, Carrubba se ha scelto di parlare lo fa solo per chiarire alcuni aspetti che avrebbero, probabilmente, meritato maggior approfondimento e che lui, solo lui, dirà perchè ciò non è stato potuto fare prima di martedì.

L’ex sindaco parla e parlerà da “esiliato forzato”: lontano da sguardi ancora pieni di dubbi, da mormorii di piazza che sembrano aver sentito “una sola delle due campane”. Accade spesso. E allora li, o si ha la pronta reazione di replicare o, con grande umiltà e dolore, si aspetta il momento propizio. “Tempo al tempo”. E pare proprio che il tempo sia arrivato. Il tempo della replica d’onore, che spetta a tutti. Anche prima di un regolare processo o di una sentenza definitiva.

Ormai va cosi di moda adunare le genti, salire sul pulpito e difendersi. E che ci vuole! Anche nel pieno di una attività giudiziaria, in concomitanza con la campagna elettorale, che travolge e sconvolge l’uomo, prima che il politico. Ma, per fortuna, a volte, il silenzio paga.

Se Massimo Carrubba ha deciso di parlare è perchè ha qualcosa di “forte”, di vero da raccontare. Da far sapere alla sua gente di Augusta. Che è rimasta in sospeso, in attesa dell’ultima puntata. Verrà esaudita. Di seguito la nota scritta di getto dall’ex sindaco nella sua pagina Facebook, al momento unico “sfogatoio” pubblico, oltre quello della propria casa e degli affetti più cari.

Martedì parlerà il politico o l’uomo Massimo Carrubba? Entrambe le anime saranno presenti. E conoscendo Massimo, entrambe saranno colme di dolore e di umiltà. Il peggio è passato. Adesso la parola è più scandita, morbida, benevola. La lucidità ha preso il sopravvento dopo anni di “agonia”: Ma c’è di più. Non solo si è tentato di gettare nel fango la persona, anche tutta l’attività amministrativa e politica di un ventennio. Qualcuno oggi gongola ancora. Ed è per questo che Massimo Carrubba cercherà di far chiarezza su alcuni punti salienti della sua esperienza da sindaco di Augusta, e non mancheranno i paragoni con il periodo di reggenza della commissione straordinaria, insediatasi al Comune dopo lo scioglimento per mafia. E con l’attuale amministrazione pentastellata. I motivi del chiacchierato default delle casse municipali, RSU, debiti e dissesto, faro “Santa Croce”, depuratore/parf, pubbliservizi, lavori pubblici, urbanistica ed ambiente. Infine, riferimenti alla relazione di accesso in base alla quale è stato decretato nel marzo 2013 lo scioglimento del Comune di Augusta.

E una precisazione chiara e netta: nessuna velleità a ritornare nell’agone politico. Non adesso, per lo meno. Carrubba sa benissimo che ancora deve difendersi dall’ultimo strenuo baluardo che lo separa dal mondo. Brutto o cattivo che sia, è pur sempre il nostro mondo e dobbiamo viverci.

(Rosa Tomarchio)

 

Di seguito la nota di Massimo Carrubba e l’invito alla Città a partecipare numerosi alla conferenza pubblica di martedi 5. 

“Che io sia ancora imputato per reati gravissimi in un processo tutt’ora pendente, non vuol dire che non abbia il diritto di difendermi. Che poi abbia scelto di farlo nelle sole sedi giudiziarie, evitando iniziative ed esternazioni pubbliche, non significa affatto aver rinunciato alle mie capacità intellettive e/o di parola”.

“Ho pazientato credendo che in Italia 5 anni potessero bastare per arrivare quanto meno alla conclusione di un processo in I° grado. Così non è stato. E così non sarà purtroppo, posto che ancora qualche tempo si dovrà attendere per avere la sentenza”.

“Ho l’impressione però che in questi anni – per me certamente difficili – a molti il mio silenzio abbia fatto comodo. Alcuni in particolare lo hanno voluto maliziosamente interpretare e contrabbandare per un’ ammissione di responsabilità; altri strumentalizzare per miserabili fini; altri ancora ne hanno approfittato – con spietato cinismo – per sperare di fare carriera politica”.

“Sono trascorsi troppi anni per continuare a restare in silenzio. Il tempo trascorre inesorabile e non voglio restare con il rimpianto che sia poi troppo tardi. Non posso rimanere ancora inerte di fronte al consolidamento di verità che verità certamente non sono! Ecco perché martedì 5 dicembre alle ore 18 nella sala congressi “Monna Lisa” dell’Hotel “Palazzo Zuppello” di via Epicarmo ad Augusta, terrò un incontro pubblico con la stampa“.

“Diversi gli argomenti che tratterò ma assicuro che sarò breve e sintetico. Illustrerò in primo luogo i contenuti dell’esposto/denuncia da me presentato all’Autorità Giudiziaria ed alla Procura della Corte dei Conti sull’operato della Commissione Straordinaria che ha retto il Comune di Augusta dal Marzo 2013 al Giugno 2015”.

“Gli altri argomenti riguarderanno RSU, debiti e dissesto, faro “Santa Croce”, depuratore/parf, pubbliservizi, lavori pubblici, urbanistica ed ambiente. Facendo inoltre riferimento alla relazione di accesso in base alla quale è stato decretato nel marzo 2013 lo scioglimento del Comune di Augusta, traccerò – con documentazione alla mano – alcune similitudini tra l’operato della mia amministrazione, quello della commissione straordinaria e quello dell’attuale amministrazione comunale”.

“E’ chiaro che nel corso della conferenza stampa farò nomi e cognomi. Per quanto sia assolutamente superflua, una cosa è bene precisare subito: nessun rientro nella vita politica cittadina e dalle accuse penali continuerò a difendermi nelle aule di Giustizia. Solo esercizio del legittimo diritto di difesa, a cui da oggi non intendo più rinunciare”.

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