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Augusta| QUESTA FASTIDIOSA MINORANZA DEL CALLO

Augusta| QUESTA FASTIDIOSA MINORANZA DEL CALLO
Politica
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Il baratto amministrativo calato dall’ufficio della lady Di Pietra.

Tra le dita dei piedi della maggioranza in consiglio comunale si oppone un callo previsto per legge: la minoranza del callo. Tra le erbe infestanti create dalla vecchia classe politica, la minoranza è quella che si oppone anche ai diserbanti a 5 stelle. Rovistando tra i social non è raro leggere commenti tipo: “Augusta ha dato al Movimento 5 stelle un mandato fiduciario totale. L’opposizione non conta nulla, se ne facciano una ragione”. Estemporaneo ma inquietante. Tono su tono, c’è chi ribatte scrivendo in termini antifascisti di onagrocrazia cioè di governo degli asini selvatici.

Ad ogni modo è una fortuna che nel minestrone virtuale non manchi il sale della democrazia. Che esista, vivaddio, chi è a favore e chi contro. E anche chi non gliene frega un callo.

L’ultimo caso che ha visto scotennarsi maggioranza e opposizione riguarda il “baratto amministrativo”, un provvedimento per cui chi non può pagare la tassa sui rifiuti con i soldi la pagherà in natura! Non tutti, ovvio: per usufruire dell’agevolazione devi essere talmente povero da non possedere nemmeno rifiuti da tassare. Un coloratissimo fumogeno di solidarietà sociale.

Ciononostante, nel momento in cui si sarebbe dovuto votare, la minoranza ha abbandonato l’aula. Perché, in altri tempi, si era deciso che il provvedimento non doveva avere bandierine politiche. Invece i 5 stelle l’hanno calato dall’ufficio della lady Di Pietra, in carta intestata.

In un modo o nell’altro i consiglieri di maggioranza si sono levati i calli dai piedi. E che sollievo! Mancando la minoranza è mancato anche il numero legale, una roba da nulla, tipo quando al cellulare manca una tacca e non puoi connetterti alla rete. Infatti i 5 stelle, che non scarseggiano in risorse, nel giro di un caffè hanno sollecitato un consigliere ritardatario ed è cominciata la votazione con buona pace del numero legale.

Però, davvero: che minoranza del callo. Ancora legata ai vecchi schemi delle uscite dall’aula. Ragazzi: la protesta oggi è 2.0, prima germina sui social, poi si trasferisce in piazza. Padre Prisutto è molto più avanti, più creativo. Già me lo immagino con la maglietta “Io voto NO al baratro amministrativo”. Ma non si era parlato di baratto? È proprio qui che si annida il genio: la legge dei media dice che sono le sottigliezze a scatenare le bagarre.

Maggioranza e opposizione, a un anno dall’elezione, sono ancora in garanzia. Impareranno a dosare nel tempo freschezza e brio, evitando di azzuffarsi su argomenti a basso contenuto lipidico. Ancora qualche battuta e autonomamente si imposteranno in modalità risparmio energetico. (Qualcuno lo ha già fatto presentandosi a una sola seduta di commissione su undici). E allora si passerà dai calli nei piedi della maggioranza ai calli nelle mani della minoranza!

Alessandro Mascia

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