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Augusta| Recuperate ed avviate alla distruzione centinaia di carcasse di cefali nelle acque dell’ex Saline Regina

2 Novembre 2016 | by Sebastiano Salemi
Augusta| Recuperate ed avviate alla distruzione centinaia di carcasse di cefali nelle acque dell’ex Saline Regina
Cronaca
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Il Comune tiene sotto osservazione l’area umida. Legambiente chiede interventi risolutivi e maggiori controlli.

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cgil-300x250Iniziate questa mattina a cura del personale della Misericordia e della Protezione Civile di Augusta, le operazioni di rimozione delle carcasse di pesci dall’area delle ex Saline Regina, si tratta prevalentemente di cefali. Recuperati già centinai di esemplari che saranno smaltiti presso l’inceneritore di contrada Punta Cugno. Le operazioni proseguiranno anche nella giornata di domani. In  merito al fenomeno della moria di pesci registratosi la scorsa settimana nelle l’assessore all’Ambiente Danilo Pulvirenti, ha spiegato che “già dopo che è pervenuta agli uffici competenti  la segnalazione, gli addetti dell’ufficio Ecologia e dell’Asp hanno effettuato un sopralluogo, dal quale sarebbe emerso che la causa scatenante della moria di pesci è riconducibile a due fattori: “bassa marea” e “alta temperatura”. Stiamo monitorando la situazione, però al momento non si possono fare interventi d’emergenza visto che le Saline rappresentano un ecosistema a parte e una zona molto delicata”. Il responsabile della locale sezione di   Legambiente, Enzo Parisi si dice dispiaciuto e contrariato per un fenomeno che puntualmente si ripresenta. “Da anni mancano – dice l’ambientalista – i controlli e la manutenzione delle poche bocche di ricambio dell’acqua. Ciò ha determinato un’alterazione del sito con abnorme sviluppo algale e formazione di depositi sabbiosi. Ne risentono la sosta degli uccelli migratori e le nidificazioni”. Legambiente chiede di verificare se la moria è dovuta all’attuale stato di incuria o ad altri fattori”. Legambiente richiama e sollecita gli organi competenti, comune in primo luogo, ad intervenire per la pulizia ed il ripristino dei canali di comunicazione con il mare. Rimuovere rifiuti e nasse di pescatori di frodo. Mantenere la vigilanza”.

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