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Augusta| Recuperato il relitto affondato lo scorso anno

29 Giugno 2016 | by Silvio Breci
Augusta| Recuperato il relitto affondato lo scorso anno
Cronaca
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Trascinò con sé in fondo al mare un carico di morte. Agganciato a 370 metri di profondità, è stato riportato in superficie grazie a uno speciale modulo installato a bordo della nave Ievoli Ivory. Trasportato nella rada di Augusta, il relitto sarà collocato all’interno di una tensostruttura refrigerata dove inizieranno le operazioni di recupero delle salme.

Si inabissò il 18 aprile dello scorso anno portando con sé in fondo al mare il suo orribile carico di morte. Due giorni fa il relitto di quel peschereccio è stato agganciato a 370 metri di profondità e riportato in superficie grazie al modulo di recupero installato a bordo della nave Ievoli Ivory e progettato e realizzato da una società di Trento. Sulla nave San Giorgio della Marina militare, che sta fornendo la protezione a tutto il dispositivo navale, è imbarcata, oltre al personale del gruppo operativo subacquei della Marina, anche una squadra di vigili del fuoco che ha il compito di effettuare i primi rilievi sul relitto e anticipare le informazioni utili alle squadre pronte a terra. Trasportato nella rada di Augusta, il relitto sarà collocato all’interno di una tensostruttura refrigerata, lunga 30 metri, larga 20 e alta 10. Inizieranno, quindi, le tristi operazioni di recupero delle salme da parte del personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco e successivamente dal personale del corpo militare della Croce rossa italiana. Domani, alle 11, i risultati dell’intera operazione in mare saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa indetta dal ministero della Difesa che si svolgerà presso il pontile della Marina militare di Melilli del Comando marittimo Sicilia. I corpi saranno esaminati da esperti sanitari di varie università coordinati dalla dott.ssa Cattaneo del laboratorio di antropologia e odontologia forense (Labanof), attiva nel dipartimento di morfologia umana e scienze biomediche di medicina legale dell’università di Milano, allo scopo di acquisire informazioni utili a creare un network a livello europeo che permetta di risalire all’identità dei corpi attraverso l’incrocio dei dati. L’attività disposta dalla presidenza del Consiglio dei ministri è resa possibile grazie alla sinergia tra i ministeri della Difesa, dell’Interno, della Salute, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Commissario straordinario per le persone scomparse, prefettura di Siracusa e procura della Repubblica di Catania e vede il coinvolgimento a terra di circa 150 persone al giorno tra cui personale della Marina militare, dei vigili del fuoco, del corpo militare della Croce rossa italiana, dell’Ufficio di sanità marittima, Area e di Frontiera (Usmaf), dell’Azienda sanitaria provinciale, dell’Agenzia della Dogana, oltre alle autorità ed enti locali del territorio.

© Riproduzione riservata

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