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Augusta | Relitti nella rada, presto la rimozione

30 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Relitti nella rada, presto la rimozione
Attualità
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Da troppi anni giacciono in bella vista nella rada del porto, le navi abbandonate molte delle quali oramai dei relitti probabile fonte di inquinamento. La Marina ne ha già rimosse parecchie di unità militari e ora tocca all’Autorità di sistema portuale per quelle mercantili. L’iter è in stato avanzato, secondo quanto ha riferito nell’aula consiliare di Palazzo san Biagio il segretario generale dell’Adsp Attilio Montalto rispondendo ad un quesito del consigliere Triberio.

Troneggiano nella rada del porto di Augusta e da troppi anni, oramai attendono la rimozione i relitti di navi in disuso . “Questa è una vicenda che risale a molti anni addietro, quando gli armatori sparivano e lasciavano in abbandono le unità navali” ha dichiarato di recente il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale , Attilio Montalto nell’aula consiliare di palazzo San Biagio, rispondendo ad una domanda del consigliere Giancarlo Triberio.

“Anche su questo fronte – ha aggiunto – ci siamo mossi, abbiamo fatto una prima ricognizione, imparando molto dalla Marina militare che di relitti ne ha rimossi già quattro, e con essa abbiamo fatto un affiancamento per farci spiegare quali fossero le strategie migliori per riuscire a completare tale operazione.

Compiuto questo periodo di ricognizione abbiamo espletato una gara (per entrambi i porti perché abbiamo una decina di relitti su Augusta e una trentina a Catania). La società a cui abbiamo affidato l’incarico, che  ha fatto una verifica di tutti i relitti esistenti e che ci ha anche aiutati a predisporre gli atti che emetteremo in gara per l’affidamento del recupero. Siamo quasi giunti alle battute finali e credo che a breve andremo in gara per poi attivare la conseguente procedura”.

Come ha spiegato il segretario dell’Adsp si tratta di  un’operazione che per tutti e due i porti (a Catania anche piccole unità, ad Augusta per navi molto più grandi) necessita di circa 8 milioni di euro per il recupero che avrà i suoi tempi che dipenderanno anche dalla caratterizzazione che è stata già effettuata in parte anche con i sub.

“Questa operazione – continua Montalto – è stata anche anticipata da un’azione di cautela da parte dell’Ente che ci ha procurato anche panne galleggianti per evitare che si potessero verificare inquinamenti quindi pronti ad intervenire, specialmente su Augusta, dove ci sono battelli anche abbastanza grandi  e in metallo per far si che su quelli particolarmente sensibili a sversamenti o  perdite di materiale all’interno dell’unità si potesse intervenire per evitare di inquinare in zona Sin.

L’operazione si è rivelata molto complessa anche per riuscire a definire l’intervento perché in particolar modo su navi di armatori internazionali anche se l’armatore non esiste più non è semplice agire sull’unità. Propedeutica è, infatti, un’attività di verifica con la Capitaneria di porto e con enti internazionali e ciò ci ha portato via parecchio tempo. Alcune di queste navi le venderemo compensando anche i costi – ha concluso Attilio Montalto – perché il metallo che ricaveremo avrà un valore”.

 

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