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Augusta| Replica di Massimo Carrubba a Mimmo Di Franco

8 Dicembre 2017 | by Agnese Siliato
Augusta| Replica di Massimo Carrubba a Mimmo Di Franco
Politica
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Arriva puntuale la risposta di Massimo Carrubba all’annunciata querela, nei suoi confronti, da parte di Mimmo Di Franco, presidente del consorzio “Auruca”, che si è sentito diffamato dall’ex sindaco.

“Come ho avuto modo di dire con espressione colorita nel corso dell’incontro con la stampa che ho tenuto lo scorso martedì – dichiara Carrubba – negli ultimi 5 anni, approfittando del mio silenzio, molti hanno fatto di me “carne di porco”. Uno di questi è stato proprio Domenico Di Franco meglio conosciuto come Mimmo. Ho rivisto i centinaia di post e commenti di questi anni, pubblicati quasi con cadenza quotidiana,  nei quali mi attribuisce ogni possibile nefandezza compiuta nella città di Augusta e si lancia invece in sperticati elogi nei confronti dei commissari straordinari prima e dell’amministrazione comunale Di Pietro dopo. Se i cittadini, come sostiene Di Franco, ne apprezzano l’impegno di “ogni giorno per contribuire a risolvere i problemi di singoli cittadini, di categorie svantaggiate e, più complessivamente dell’intera collettività” – continua Massimo Carrubba –  di certo gli augustani ne ricordano bene anche il suo più che decennale impegno politico, tanto da essere stato più volte candidato al consiglio comunale”.

L’ex primo cittadino, replica a Di Franco, puntualizzando di essersi  limitato a esporre fatti tutti documentati e comportamenti “che – conclude Carrubba – persino “le balate della strada mastra” di Augusta conoscono. Se la Procura della Repubblica mi contesterà eventuali reati, mi difenderò nelle competenti sedi”.

Intanto in città non si fa altro che parlare dell’incontro tenuto da Massimo Carrubba il 5 dicembre dopo un lustro di silenzio. L’ultima conferenza stampa, ricordiamo, la tenne il 10 novembre del 2012, nella sede del Pd, quando con un dettagliato elenco di numeri intendeva fare chiarezza sulla situazione debitoria dell’Ente, affinché non passasse, come di fatto è avvenuto, quel messaggio fuorviante che addebita alla sua amministrazione ogni responsabilità in merito allo stato di crisi finanziaria in cui versa il comune megarese.

A distanza di 5 anni è tornato, tra l’altro, a fare chiarezza sulle cifre dei debiti, che  nel frattempo si sono ulteriormente sgonfiate, non per il risanamento delle casse da parte dei suoi successori, ma anche per sentenze del Tribunale di Siracusa che ha respinto pretese di risarcimento dei creditori.

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