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Augusta| Rete da pesca sequestrata a carico di ignoti dalla Capitaneria nel porto

12 Dicembre 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Rete da pesca sequestrata a carico di ignoti dalla Capitaneria nel porto
Cronaca
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Continua l’attività di polizia marittima in ambito portuale, di contrasto a condotte potenzialmente lesive della salute. la Capitaneria di porto -Guardia costiera ha sequestrato 200 metri di rete da pesca da posta nel porto di Augusta.

Ancora un’altra rete da pesca, da posta, sequestrata a carico di ignoti nel porto megarese. Questo il bilancio dell’opera di vigilanza assicurata dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta. Durante il controllo delle acque del compartimento marittimo di Augusta, e in particolare del porto megarese, un’unità navale militare della Guardia Costiera, la motovedetta CP 525, ha rinvenuto, a pelo d’acqua, nei pressi di un tratto di mare in cui è interdetta la navigazione ai privati per esigenze di natura militare, una rete da pesca. I militari quindi hanno proceduto al sequestro della stessa, di circa 200 metri che, si rammenta, è un attrezzo che non può essere detenuto da coloro che, essendo privi della prevista licenza, non sono abilitati ad esercitare la pesca professionale.

Il pescato intrappolato nella rete, ancora vivo, è stato immediatamente rigettato in mare. In ogni caso, si ricorda che l’attività di pesca in ambito portuale è assolutamente vietata, sia ai pescatori professionisti che ai dilettanti, giacché si corre il rischio che finiscano sulle tavole dei consumatori prodotti ittici insalubri. Rimane sempre alta l’attenzione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta, prestata per mezzo di una continua attività di vigilanza, mirata al contrasto delle condotte illecite, ed a tutela dell’ambiente. Tale attività si pone come obiettivo primario la salvaguardia dell’ecosistema marino che, soprattutto in prossimità della costa, risente pesantemente degli effetti di attività praticate in maniera irriguardosa delle norme, e soprattutto potenzialmente pericolose per la collettività, quando esercitate in porto.

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