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Augusta| Revoca del mandato a Schermi, interviene il segretario del Pd

22 Settembre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Revoca del mandato a Schermi, interviene il segretario del Pd
Politica
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“Dinanzi ad un azione forte come la revoca di un mandato assessoriale – dice Triberio – si è in possesso soltanto di giustificazioni vaghe, sommarie e contraddittorie, elaborate secondo un perfetto ‘politichese’ da prima repubblica, e per tal motivo, poco convincenti”.
Giuseppe Schermi

Giuseppe Schermi

“A soli 15 mesi da una vittoria schiacciante, che consegnava ai pentastellati augustani le chiavi della città, assistiamo esterrefatti all’ennesima ‘defenestrazione’ politica, dai connotati tuttora assai ambigui”. A dirlo è Giancarlo Triberio segretario del Pd megarese e consigliere comunale.

“Mi riferisco ovviamente – spiega in un comunicato – alla frettolosa revoca, resa nota in prima battuta attraverso i social network, piuttosto che per via istituzionale, da parte del primo cittadino Di Pietro, del mandato di assessore al bilancio -e di vicesindaco- al dott. Giuseppe Schermi, un tempo uomo di ‘peso’, politico e tecnico, cosi come presentato dal movimento grillino augustano in campagna elettorale: tra i suoi provvedimenti più celebri e contestabili annoveriamo, infatti, la scelta di dichiarare la condizione di dissesto finanziario per il nostro Comune, le tariffe Ta.ri e sgravi Iuc nonché la recente approvazione di un mutuo trentennale da otto milioni di euro, al solo scopo di aumentare la liquidità dell’Ente quando al momento non ne se ne intravede la necessità.

Cosa ancor più grave, visto il difficile momento di impasse politico-amministrativa della nostra città, nulla di certo o di chiaro è dato conoscere in merito alle reali motivazioni che hanno condotto l’Amministrazione ad intraprendere un provvedimento tanto drastico.

Volendo mettere in ordine le dichiarazioni degli interessati, il quadro resta caotico e contraddittorio. Così, le lapidarie esternazioni del comunicato Facebook del 14 settembre, con cui il sindaco dichiarava, alla base del ‘divorzio’, «divergenze di vedute» e soprattutto un allarmante comportamento di Schermi in contrasto «con la volontà, da parte di questa amministrazione, di rimanere fedele ai principi di trasparenza e coerenza che ha contraddistinto la sua azione sin dal primo giorno», sono state poi prontamente smussate ed addolcite nei toni dalla stessa Di Pietro, già nella seduta del consiglio comunale svoltasi il giorno stesso.

La situazione non migliora neppure prendendo in esame la determina di revoca del mandato di assessore, un atto ufficiale, dovuto per legge, proprio in nome di quella trasparenza tanto invocata dai pentastellati. Qui il sindaco fa riferimento a «modalità operative prescelte dall’Assessore dott. Schermi […] che prescindono da una preventiva necessaria condivisione con l’organo di governo e di vertice responsabile dell’amministrazione del Comune», non «funzionali al buon andamento delle attività del Sindaco  e della Giunta Municipale»: spiegazioni davvero curiose, se si considerano gli onerosi impegni finanziari assunti dal nostro Comune soltanto il mese scorso (vedi mutuo trentennale di cui sopra), proprio attraverso la persona di Schermi, che ha respinto al mittente le accuse per iscritto. Infatti, ben altre motivazioni, legate piuttosto a dissidi su provvedimenti controversi o ai limiti della copertura finanziaria, sembrano trasparire dal comunicato in cui l’ormai ex assessore lamenta «uno scomodo ruolo» «di garante del rispetto delle procedure e delle scadenze, a difesa dell’Amministrazione da possibili procedimenti giudiziari», oltre che «di censore di iniziative che non trovano aderenti coperture in bilancio».

bloggif_lungobisInsomma, a tutt’oggi, dinanzi ad un azione forte come la revoca di un mandato assessoriale, si è in possesso soltanto di giustificazioni vaghe, sommarie e contraddittorie, elaborate secondo un perfetto ‘politichese’ da prima repubblica, e per tal motivo, vieppiù, poco convincenti. Pertanto, trascorso ormai il termine di legge dei sette giorni dall’emanazione della revoca, tempo in cui ho ritenuto di aspettare prima di fare le mie valutazioni, ed in assenza di ulteriori chiarimenti, si rende inderogabile la produzione di una circostanziata relazione scritta in ordine alle reali motivazioni che hanno condotto il Primo Cittadino di Augusta all’assunzione di un provvedimento così netto ed irrevocabile:  è un atto doveroso, non soltanto verso il sottoscritto, in quanto consigliere comunale dell’opposizione e di tutto il consiglio comunale, ma nei confronti dell’intera cittadinanza augustana, proprio in nome di quei valori di correttezza e trasparenza amministrativa tanto invocati e troppo spesso inevasi.

È, tra l’altro, motivo di preoccupazione, il moltiplicarsi delle deleghe di competenza della sindaca, soprattutto quando queste investono campi d’azione tecnici e  di enorme responsabilità, come appunto nel caso della gestione economico-finanziaria del nostro Ente comunale e la fondamentale gestione della questione porto.

Ci si chiede, infatti, in che modo il sindaco intenda affrontare le numerose e complesse problematiche gravanti sulle casse cittadine: la possibilità dell’estinzione anticipata dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti per ridurre gli interessi, l’elaborazione del bilancio consuntivo 2015 e di quello -conseguenza diretta del precedente- previsionale 2016, nonché i piani ad quest’ultimo legati, relativi rispettivamente, al piano triennale opere pubbliche e al fabbisogno del personale del Comune con il termine in scadenza il 30 settembre p. v.

A tutto ciò si aggiunge l’urgente necessità di un regolamento contabile armonizzato, di un’equa regolamentazione di tariffe e pagamenti idrici, e, non ultimo, di un nuovo regolamento in merito alla tariffa sui rifiuti, sostitutivo rispetto alla precedente imposta TA. RI., in concomitanza con l’avvio della raccolta differenziata e della quantificazione dell’effettiva produzione di rifiuti pro capite.

Speriamo infine, in attesa della nomina del nuovo assessore al bilancio, di poter comprendere quali siano i criteri di conferimento degli incarichi da parte dei pentastellati augustani, se per mandato fiduciario, assolutamente discrezionale, e dunque revocabile qualora venga meno il rapporto tra delegante e delegato che lo aveva determinato, come sostenuto dallo stesso sindaco nella determina, in base «all’art. 12 della L. R. 26 agosto 1992 n.7»; oppure per valutazione ponderata delle competenze certificabili attraverso curriculum vitae, procedura di norma adottata da tutte le P. A. e molto sbandierata come slogan politico grillino nel corso dell’ultima campagna elettorale.

Ne emerge un desolante quadro di instabilità amministrativa per una città, come Augusta, ormai  ridotta allo stremo, bisognosa di una programmazione politica che dia corpo allo sviluppo economico e rilanci la sua posizione di ente portuale di riferimento per la Sicilia orientale.

Si spera pertanto in un rapido avvicendamento nella carica di assessore al bilancio e di vice sindaco, secondo un qualche criterio che poi ci verrà palesato, così da superare la paralisi amministrativa di una giunta più impegnata a sanare contrasti interni, che a deliberare per il bene della comunità.

La città ha urgente necessità di essere amministrata e non può più aspettare il rodaggio del Movimento 5 Stelle, pertanto è giunta l’ultima chiamata per l’amministrazione grillina di dimostrare competenza politica e capacità di discernimento, oppure di trarre le dovute conseguenze dinanzi alla palese inadeguatezza dimostrata rispetto al ruolo ad essa conferito per mandato elettorale”.

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