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Augusta | Ricorso al Cga contro il McDonald’s nell’area comunale, avvio raccolta fondi

13 Dicembre 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Ricorso al Cga contro il McDonald’s nell’area comunale, avvio raccolta fondi
Attualità
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Una raccolta fondi per far fronte alle spese del ricorso al Cga ( Consiglio di giustizia amministrativa) di Palermo, di recente proposto da Natura Sicula col sostegno di Legambiente e Punta Izzo Possibile contro la sentenza del Tar Catania che ha dichiarato inammissibile il ricorso per l’annullamento della delibera di giunta con la quale l’amministrazione comunale di Augusta ha ceduto alla Mcdonald’s l’area verde tra Corso Sicilia e Via Aldo Moro per realizzarvi un McDonal’s. Un incontro pubblico si è tenuto ieri nell’auditorium “Paolo Liggeri” di Palazzo San Biagio, per illustrare agli interessati presenti i dettagli della vicenda e condividere iniziative. Sono Intervenuti Fabio Morreale, Enzo Parisi, Paolo Tuttoilmondo e Gianmarco Catalano, rispettivamente rappresentanti di Natura Sicula, Legambiente Augusta, Legambiente Siracusa e Punta Izzo Possibile.

Contro la sentenza del Tar Catania che ha dichiarato inammissibile il ricorso per l’annullamento della delibera di giunta con la quale l’amministrazione comunale di Augusta ha ceduto alla Mcdonald’s l’area verde tra Corso Sicilia e Via Aldo Moro per realizzarvi un fast food, l’associazione Natura Sicula, con il sostegno di Legambiente e Punta Izzo Possibile, ha proposto appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) della Regione siciliana. Per far fronte alle ingenti spese di giustizia e sostenere il ricorso d’appello è stata lanciata una raccolta fondi per tutti i cittadini che vorranno contribuire alla difesa del palmeto tra Corso Sicilia e Via Aldo Moro. Una conferenza pubblica si è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, nell’auditorium di Palazzo San Biagio, per approfondire la vicenda che vede in posizione opposte l’Amministrazione comunale e tanti cittadini (soprattutto adolescenti) desiderosi di vedere la nascita nel territorio augustano del noto fast food e le associazioni ambientalisti che sostengono a spada tratta l’inadeguatezza che luogo (area verde comunale) che verrebbe cementificato per ospitare il noto fast food. Sono intervenuti Fabio Morreale, Enzo Parisi, Paolo Tuttoilmondo e Gianmarco Catalano, rispettivamente rappresentanti di Natura Sicula, Legambiente Augusta, Legambiente Siracusa e Punta Izzo Possibile.

Durante l’incontro sono state esposte le ragioni del ricorso d’appello volto, appunto, a scongiurare la cementificazione dell’area comunale, chiedendo la sua riqualificazione quale spazio verde fruibile da tutti. A fine settembre scorso la notizia, divulgata dall’Amministrazione comunale che il Tribunale amministrativo etneo ha dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione, il ricorso presentato lo scorso marzo da Natura Sicula contro il Comune di Augusta e nei confronti della Mc Donald’s development Italy llc (la società che lo realizzerà che non si è costituita in giudizio) chiedendo l’annullamento, della delibera di Giunta municipale che consegna alla Mcdonald’s il terreno pubblico adiacente al Palajonio per la realizzazione di un fast-food con parcheggi e servizio drive in. Il McDonald’s quindi si realizzerà. Il Tar pronunciandosi definitivamente sul ricorso ha condannato, inoltre, la ricorrente al rimborso delle spese processuali in favore del Comune megarese per un ammontare di 2 mila e 500 euro. Aspetto, quest’ultimo, stigmatizzato da Tuttoilmondo, il quale ha sottolineato come il tribunale amministrativo spesso infierisce contro le associazioni senza scopo di lucro, condannandole al pagamento delle spese processuali. Per giudici della terza sezione, presieduta da Daniele Burzichelli, e composta da Francesco Bruno (estensore), Gustavo Giovanni e Rosario Cumin, “l’associazione è sorta per tutelare aree a verde, parchi o zone di interesse paesaggistico/storico/artistico ma non è legittimata ad interloquire tramite lo strumento giudiziario sull’uso di aree che non presentano alcuna di quelle connotazioni, e che il Piano regolatore ha destinato a finalità diverse (attrezzature ed impianti di interesse generale). Né può ritenersi che il generico e diffuso interesse a preservare alcune specie arboree presenti in modo marginale nel sito in esame, esigenza che anche il Collegio ritiene condivisibile nel merito, possa comunque fondare una legittimazione ad agire a trecentosessanta gradi in capo all’associazione ricorrente; salvo voler riconoscere una (non ammissibile) sorta di “azione popolare”, esperibile a tutela di qualunque forma vegetale presente in ogni tipologia di ambito, pubblico o privato”.

Per Natura Sicula si trattava di “Salvare il giardino pubblico di corso Sicilia dalla cementificazione, preservando una delle ultime aree verdi alberate della borgata di Augusta”. Con quest’obiettivo, l’associazione, assistita dall’avvocato Sebastiano Papandrea, aveva impugnato dinnanzi al Tar di Catania, chiedendone l’annullamento, la delibera di Giunta municipale Per la terza sezione del Tar l’eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa del Comune di Augusta, rappresentato dall’avvocato Glenda Giardina, è fondata. Il legale dell’Ente locale augustano ha evidenziato che l’area destinata al fast food è qualificata nel Prg come zona F per “attrezzature ed impianti di interesse generale”:  e dunque, “non potrà mai essere una zona “a verde” ma potrà soltanto ospitare “attrezzature sociali di livello urbano o comprensoriale: per l’istruzione superiore all’obbligo o per la cultura; per parchi e sport; varie d’interesse collettivo (sanità, assistenza, religiose, amministrazione pubblica, servizi). Secondo il collegio dei giudici non sussiste neanche la legittimazione a tutelare la “qualità della vita” nella zona interessata, depauperata di ogni spazio verde, a vantaggio di una diffusa edificazione dato che il lotto di terreno in “non è di fatto né un polmone verde, né un giardino pubblico, ma un’area incolta, nella quale possono essere realizzati solo interventi conformi al piano regolatore, che non prevede in loco verde pubblico”.

“Non siamo contro la nascita del McDonald’s – ha detto Parisi – purché avvenga in un luogo più consono. Certamente appare contradditorio il fatto che, da una parte il sindaco Giuseppe Di Mare, in seguito al pronunciamento del Tar abbia asserito: “finalmente le famiglie potranno mangiare insieme un hamburger nel fast food”, dall’altra il 30 novembre scorso la giunta municipale abbia deliberato l’adesione alla petizione e alle iniziative di Coldiretti contro il cibo sintetico (vale a dire alimenti prodotti in laboratorio) e pro dieta mediterranea e  cibi naturali. Ciò è positivo perché preserva la salute, l’economia, le tradizioni”. Riguardo all’area destinata alla cementificazione il rappresentante di Legambiente Augusta, ricorda che si tratta di un sito trascurato non degradato. Un sito in cui nel 1997 furano piantumate, durante la festa dell’albero, diverse specie arboree che vanno salvaguardate. Durante l’incontro pubblico Catalano ha reso noto un importante passaggio appreso in occasione della presentazione del ricorso al Tar: “la prima manifestazione di interesse pubblicata dall’Amministrazione comunale per affidare l’area è andata deserta e 50 giorni dopo la scadenza della stessa la società intenzionata a realizzare il fast food ne ha chiesto la concessione”. Il Comune, dunque, solo per quest’ultima avrebbe riaperto i termini. “E’ bene ricordare che l’area in questione –ha aggiunto Parisi – è un vero e proprio palmeto, contraddistinto dalla presenza di una considerevole macchia a Palma nana Chamaerops humilis, per una superficie pari a circa 1000 mq. La Palma nana è una pianta di elevata importanza sotto il profilo naturalistico e meritevole di protezione, simbolo – solo per citare l’esempio più noto – della Riserva naturale dello Zingaro. E’ una specie protetta, la cui presenza ha inoltre contribuito a giustificare la decretazione di vincolo ambientale delle aree naturali dell’Isola di Capo Passero e del Plemmirio (iscritte nel Piano regionale di parchi e riserve). Il palmeto si arricchisce di altre specie di palme e di alberi ad alto fusto. Tra questi, si registrano numerosi esemplari di Ficus sp., Acer truncatum, Washingtonia robusta, Yucca aloifolia, Fraxinus angustifolia, Fraxinus americana e Phoenix canariensis”.

“La pronuncia del Tar Catania- ha ribadito Morreale –  è, a nostro avviso, profondamente ingiusta ed errata, in quanto capovolge la consolidata giurisprudenza che, da almeno due decenni, riconosce alle associazioni ambientaliste un’ampia legittimazione ad agire in giudizio per la difesa di interessi e beni collettivi. Pertanto non volendoci arrendere abbiamo deciso di interpellare il Consiglio di giustizia amministrativa, auspicando che entri nel merito del nostro appello. Negare a queste associazioni l’accesso alla giustizia significa, di fatto, menomare la fondamentale funzione di tutela del territorio svolta da enti che sono espressione della società civile e argine democratico contro gli abusi del potere politico e amministrativo. Il rischio è quello di vanificare ogni opposizione civile rispetto ad opere illegittime e/o dannose per le comunità. Oggi è il caso di un fast food al posto di un palmeto, ma domani potrebbe trattarsi di progetti e piani ben più impattanti per l’ambiente, i beni comuni e la salute pubblica”. Per far fronte alle ingenti spese di giustizia e sostenere il ricorso d’appello dinnanzi al Cga di Palermo, le associazioni hanno lanciato una raccolta fondi per tutti i  cittadini che vorranno contribuire alla difesa del palmeto tra Corso Sicilia e Via Aldo Moro. Per fare in modo che quest’area venga sottratta al cemento e resti pubblica, chiedendo la sua riqualificazione quale spazio verde fruibile da tutti. Per sostenere l’iniziativa, è possibile versare un contributo, con causale “A difesa del palmeto”, al seguente conto corrente: Iban IT13H0200817102000300751418, ho consegnare la quota che si intende donare direttamente alle associazioni.

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