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Augusta | Rientra in città giorno 20 il barcone naufragato il 18 aprile 2015

Augusta | Rientra in città giorno 20 il barcone naufragato il 18 aprile 2015
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Previsto per martedì 20 aprile alla nuova Darsena il rientro del relitto del naufragio del 18 aprile 2015. Relitto ribattezzato Barca nostra dall’artista Christoph Buchel che lo ha esposto alla Biennale di Venezia, Il peschereccio con i resti mortali dei naufraghi (centinaia di migranti) dai fondali del canale di Sicilia dove si inabissò venne recuperato un anno dopo per essere trasferito nel pontile Nato, dove avvenne la pietosa rimozione delle salme intrappolate nel barcone.

Dopo l’esposizione alla Biennale d’Arte di Venezia del 2019, dove è stato visitato da migliaia di persone e da esponenti della cultura, delle istituzioni civili e religiose e del mondo dell’arte, il relitto del naufragio del 18 aprile 2015 è rimasto più a lungo del previsto sulla banchina dell’Arsenale. Si è ora risolta positivamente la controversia che ne aveva ritardato la partenza da Venezia e il barcone ha iniziato il viaggio su una chiatta che lo riporta a casa ad Augusta, in Sicilia.  Il suo rientro alla nuova darsena  di Augusta è previsto per il 20 aprile ed è stato possibile grazie alla concreta sinergia tra la Capitaneria di porto, l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale e la Marina militare a cui va il nostro ringraziamento. Com’è noto il peschereccio che trasportava oltre un migliaio di persone migranti affondò il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia. Al tragico naufragio sopravvissero soltanto 28 persone. Un anno dopo, per volontà del Governo Italiano, il relitto fu recuperato dal fondo del mare con una complessa operazione e portato alla base navale di Augusta per la pietosa rimozione dei resti mortali delle centinaia di povere vittime che vi erano rimaste intrappolate. Nella nobile e ardua impresa di dare un volto e un nome ai naufraghi che hanno perduto la vita sono da tempo impegnate diverse Istituzioni italiane ed internazionali.

Su sollecitazione del Comitato 18 aprile, costituitosi nel 2016 in concomitanza con l’arrivo del relitto, l’Amministrazione Comunale di Augusta chiese che il peschereccio non fosse distrutto o spostato altrove ma rimanesse qui per realizzare il “Giardino della Memoria” proposto dal comitato. Nel 2018 il Consiglio comunale di Augusta, in adesione al progetto del Comitato 18 aprile, approvò all’unanimità una mozione con la quale ha impegnato l’Amministrazione comunale a compiere tutti i passi necessari “affinché il relitto rimanga ad Augusta come arricchimento del patrimonio museale della città e culturale dell’intera Regione, quale elemento significativo e fondante di quel “Giardino della Memoria” posto a presidio e testimonianza delle tragedie delle persone migranti, oltre che segno di rispetto per le vittime e dall’alto valore didattico per le nuove generazioni”. Nell’aprile 2019 il relitto è stato ceduto dal ministero della Difesa alla città di Augusta che a sua volta, subito dopo, lo ha concesso in comodato d’uso per un anno all’artista Christoph Buchel per esporlo alla Biennale d’Arte di Venezia. La sua esposizione ha suscitato grande interesse e contrastanti giudizi e il barcone è adesso ampiamente noto come “Barca Nostra”.

Il ritardo del rientro del barcone ad Augusta non ha indebolito l’idea e la volontà del Comitato 18 Aprile, dell’Amministrazione comunale, degli organismi sociali, culturali e artistici e delle istituzioni scientifiche ed accademiche  coinvolte affinché  si realizzino sia il “Giardino della Memoria” che il “Museo dei Diritti”, un museo “diffuso” ed in rete con altre realtà museali, sociali e culturali del Mediterraneo. Nel tempo si è allargata e consolidata quell’area di gruppi e persone sensibili, giornalisti, ricercatori, enti, artisti e associazioni che guardano con interesse al progetto alla cui base è la conservazione della memoria e la difesa dei diritti. Il relitto dismette ora la sua funzione artistica e riassume pienamente quella di pungolo delle coscienze, di testimone non muto, simbolo di tutte le luttuose tragedie delle genti costrette ad attraversare deserti e mari per cercare la felicità. “Noi continueremo ad impegnarci – dichiarano il sindaco Giuseppe Di Mare e Cettina Saraceno, presidente del Comitato 18 Aprile – per farne il catalizzatore di iniziative di solidarietà, di pace e di fratellanza. Lavoreremo insieme perché esso rimanga un udibile ed ineludibile monito verso chi costringe all’esodo tanta umanità e poi, alzando recinti in terra e in mare, la respinge”.

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