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Augusta| Riflettori puntati sulla sorte del presidio ospedaliero “Muscatello”

18 Gennaio 2017 | by Sebastiano Salemi
Augusta| Riflettori puntati sulla sorte del presidio ospedaliero “Muscatello”
Politica
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Il consigliere Enzo Canigiula, serve un’azione “forte”. “Per portare all’attenzione nazionale tutte le problematiche della città di Augusta con in testa il “caso Muscatello” sto preparando un documento in cui rassegno le mie “dimissioni condizionate”.

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“All’improvviso l’interesse per il Muscatello – scrive in una lunga nota il consigliere comunale Canigiula – ha captato l’interesse di  molta più gente di quanta ne abbia potuto immaginare dopo quel caldo giorno di luglio in cui in molti, Sindaca (apparizione di circa 15 minuti) e colleghi compresi a parte un paio, reputarono opportuno che ci fosse altro da fare quel giorno piuttosto che perdere mezza giornata appresso a un problema che “tanto già hanno deciso per noi”.

Per dovere di cronaca è giusto dire che quel giorno era presente l’On. Zappulla il quale intervenendo più per forma che per sostanza, ma questo non è peccato, appoggiò la mia idea di rivelare i nascituri nel paese di residenza dei genitori. Siamo in attesa. Sembra che la proposta sia itinerante in Parlamento. Oggi mi fa piacere invece notare quanto il problema Muscatello sia tornato di moda. La commissione ha lavorato bene (purtroppo problemi di lavoro mi hanno tenuto lontano dall’ultima) e ha stabilito di chiedere d’essere ascoltata in commissione regionale magari (ci credo poco) in presenza dell‘assessore Gucciardi. Questo passo dovrebbe portare a qualcosa di positivo in termini di visibilità ma credo che oltre a ciò avremo bisogno di qualcosa di più forte, che vada oltre i confini del nostro territorio. Increscioso che persone in chemioterapia debbano trovare le porte chiuse in un Ospedale.

Increscioso che il Direttore Sanitario non chieda scusa per il gravissimo disservizio. Increscioso che il Direttore generale non lo rimuova dal suo incarico e poi egli stesso rassegni le dimissioni.  Increscioso che si continui ancora a giocare a rimpiattino mentre Augusta muore.  Ebbene oggi io dico che “mi sono rotto”. Mi sono rotto di questa gente che decide per noi, di questa gente a cui non importa nulla se il cancro è dentro ogni famiglia augustana.  

Da questo momento occorre una protesta forte. Circa 8 anni fa chiesi all’allora presidente del consiglio comunale di dimettersi in massa per portare all’attenzione nazionale il problema del nostro ospedale e lui mi rispose “parri accussì picchì sì fora”….. Oggi sono dentro. Per portare all’attenzione nazionale tutte le problematiche della città di Augusta con in testa il “caso Muscatello” sto preparando un documento in cui rassegno le mie “dimissioni condizionate” e cioè che avranno effetto nel momento in cui l’ultimo dei miei 29 colleghi firmeranno il documento.  Auspico che questa scelta serva a smuovere le coscienze fino a Roma nella persona del Ministro Lorenzin. Tanto in Sicilia siamo “autonomi a convenienza” Ma soprattutto – conclude Canigiula – serva a restituire alla mia città la dignità che le spetta non lasciando il bastone del comando e delle decisioni nelle mani dei “Soliti Noti Siracusani” e di coloro che hanno svenduto la nostra terra e la nostra salute.

Tra qualche mese si vota per mandare i nostri rappresentanti territoriali a Palermo.  Occhio agli opportunisti amici miei.  Abbiamo già sbagliato abbastanza tanto e poco tempo fa”.

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