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Augusta | Salvare la città per tutelare beni ambientali, naturali, storici e monumentali

Augusta | Salvare la città per tutelare beni ambientali, naturali, storici e monumentali
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Si costituisce l’associazione “Salvare Augusta” con lo scopo di fornire un contributo civico quanto più qualificato all’elaborazione del Pug e alla tutela e salvaguardia di tutti i beni ambientali, naturali, storici e monumentali  della città. A darne vita saranno Legambiente, Natura Sicula, Punta Izzo Possibile e Piano Terra. E’ stato stabilito nel corso dell’incontro sul tema delle zone F.

Le associazioni Legambiente, Natura Sicula, Punta Izzo Possibile e Piano Terra daranno vita all’associazione informale “Salvare Augusta”. E’ quanto hanno stabilito nel corso della conferenza pubblica che si è svolto, nei giorni scorsi nella sede di Piano Terra, del presidente Andrea Tringali che l’ ha organizzato sul tema delle zone F del territorio, destinate secondo i vigenti Piani regolatori Calandra e Marcon ad impianti e attrezzature di interesse generale, per le quali si prospetta una vasta cementificazione per costruzione di  ristoranti fast-food, supermercati e centri commerciali di grandi dimensioni. A relazionare sono stati chiamati i rappresentanti di Legambiente, Natura Sicula e Punta Izzo Possibile che già avevano manifestato la loro contrarietà a questi insediamenti commerciali che non rispondono all’interesse generale della città. Tra i relatori Enzo Parisi e Gianmarco Catalano.

Nel corso della conferenza sono stati approfonditi gli aspetti della vicenda e si è cominciato ad affrontare la questione del nuovo Piano urbanistico generale (Pug), di cui le stesse associazioni nei documenti diffusi nei mesi scorsi avevano sollecitato l’elaborazione in ossequio alla legge regionale 19/2020 che ne prescrive l’adozione. Inoltre le associazioni chiedevano “l’avvio di una nuova stagione di pianificazione urbanistica del territorio, che coinvolga istituzioni comunali, associazioni e cittadini per ridisegnare insieme una moderna città ecosostenibile che tuteli e valorizzi i suoi beni culturali e ambientali e persegua attivamente l’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo che l’Unione Europea impone di raggiungere entro il 2050”.

E’ stata quindi accolta e salutata con favore la delibera con la quale l’Amministrazione comunale ha dato avvio alla redazione del Pug approvando il relativo atto d’indirizzo. Nel contempo nel corso della conferenza sono state evidenziate le prime palesi contraddizioni tra le pur condivisibili dichiarazioni di principio (zero consumo di suolo, urbanistica partecipata, ecc.) coerenti con lo spirito e il dettato della legge e alcuni degli obiettivi che vengono indicati (nuove grandi strutture di vendita di livello superiore, omissione delle zone F, assimilazione delle zone bianche a quelle contigue, ecc.). Inoltre, si è rilevata nell’atto di indirizzo la non esauriente o erronea indicazione delle aree naturalistiche e l’insufficiente analisi dei Piani e dei progetti che si propongono sul territorio (Piano regolatore portuale, terzo ponte, by-pass ferroviario, ecc.).

A parere dei relatori e degli intervenuti alla conferenza è quindi importante che, così come vogliono la legge 19/2022 e l’Amministrazione comunale di Augusta, si partecipi attivamente all’elaborazione di questo essenziale strumento di pianificazione che, secondo la delibera della Giunta Municipale bisogna sia “frutto della partecipazione attiva e condivisione con i cittadini”. Ciò atteso che una comunità deve essere partecipe e consapevole delle regole relative alla trasformazione dell’ambiente in cui vive, e che ogni cambiamento della struttura urbana operato senza una reale partecipazione, è destinato ad essere parzialmente disatteso, in quanto lontano dai bisogni dei cittadini”. In questa fase partecipativa si potranno e dovranno correggere le imprecisioni, definire gli obiettivi condivisi e dare forma e concretezza all’auspicata prassi di “zero consumo di suolo”.

Per l’immediato i presenti alla conferenza, accogliendo e condividendo la proposta di Enzo Parisi di Legambiente, hanno deciso, appunto, di dare vita, coinvolgendo associazioni, professionisti e liberi cittadini, ad una associazione informale “Salvare Augusta”. La denominazione si richiama espressamente all’analoga “Salvare Palermo” fondata nel 1985 dall’illustre Roberto Calandra, illuminato autore del Piano regolatore di Augusta del 1973 – con lo scopo di fornire un contributo civico quanto più qualificato all’elaborazione del Pug e alla tutela e salvaguardia di tutti i beni ambientali, naturali, storici e monumentali della città.

Si propone di chiedere che la tratta ferroviaria (circa 6 km) che verrà dismessa a seguito del by-pass sia esclusivamente destinata a pista ciclabile e pedonale e a tale scopo prontamente attrezzata. E ancora che, stante anche la mancata fase di consultazione e di confronto con i cittadini, venga riesaminato il Dpss (documento di programmazione strategica portuale) propedeutico al Piano regolatore portuale e vengano escluse dall’ampliamento dei confini dell’Adp i tratti di costa da Punta Carcarella fino a Capo Santa Croce e venga restituita alla città e alla pubblica fruizione la Vecchia Darsena Accogliendo e condividendo la proposta di Giambattista Totis, in relazione alle zone attualmente classificate F e bianche ab origine o per decadenza del vincolo espropriativo, hanno deciso di chiedere formalmente all’amministrazione comunale di decretare una moratoria al rilascio di concessioni e/o di modifiche, mantenendo integri i vigenti PRG Calandra e Marcon e le classificazioni di dette zone fino alla definitiva adozione del nuovo Pug. Dal confronto con le altre associazione e persone interessate si stabilirà con quali forme e strumenti raccogliere il consenso dei cittadini (petizioni, referendum, ecc.) e dare continuità ad una lunga e permanente opera di studio, informazione, comunicazione e azione.

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