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Augusta| Schermi ed il parcheggio “Faro Sant’Elena”. La sua replica tranquilizza per il futuro ma bisogna aiutare lo “smemorato” a ricordare

2 Novembre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Schermi ed il parcheggio “Faro Sant’Elena”. La sua replica tranquilizza per il  futuro ma bisogna aiutare lo “smemorato” a ricordare
Politica
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Per evitare disagi e polemiche di questi anni sarebbe bastato poco perchè Lui “…a prima richiesta della sindaca a fine luglio” ha concesso l’area.

output_l2vs8d

cgil-300x250Se deontologia professionale impone di garantire pluralità di voci sugli argomenti trattati dando spazio a chi lo richiede (come accaduto in ultimo per l’ex Vice Sindaco Giuseppe Schermileggi qui articolo del 31.10.2016), è anche vero che professionalità ed esperienza trentennale esigono, sempre, una rigorosa verifica di tali voci, eventualmente integrandole o, se del caso, correggendole. Sempre, resta inteso, il tutto con il solo ed unico scopo di fornire la più ampia e completa informazione possibile ai nostri lettori. L’intervento dell’ex Vice Sindaco, se da una parte tende a negare presunti conflitti d’interesse (che vanno comunque sempre accertati dagli organi competenti) dall’altra,  “rispolverando” la questione “Parcheggio Faro”, induce giocoforza ad un approfondimento. A dire quindi dell’ex Vice Sindaco nonché assessore al bilancio ed attività produttive del Comune di Augusta Giuseppe Schermi, nessun conflitto d’interesse è mai esistito, né per quanto attiene la sua qualità di imprenditore agricolo (ma è incontrovertibile che solo una volta estromesso dalla Giunta Comunale, le iniziative di promozione dell’agricoltura a KM zero si sono cominciate a realizzare), né tanto meno in particolare sulla questione relativa al terreno di sua proprietà sito in località  Sant’Elena. In sostanza, secondo la tesi ( in verità un po’ deboluccia) fornita da Schermi, sarebbe bastato semplicemente che la Sindaca Maria Concetta Di Pietro (monella ed evidentemente  votata all’autolesionismo) glielo avesse chiesto per tempo che si sarebbero potute evitare furiose polemiche e fastidiosi disagi per migliaia di cittadini. Già perché, a dire sempre di Schermi, “…a prima richiesta del sindaco a fine luglio (2016 ndr) …”, di suo pugno ha “…concesso a titolo gratuito il suo terreno per consentire l’utilizzo a parcheggio”. La frase riportata non si presta ad interpretazione e/o equivoci.  E, per quanto appaia francamente inverosimile la versione “messa nero su bianco” da Schermi (è difficile pensare che la Sindaca non gli abbia mai posto il problema, nemmeno nei mesi caldi della “polemica”) tale asserzione lascia ben sperare per le prossime stagioni estive. Appena dunque la Sindaca (o chi per essa) il prossimo anno farà richiesta, Schermi non dovrebbe esitare a concedere il suo terreno da destinare a parcheggio temporaneo per i bagnanti. Se lo dovesse poi concedere a titolo ancora gratuito (come avvenuto per il mese di Agosto appena trascorso) o a titolo oneroso (come avvenuto negli anni 2007/2012) non è obiettivamente al momento importante saperlo. Quindi per il prossimo anno, a meno di stravolgimenti clamorosi, si prospetterebbe sul fronte “Parcheggio Faro” una estate tranquilla con buona pace dell’opposizione militante. Gli augustani dovranno trovare altri argomenti su cui appassionarsi ed eventualmente dibattere nelle calde serate estive o sui social. Così come non saranno più necessarie né interrogazioni scritte né richieste di convocazione urgente di consigli comunali sul tema. Non dovrebbero più nemmeno servire “sit– in” di consiglieri comunali innanzi al cancello della tenuta di Schermi sotto la calura estiva. Ed i consiglieri di opposizione dovranno pur farsene a questo punto una ragione. Ma se 13 mesi (e due lunghe estati di roventi polemiche) non sono bastati per individuare una soluzione indolore, seppure temporanea, per consentire una serena fruizione del sito balneare, 9 mesi sono stati però più che sufficienti per depennare dal piano triennale opere pubbliche 2015/2017, assieme ad altri, anche il progetto di  “allargamento strada C/da Sant’Elena di accesso al Faro Santa Croce, da anni inserito negli strumenti di programmazione dell’ente, per la cui realizzazione erano previsti corposi espropri soprattutto in prossimità del piazzale d’ingresso alla zona marina. Sì perché, contrariamente a quanto asserito nella sua nota (“Nè io ho mai partecipato a riunioni di giunta e consiglio riguardanti il mio terreno”), lo “smemorato” Schermi dimentica che egli non solo ha partecipato alla riunione di Giunta Municipale del 7 Marzo 2016 ma ha anche approvato personalmente la delibera n. 21/2016 (leggi qui) con cui l’A.C. ha messo in sostanza una “pietra tombale” su quell’opera ricadente in buona parte sul terreno di sua proprietà. Se poi, dall’insediamento della nuova Amministrazione pentastellata non si sia più parlato di esproprio di quel terreno o, comunque, si siano posti problemi (come la dichiarazione di dissesto o presunti vincoli ambientali/paesaggistici) sarà di certo una singolare coincidenza, favorevole però oggettivamente all’ex amministratore ex grillino. Quanto poi alla assunzione del mutuo per la realizzazione dei lavori di riqualificazione al Faro Santa Croce –  da matita blu è l’errore in cui incorre Giuseppe Schermi. Contrariamente a quanto asserito dall’ex grillino nella sua  nota, “il mutuo trentennale di euro1,061,100.54 al tasso fisso del 4.23%…” non fu contratto nel 2006 bensì molti anni prima. Se l’ex assessore al bilancio nel corso della sua lunga gestione assessoriale si fosse peritato di verificare presso gli uffici del settore Finanze (da lui diretti sino ad un mese fa), avrebbe evitato di incappare, con disarmante superficialità, in un abbaglio così macroscopico. Non solo:  consultando gli atti, avrebbe potuto anche appurare che  il progetto della sistemazione dell’area del Faro Santa Croce risale agli anni ’90 (come peraltro ampiamente documentato da servizi di autorevoli testate giornalistiche) e che, nonostante le prescrizioni imposte dalla Sovrintendenza sull’utilizzo delle aree pubbliche già disponibili e quelle future (private) da acquisire destinate a parcheggio, l’Amministrazione allora in carica (anno 2000) decise, inopinatamente, di indire ugualmente la gara di appalto per una sorta di “stralcio funzionale dell’opera”. Da matita rossa infine è invece lo strafalcione che Schermi “prende” relativo alla delibera del dicembre 2015 di rideterminazione della dotazione organica. Quella delibera di Giunta Municipale non fu “sospesa”, come erroneamente ed impropriamente sostenuto dall’ex Vice Sindaco, ma piuttosto fu, in maniera quanto mai singolare “rinviata” (leggi qui articolo). E forse, adesso, Giuseppe Schermi, libero da vincoli istituzionali, potrebbe svelare i veri motivi che stavano alla base di quel rinvio. Ma questi abbracciano aspetti prettamente tecnico/amministrativi che potrebbero annoiare i lettori.

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