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Augusta| Schermi: più dubbi che certezze sull’appalto rifiuti

Augusta| Schermi: più dubbi che certezze sull’appalto rifiuti
Politica
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Giuseppe Schermi, ex assessore al Bilancio, della giunta Di Pietro, oggi consigliere comunale di opposizione, dopo avere ascoltato le parole dell’ex sindaco, Massimo Carrubba sull’appalto rifiuti manifesta le sue perplessità. “In giunta – dichiara – provai a farmi garante del rispetto delle procedure”.

L’appalto rifiuti, da almeno 30 anni gestito ad Augusta dalla famiglia Quercioli, con la sola ditta Pastorino fino all’agosto 2016 e da allora a oggi con la Pastorino e l’Igm consorziate con la Ciclat Ambiente di Ravenna in Ati (Associazione temporanea di imprese), è stato uno degli argomenti trattati dall’ex primo cittadino durante la conferenza stampa pubblica, tenuta giovedì sera nella sala “Monna Lisa” di Palazzo Zuppello per parlare del Sistema Siracusa, altrimenti da egli definito “Metodo Amara”  perché Massimo Carrubba  ritiene: “di avere il fondato sospetto che persino atti giudiziari- processuali” a suo carico “siano stati “confezionati” preventivamente fuori dal Palazzo di Giustizia di Siracusa”.

L’ex sindaco ha parlato del nuovo appalto relativo al nuovo sistema per l’adozione e la riorganizzazione delle modalità di gestione della raccolta dei rifiuti urbani e assimilati che nel  febbraio del 2016 è stato affidato per 7 anni per un importo di oltre 42 all’Ati, unica partecipante alla gara.   Ha parlato del: “rapporto consolidato  tra le famiglie Amara e Quercioli”, ha ricordato che nel periodo in cui egli era a capo dell’amministrazione comunale si susseguivano gli scioperi con  cadenza puntuale e che durante il mandato della commissione straordinaria i debiti maturati dal Comune nei confronti della ditta Pastorino  sono stati liquidati con una consistente parte del mutuo trentennale ottenuto durante la gestione commissariale, mentre altri creditori si sono dovuti accontentare di una parte delle somme vantate, nel quadro degli accordi proposti dall’Osl, (Organo straordinario di liquidazione) che si è insediato oltre 2 anni fa, in seguito alla dichiarazione dello stato di dissesto finanziario e che sta ancora operando. Il sindaco, citando il fascicolo giudiziario di Roma “da cui emerge che l’avvocato Piero Amara”è il legale di fiducia o abbia curato con le sue società di consulenze e servizi gli affari della Ciclat” ha  parlato  “dell’interesse che potrebbe avere Amara, tuttora, in fondo, in fondo nell’appalto rifiuti”.

“Le parole dell’ex sindaco Carrubba sollevano molti dubbi alla luce della mia esperienza da primo assessore al bilancio dell’Amministrazione in carica. Era l’estate 2015 – ricorda Giuseppe Schermi – quando, appena insediati, provai a rinegoziare i termini economici con i fornitori del Comune. Ci riuscii in larga parte. Ma non riuscii a ridurre il costo del servizio raccolta rifiuti. Addirittura si pretesero gli arretrati per il servizio pulizia prestato al porto commerciale in occasione degli sbarchi; servizio reso a invarianza di costo sotto l’amministrazione dei commissari straordinari e invece prima preteso all’amministrazione Di Pietro e poi liquidato per circa 32 mila euro, da settembre a dicembre 2015”.

Il sindaco Cettina Di Pietro

In autunno Schermi venne a conoscenza di un finanziamento europeo di circa 4 milioni di euro, concesso dalla Regione al Comune di Augusta per acquisto di auto compattatori per l’avvio della prossima raccolta differenziata. “Ciò avrebbe consentito un cospicuo risparmio per la gara rifiuti. Ma il Comune – prosegue l’ex assessore – aveva già rifiutato quella opportunità per non cofinanziare  circa 700 mila euro. Obiettai che si sarebbe potuto devolvere parte dei circa 6 milioni di mutui non spesi, ma ormai era troppo tardi: i fondi europei andavano spesi e rendicontati entro il 31 dicembre.

Arrivo così al 18 febbraio 2016 quando, conclusa la gara nella sede dell’Urega,  venne  aggiudicato definitivamente il servizio di  raccolta differenziata. Dopo poche settimane l’assessore all’Ambiente e vicesindaco, Giuseppe Pisani,  rassegnò le dimissioni  per motivi di salute e da lì a poco venne  presentato il nuovo assessore, esperto in materia di raccolta differenziata in quanto a Catania già presidente di Rifiuti Zero. A seguito di continui rinvii il nuovo contratto fu firmato solo in agosto, sollecitato anche dalla Regione. A fine agosto pervenne  ai miei uffici la richiesta di pagamento per un servizio raccolta rifiuti porta a porta che sarebbe partito solo a dicembre in maniera parziale. Obiettai che il servizio non fosse ancora partito, ma le vicende vollero che a partire, da assessore, il 14 settembre fossi io”.

Schermi infatti venne sollevato dal suo incarico di amministratore nel settembre del 2016 dal sindaco, Cettina Di Pietro. “Da agosto a dicembre 2016 – riferisce Schermi-  si liquidano solo fatture in acconto, salvo poi, con determina dirigenziale n.197 del 30 gennaio 2017 pagare a saldo 2016 163.545,99 euro a integrazione del servizio raccolta, secondo quanto previsto dal capitolato per lo svolgimento del servizio raccolta differenziata sull’intero territorio comunale”.

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