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Augusta| Seduta Tari illegittima secondo Di Mare che si rivolge all’ufficio Enti locali

Augusta| Seduta Tari illegittima secondo Di Mare che si rivolge all’ufficio Enti locali
Politica
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Illegittima sarebbe, secondo il consigliere di #perAugusta, Giuseppe Di Mare, la seduta del 30 marzo a causa dell’applicazione per analogia del regolamento del Consiglio comunale, che è stata operata astenendosi dall’osservare, invece, la norma del regolamento di contabilità, che concede ai consiglieri 10 giorni per presentare emendamenti sulla proposta di delibera per la rimodulazione delle tariffe Tari. Ma non solo per questo sarebbe illegittima, tant’è vero che le pregiudiziali presentate in aula sono state ben 18. Intanto il consigliere, Giuseppe Schermi portavoce del collettivo spontaneo DiEM25 Augusta1, segnala di aver riscontrato  anomalie nel calcolo dei costi di smaltimento dei rifiuti e bonifica per l’anno 2017.

“Consiglio comunale: un organo che è stato declassato da “Senato della Città” a “mercato rionale” dure le parole del consigliere comunale di #perAugusta, Giuseppe Di Mare, ieri durante la conferenza stampa tenuta per esternare riflessioni su quanto avvenuto in Aula nella lunga seduta del Venerdì Santo, che ha visto la maggioranza approvare le nuove tariffe Tari per l’anno 2018. Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’avvocato Stefano Amato, per dare parere legale alle “stranezze” riscontrate dal consigliere di opposizione.

In particolare viene rilevato che non è stato applicato il regolamento di contabilità  che disciplina tutte le delibere, tutti gli atti del Comune che hanno per oggetto contabilità, bilanci, tariffazione, equilibri di bilanci, ecc. Regolamento che all’articolo 15 stabilisce che ai consiglieri devono essere concessi 10 giorni per presentare emendamenti. Cosa che, di fatto, non è avvenuta in quanto, col benestare del segretario generale è stata data  ai consiglieri la possibilità di presentare gli emendamenti direttamente in Aula, applicando una norma del regolamento del Consiglio comunale attraverso il principio di analogia con regolamento di contabilità. Un procedimento che, secondo Di Mare non è attuabile.

“Non abbiamo trovato la norma del regolamento del Consiglio comunale che dice che gli emendamenti si possono presentare durante la seduta. Il regolamento di contabilità – sottolinea Di Mare – in modo dettagliato all’articolo 15 prevede 10 per presentare emendamenti. La notifica della convocazione del consiglio per il 30 marzo ci è pervenuta il 27 marzo, quindi la seduta è illegittima.

 

GUARDA LA CONFERENZA STAMPA

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“E’ stato applicato per analogia il regolamento del Consiglio comunale – dice Stefano Amato – che non ha nulla a che vedere con il regolamento di contabilità, per far si che il consigliere potesse proporre emendamenti direttamente in Aula. Il regolamento di Consiglio comunale serve per disciplinare le norme dell’Aula, è un regolamento separato”. Non essendoci precedenti che diano per certa l’illegittimità dell’iter che è stato seguito il legale non ha potuto esprimersi in merito con esattezza. Il dubbio è però forte e gli atti sono stati trasmessi  da Di Mare all’ufficio Ispettivo dell’assessorato regionale Enti locali. E’ stata “una forzatura” secondo il legale “il mancato rispetto del termine dei 10 giorni è grave – dichiara Amato – a mio avviso perché il Consiglio avrebbe dovuto avere il tempo necessario per poter promuovere emendamenti. Sia la maggioranza sia l’opposizione devono essere posti su un identico piano, tutti devono avere la possibilità di partecipare all’attività politica presentando i loro emendamenti, ma nel rispetto di quelli che sono i principi cardine di un Paese democratico di un Consiglio comunale democratico con i criteri stabiliti dalla norma. Se la pregiudiziale, presentata al riguardo dall’opposizione fosse stata accolta,  la seduta del 30 marzo non avrebbe potuto avere svolgimento, di conseguenza sarebbero state manutenute le tariffe dell’anno precedente. “Vogliamo vederci  chiaro – continua il consigliere di #perAugusta – anche perché non è solo questa la pregiudiziale. Durante la seduta risultavano mancanti alcuni atti legati al piano finanziario del servizio Tari, il piano con cui l’amministrazione comunale presenta il servizio di raccolta dei  rifiuti, le modalità i costi,  tra cui la relazione dei servizio gestore. Chi gestisce il servizio avrebbe dovuto allegare una relazione”.

Di Mare ha evidenziato che gli emendamenti proposti dalla minoranza non sono stati frutto di approfondimenti che l’opposizione avrebbe voluto fare. Non abbiamo avuto il tempo di studiare attentamente in 2 giorni il volume corposo di documentazione. Di Mare ha poi stigmatizzato il fatto che la Tari non è stata rimodulata tenendo conto, non solo dei metri quadrati dell’abitazione, ma anche del numero dei componenti del nucleo familiare. Si domanda dove siano andati a finire i 600 mila euro risparmiati per il conferimento dei rifiuti in discarica da quando viene praticato il sistema di raccolta differenziata porta a porta, nonché i proventi del recupero dei materiali venduti dal Comune alle piattaforme convenzionate dove vengono conferiti, carta, plastica e vetro.

Ha asserito che la riduzione del 5%  applicata alle utenze domestiche è minima e che dal porta a porta i cittadini avrebbero dovuto beneficiare maggiormente in termini di risparmio e che le associazioni onlus non avrebbero mai dovuto pagare la tassa sui rifiuti, “quindi la tariffa di 50 centesimi a metro quadro a esse applicata non è un’agevolazione- sostiene Di Mare – come il M5S vorrebbe far credere”.

Infine il consigliere ha sollevato un ‘altra anomalia legata al secondo punto all’ordine del giorno della seduta del 30 marzo relativo all’adeguamento degli oneri di urbanizzazione, atto che è stato ritirato perché tale adeguamento non è stato approvato dal consiglio nel 2017, di conseguenza sarebbe stato inopportuno votare l’atto per l’anno corrente senza prima vederci chiaro. “Di ciò si è resa conto anche la maggioranza e pertanto- conclude Di Mare –  ha deciso di rinviare il punto a data da destinarsi”. La conferenza stampa si è svolta nella sede di CambiAugusta del presidente, Marco Stella alla presenza di Roberto Meloni, presidente della federazione dei movimenti #perAugusta.

 

DISCUSSIONE DEL PUNTO RELATIVO ALL’ADEGUAMENTO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE

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E sempre  sull’argomento Tari è il consigliere comunale di Diems 25, Giuseppe Schermi fa sapere di aver richiesto una verifica straordinaria dei numeri allegati alla Tari 2018 e di annullare la delibera qualora emergessero gravi   mancanze. “La rapidità con cui la maggioranza ha bocciato senza discussione di  merito le mie 12 pregiudiziali, rende doveroso un controllo super  partes a tutela dei Conti del Comune. Troppo forte  – afferma Schermi – la tentazione della politica di nascondere le scelte  fallimentari nella gestione differenziata dei rifiuti dietro sconti e salassi che non trovano corrispondenza nella quantità di rifiuti   prodotti dalle attività produttive”.

L’assessore al Bilancio, Giuseppe Canto in merito a quanto dichiarato da Di Mare rivendica la legittimità dei lavori che si sono svolti con il parere del notaio dell’Aula che è il segretario generale del Comune. “L’iter – dice Canto – era completo di pareri dei revisori dei conti”. Per quanto riguarda l’applicazione per analogia, sostiene che  si è proceduto con oculatezza secondo un ‘interpretazione della normativa, considerando che i tempi erano stretti e che occorreva rimodulare le tariffe entro il 31 marzo e che per intoppi di natura tecnico burocratica l’atto è approdato in Aula un giorno prima della scadenza del termine. Di conseguenza anche la convocazione è stata fatta nell’immediato senza concedere 10 giorni. Canto puntualizza che la possibilità di presentare emendamenti ai consiglieri non è stata comunque negata. E infine chiarisce che tutti gli atti approvati in Aula vanno comunque trasmessi alla Corte dei conti e all’assessorato alle Autonomie locali. “Di conseguenza – conclude – non ci spaventa il fatto che anche il consigliere Di Mare si sia rivolto agli uffici regionali”.

Replicando alle dichiarazioni di Schermi l’assessore Canto annuncia la presentazione di un esposto all’ordine dei dottori commercialisti di Ragusa a cui il consigliere è iscritto. “Se Schermi ritiene che stiamo agendo illegalmente si rivolga alla Procura della Repubblica, altrimenti – conclude Canto lo denunceremo noi perché ci sta calunniando in pubblica piazza”.

GUARDA LA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

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