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Augusta| Silurato il vice sindaco e assessore al bilancio Giuseppe Schermi – La sindaca Di Pietro come la Raggi a Roma: via facebook annuncia il ben servito all’ex uomo forte della giunta comunale

15 Settembre 2016 | by Redazione Webmarte
Augusta| Silurato il vice sindaco e assessore al bilancio Giuseppe Schermi – La sindaca Di Pietro come la Raggi a Roma: via facebook annuncia  il ben servito all’ex uomo forte della giunta comunale
Politica
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Alla base della cacciata “divergenze” amministrative o malcelate “ambizioni” politiche? – Nemmeno il dibattito  in Consiglio aiuta a chiarire.

aAnche per questa vicenda, come per altre, molto probabilmente i veri motivi non li conosceremo mai, in barba al principio della trasparenza, tema caro alla martellante ed ossessiva propaganda pentastellata. Dietro la classica determina sindacale, scritta in perfetto burocratese, tante possono essere le ipotesi su cui ciascuno può sbizzarrirsi. Ma le “divergenze di vedute” amministrative, con la conseguente rottura del rapporto di fiducia con la Sindaca Maria Concetta Di Pietro, bastano ed avanzano per archiviare e consegnare alla storia la fugace esperienza amministrativa del dott. Giuseppe Schermi. Debole sul piano elettorale, tanto da non riuscire a farsi eleggere consigliere comunale in una lista in cui sono “scattati” ben 22 consiglieri su 30 (avendo riportato solo 54 voti, risultando oggi il primo dei non eletti nella lista M5S), ma indubbiamente “Uomo” forte dell’Amministrazione Di Pietro o almeno così appariva essere sino ad ieri, soprattutto dopo le dimissioni di Pino Pisani, nulla lasciava presagire un suo siluramento così repentino e con queste modalità.  Neanche il dibattito che si è tenuto ieri sera in consiglio comunale ha chiarito. Incalzata dall’opposizione (Tripoli, Tribulato, Di Mare, Niciforo, Pasqua), la sindaca Di Pietro si è abilmente mantenuta sul vago e sul generico, rimproverando sostanzialmente all’ex Vice sindaco una certa fastidiosa autonomia decisionale ma soprattutto mancanza di collegialità e raccordo con gli altri membri della Giunta, non facendo alcun riferimento però a fatti amministrativi specifici su cui magari si è molto probabilmente consumata la rottura.  Il bancario – economista catanese Schermi Giuseppe ha legato il suo nome alla forse troppo precipitosa dichiarazione di dissesto dell’ente, da lui fortemente voluta ed imposta alla compagine pentastellata, (senza però mai accompagnarla con la pubblicazione dell’elenco dettagliato dei debiti più volte richiesto da più parti né da una convincente quantificazione della reale massa debitoria dell’ente) ed alla richiesta di “anticipazione di liquidità” di circa 8 milioni deliberata in Consiglio Comunale il mese scorso dalla maggioranza grillina, indebitando ulteriormente le casse comunali. Ma soprattutto Schermi sarà ricordato per lo spinoso e palese conflitto d’interessi relativo alla vicenda dell’esproprio del terreno di sua proprietà sito al Faro Santa Croce,  necessario per la realizzazione del parcheggio ed allargamento della strada che conduce alla zona balneare più amata dagli augustani, inspiegabilmente “tagliati” dal piano triennale delle Opere Pubbliche del Comune.  Diatribe personali? Motivi politici? O veramente divergenze amministrative? La lettura della determina di revoca in verità non offre spunti interessanti. Per capire meglio le dinamiche politiche-amministrative del M5S, come spesso accade, bisogna navigare sui social e dunque forse i veri motivi della cacciata del Vice Sindaco si potrebbero intravvedere nel breve post al vetriolo pubblicato nella tarda mattinata di ieri su facebook con il quale la Sindaca Maria Concetta Di Pietro ( 300x250 Cacciaguerra OnoranzeVirginia Raggi docet) comunica Urbi et Orbi che ha dato il ben servito all’ex fido Schermi dott. Giuseppe (forse addirittura prima ancora che gli venisse notificato il provvedimento) non mancando però, dopo averlo ringraziato, di augurargli “di realizzare ogni sua ambizione.”. Già ambizione! Ecco la parola chiave: ambizione. Se le ambizioni di Schermi,  a cui si riferisce la Sindaca, fossero indirizzate al piano professionale o a quello imprenditoriale, nessun  contrasto sarebbe mai potuto nascere con i colleghi di amministrazione o, in particolare, con la stessa Sindaca. Cosa diversa se tale “ambizione” è invece coltivata, più o meno celatamente, sul piano politico, tanto più se essa sorge in prossimità delle elezioni regionali o di importanti nomine da fare come quelle relative all’Autorità portuale; è possibile che le divergenze allora diventino incompatibilità al progetto politico comune. In politica non sempre 2 più 2 fa 4, ma è chiaro che il ripescaggio di Pisani da parte della Sindaca (LEGGI QUI), se non ha, apparentemente, smosso le acque (per nulla chete) del movimento 5Stelle, certamente qualche indizio lo ha fornito, causando magari più di qualche mal di pancia tra gli “ambiziosi” attivisti. Certo è però che la revoca appare un atto  repentino ed immediato, forse frutto di uno stato emotivo del momento (che in politica dovrebbe essere controllato), volutamente mirato a mortificare Schermi. In fin dei conti i “7 giorni della serva” si concedono a tutti. Ciò vale a maggior ragione nella Pubblica Amministrazione, posto che la normativa impone, sempre, la comunicazione all’interessato dell’avvio del procedimento che lo riguarda. Atto quindi viziato in radice. Chissà se l’ex Vice sindaco Schermi farà ricorso al Tar. Resta il fatto che, anche in questa vicenda come in altre, sotto il naso del Segretario Generale Alberto D’Arrigo – custode della legalità al Comune –  andrebbe sventolato l’ennesimo cartellino giallo (tendente all’arancione); ma queste sono altre storie che non fanno più notizia.

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