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Augusta | Sistema antidemocratico in carcere per il personale, il Sippe si rivolge al provveditore

Augusta | Sistema antidemocratico in carcere per il personale, il Sippe si rivolge al provveditore
Sindacale
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“Il mancato rispetto delle norme di democrazia nella casa di reclusione di Augusta ai danni del personale che si dice stanco per i carichi di lavoro e non solo, viene denunciato dal dirigente nazionale del Sippe, Sebastiano Bongiovanni che per l’ennesima volta si rivolge al provveditore dell’amministrazione penitenziaria sollecitandone l’intervento.

“Quello che si sta perpetrando nella casa reclusione di Augusta è un sistema antidemocratico mai visto in nessuna amministrazione dello Stato”. E’ quanto denuncia il dirigente nazionale del Sippe Sebastiano Bongiovanni con una nota inviata al provveditore dell’amministrazione penitenziaria per la Regione Sicilia, Cinzia Calandrino. Per il sindacalista che si dice per l’ennesima volta obbligato a segnalare questo tipo di atteggiamento: “la maggioranza, la democrazia viene calpestata in ogni momento e in ogni contesto”. Bongiovanni manifesta la preoccupazione del Sippe per tutti i lavoratori che operano nella struttura di Augusta e sul regolare andamento dei rapporti all’interno dell’amministrazione del carcere. “E’ necessaria – sottolinea – una migliore e serena convivenza tra tutti i ruoli esistenti.

Nel penitenziario di Augusta –sostiene Bongiovanni – non si rispettano le più basilari norme di democrazia e a vedere e a sentire il grido d’aiuto e il disagio dei colleghi per lo stress ed i carichi di lavoro ci sentiamo impotenti. Nello specifico a nostro avviso non è democratico e non possono apparire indifferenti diversi comportamenti della direzione di Augusta: Applicazione di un Pil  sottoscritto da una sola organizzazione sindacale; applicazione di una razionalizzazione condivisa da una sola organizzazione sindacale; applicazione del piano ferie estivo condiviso da un solo sindacato  quindi il non accoglimento di un piano ferie proposto da 2 sigle e condiviso da 6 sigle che rappresentano il 70%; gestione autoritaria applicata attraverso un aumento esponenziale, rispetto alla precedente gestione, dei rapporti disciplinari”.

Il dirigente nazionale del Sippe parla inoltre di “totale mancanza di dialogo dei vertici con la base; disparità di trattamento nell’effettuazione dei turni notturni e festivi  (non viene applicato l’articolo 7 del Protocollo intesa locale (Pil), le solite unità non effettuano turni festivi”. Questa situazione non è più tollerabile” conclude Bongiovanni sollecitando un intervento risolutivo del provveditore: “oramai diventato quasi un obbligo, perché riteniamo sbagliato che per ogni ingiustizia antidemocratica le organizzazione sindacali debbano rivolgersi all’autorità giudiziaria, nella nostra amministrazione per fortuna ognuno ricopre un ruolo fondamentale e con compiti ben precisi e subalterni, il tutto per rendere migliori le condizioni lavorative”. La nota è stata inviata per conoscenza anche al capo del dipartimento Amministrazione penitenziaria Carlo Renoldi, al direttore generale del personale e delle risorse, Massimo Parisi, al direttore dell’Ufficio per le relazioni sindacali nell’Ufficio del Capo del Dipartimento Ida Del Grosso e alle organizzazioni sindacali Sinappe e Sippe.

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