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Augusta| Sit in e conferenza per un Mediterraneo di pace

Augusta| Sit in e conferenza per un Mediterraneo di pace
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Si sono svolte ieri, secondo il programma annunciato dai promotori, le iniziative di protesta e informazione contro l’esercitazione Nato Dynamic, organizzate dal Comitato No Muos / No Sigonella, dall’associazione Peacelink, dal Collettivo Antigone e dalla Città Felice di Catania.

In occasione del presidio, ieri mattina, in piazza Archimede a Siracusa, una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal vicario del prefetto, Filippo Romano e dal dirigente dell’area Protezione civile Marco Oteri. “Un incontro durato più di un’ora durante il quale – riferisce Gianmarco Catalano, portavoce del comitato No -Muos – abbiamo esposto le ragioni della protesta, a partire dall’assoluta mancanza d’informazione alla cittadinanza sullo svolgimento di queste esercitazioni e sul connesso rischio radiologico legato alla partecipazione sottomarini a propulsione nucleare». Comitati e associazioni hanno ribadito la richiesta di interdire il transito e la sosta di unità navali nucleari nelle acque territoriali e nel porto di Augusta, per ragioni legate alla sicurezza e all’attuale assenza di un piano di emergenza esterna per la protezione sanitaria delle popolazioni costiere.

Il vice prefetto Romano ha comunicato che, secondo quanto appreso dal Comando Marittimo di Sicilia, il sottomarino nucleare Usa John Warner partecipante alla Dynamic Manta non avrebbe fatto scalo nel porto di Augusta. Non si esclude invece che il sottomarino sia entrato in acque territoriali, ossia entro le 12 miglia dalla costa, soggette alla sovranità dello Stato italiano. «Una notizia che non ci rassicura affatto – continua Catalano – perché anche in caso d’incidente atomico che avvenga nel mare territoriale le popolazioni costiere rischiano comunque di essere gravemente coinvolte. E ciò conferma, ancora una volta, come la navigazione di questi natanti dotati di reattori atomici avvenga senza che lo Stato metta al corrente i propri cittadini dei pericoli e delle misure di sicurezza approntate sia in condizioni normali che in caso di emergenza»

La nota positiva emersa dall’incontro è che, come riferito dai funzionari prefettizi, il piano di emergenza esterna per il rischio nucleare nell’area portuale di Augusta è stato completato e al momento è al vaglio dell’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra), che dovrà far pervenire al prefetto le proprie osservazioni, prima dell’approvazione finale prevista entro quest’anno. In seguito dovrà essere programmata la verifica del piano attraverso esercitazioni periodiche e campagne informative rivolte ai cittadini, per il tramite dei comuni. «Questo lo consideriamo un primo importante risultato, frutto della pressione politica esercitata dalle denunce e dall’informazione popolare che da anni conduciamo su questa tematica, col supporto di studiosi indipendenti, associazioni ecopacifiste e comitati impegnati sul territorio. Naturalmente non ci accontentiamo e continueremo a lavorare per far sì che, oltre all’attuazione di piani di emergenza nucleare, nel lungo termine a livello nazionale si arrivi alla scelta politica di denuclearizzare i porti italiani, a partire dalle aree di crisi ambientale e rischio industriale come Augusta e Taranto».

Nel pomeriggio di ieri ad Augusta, nell’auditorium di Palazzo San Biagio,  è  stata tenuta una conferenza informativa, “purtroppo – sottolinea Catalano – poco partecipata dalla cittadinanza malgrado la rilevanza di un tema che tocca da vicino il diritto alla salute e alla sicurezza collettive. All’iniziativa hanno aderito I Siciliani giovani, la Rete Antirazzista Catanese, il Coordinamento Punta Izzo Possibile, il Comitato Stop Veleni, il Comitato No Muos di Ragusa, Pax Christi e la Comunità dell’Arca in Sicilia. Tra le istituzioni locali, presenti tra il pubblico i consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Schermi, Giancarlo Triberio e Marco Niciforo.

«Segnale negativo è l’assenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale di Augusta – prosegue il portavoce del comitato No Muso – e dei restanti comuni della provincia, che evidentemente non hanno avvertito il dovere di partecipare, riferire nel merito o anche solo manifestare la loro vicinanza a un’iniziativa che chiama in causa anche le loro responsabilità politiche e amministrative». Alla conferenza, moderata dall’avvocato Sebastiano Papandrea, è intervenuto Francesco Iannuzzelli, fondatore e attivista di Peacelink, che ha ripercorso l’iter storico della campagna nazionale contro il rischio nucleare negli 11 porti italiani interessati dal transito di navi atomiche statunitensi, francesi e inglesi. Maria Grazia Patania, del Collettivo Antigone, ha affrontato il nesso tra guerre e migrazioni, attraverso la lettura della storia di un migrante africano vittima del traffico di esseri umani dalla Libia. Alfonso Di Stefano e Gianmarco Catalano, del Comitato No Muos / No Sigonella, hanno affrontato la vicenda del porto nucleare e militare di Augusta nel più ampio contesto degli effetti prodotti dalla crescente militarizzazione dell’Isola, in vista di prossime iniziative già in programma come la manifestazione No Muos del 31 marzo a Niscemi.

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