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Augusta | Targa commemorativa del prefetto e superpoliziotto Pippo Micalizio [VIDEO]

25 Febbraio 2022 | by Redazione Webmarte
Augusta | Targa commemorativa del prefetto e superpoliziotto Pippo Micalizio [VIDEO]
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Scopertura, stamattina, durante una cerimonia commemorativa, una targa in ricordo del prefetto e superpoliziotto, Pippo Micalizio (così definito per le indagini dirette sulla mafia e la ndrangheta nel nord Italia) posta davanti la sede del commissariato di Polizia di Stato di Augusta. Cerimonia alla quale hanno preso parte autorità civili e militari e i familiari di Micalizio, morto nel 2005. Promotore dell’iniziativa il presidente dell’associazione “Umberto I” Mimmo Di Franco, nei confronti del quale hanno espresso tutti gratitudine per la lodevole iniziativa.

“Al concittadino di adozione prefetto Pippo Micalizio uomo di alto profilo morale e civile, dedicò la propria vita a difesa della legalità”. Questa la frase impressa nella targa commemorativa in ricordo del prefetto Pippo Micalizio,  posta davanti la sede del commissariato di Polizia di Stato di Augusta e scoperta, ieri mattina, nel corso di una cerimonia alla presenza di autorità civili e militari  a cura dell’associazione filantropia “Umberto I” presieduta da Mimmo Di Franco che, per la lodevole iniziativa, è stato ringraziato dalle autorità e dai familiari del “superpoliziotto” presenti. Sono intervenuti, tra gli altri il questore di Siracusa Gabriella Ioppolo, il vice sindaco di Augusta Tania Patania e il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, familiari e parenti del defunto “superpoliziotto”, fra cui la figlia Marina, il nipote Lorenzo, la compagna Rossana e i fratelli Franco, Nadia, Teresa, Nella e Letizia.

“Pippo Micalizio era una figura che non potrà essere assolutamente dimenticata – ha detto il questore – da tutti coloro che, come me, hanno avuto il piacere di conoscerlo. Era un alto funzionario dello Stato da non comune spessore morale e professionale, un importante modello di ispirazione che ha fissato come detto da sindaco di Carlentini quale obiettivo del proprio agire il perseguimento della legalità e della tutela del cittadino e della collettività. Un omo contraddistinto da intuizione ed empatia. Ha dimostrato grande lealtà istituzionale e senso del bene comune rappresentando un modello esemplare per tutti, ma un punto, soprattutto di riferimento per la grande famiglia della Polizia di Stato sia in ambito provinciale, ma in particolar modo in ambito nazionale. E non è un caso che proprio per questo divenne il braccio destro dell’allora capo della Polizia Gianni De Gennaro.

Durante la sua carriera si è evidenziato per la sua grande professionalità, per le sue elevate capacità ha condotto importanti indagini sulla mafia sulla ndrangheta specialmente nel nord Italia con la squadra mobile di Milano. Ha, tra l’altro, avuto affidato il compito di vice direttore della direzione investigativa antimafia, di capo dei servizi centrali antidroga, di direttore interregionale della Polizia  di Stato della Sicilia e della Calabria, incarichi prestigiosissimi e che ha svolto dando grande lustro all’amministrazione”. Anche il questore ha parlato dell’incarico che è stato citato dal sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio cioè quello che ebbe affidato dall’allora ministro dell’Interno: una grande attestazione di stima, il super ispettore per ricostruire i ruoli e le responsabilità dei disordini che si sono concretizzati presso la scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto dopo il G8 di Genova. “Fiducia nei suoi riguardi – ha sottolineato il questore – parimenti corroborata anche dalla nomina di prefetto presso la presidenza del Consiglio nell’anno 2003.

“Si è fatto portavoce del valore della legalità e si è distinto per la sua tenacia riuscendo a dare un grande contributo nella lotto contro la mafia” hanno detto Marta Scatù ed Elisa Noè, due alunne del I Istituto comprensivo “Principe di Napoli”, diretto da Agata Sortino intervenute alla cerimonia insieme alla loro docente di lettere Tizia Repici per esternare riflessioni sul prefetto e superpoliziotto. E’ intervenuto con visibile commozione anche il fratello di Pippo Micalizo, Franco il quale, nel ricordare la figura del compianto congiunto ha evidenziato l’impegno profuso dal promotore dell’iniziativa Mimmo Di Franco: “per la caparbietà e soprattutto l’orgoglio con cui l’ha portata a compimento in breve tempo, da solo, facendosi carico di istruire l’iter presso le autorità istituzionali preposte a rilasciare l’autorizzazione, affinché ciò venisse finalizzato e, quindi, anche l’organizzazione di questa cerimonia di commemorazione”.

Franco Micalizio ha evidenziato che l’incisione nella targa sia la descrizione giusta della persona, della sua vita lavorativa, della sua carriera, della sua lealtà verso le istituzioni che rappresentava e per aver dedicato tutto se stesso al servizio dello Stato, sacrificando spesso i suoi affetti familiari, ma sempre alla ricerca della verità e a difesa della legalità”.  Pippo Micalizio nacque a Pedagaggi ma da piccolo, essendo il padre, direttore delle poste, si trasferì insieme alla sua famiglia ad Augusta dove fece tutto il suo percorso scolastico dalle medie all’Università di Catania. Nel 1969 entrò in polizia iniziando la sua carriera a Milano fino a dirigere la squadra mobile negli anni tra l’80 ed il ’90. Fu uno dei fondatori del Siulp, sindacato italiano unitario lavoratori polizia. Era nominato il superpoliziotto poiché dirigeva le indagini sulla mafia e la ndrangheta nel nord Italia. Dopo Milano fu trasferito a Roma dove ottenne incarichi di prestigio quale vice direttore della Dia, Direzione investigativa antimafia e, successivamente rivestendo il ruolo di capo dei servizi centrali antidroga, in seguito direttore interregionale.

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