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Augusta| Torre Avolos in completo stato di abbandono

1 Dicembre 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| Torre Avolos in completo stato di abbandono
Attualità
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La direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, attenzionato lo stato di abbandono di Torre Avolos. Chiarisce però che a occuparsene debba essere la Sovrintendenza di Siracusa, poiché la Sicilia è regione a statuto speciale. 

Una nota formale è stata inviata al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini dalla direzione generale Archeologia Belle arti per segnalare la condizione di degrado in cui versa il  gioiello di architettura militare del XVI secolo, che rischia di scomparire in fondo al mare. Si tratta di Torre Avolos, monumento che troneggia su un isolotto attiguo al comprensorio di Terravecchia.

La direzione chiede però a Italia nostra di prendere diretti contatti con la Soprintendenza ai Beni culturali  di Siracusa. Tale passaggio si rende necessario in virtù del fatto che, essendo la Sicilia una regione a statuto speciale, “l’amministrazione regionale esercita nel territorio siciliano tutte le attribuzioni delle amministrazioni centrali e periferiche dello stato in materia di antichità, opere artistiche e musei, nonché di tutela del paesaggio”. Pertanto si individua nella competente Soprintendenza di Siracusa l’ente che dovrebbe occuparsi della questione. Infatti, a questa antica fortezza ricca di storia, nessuno sembra prestare adeguata attenzione e, totalmente abbandonata al degrado, rischia di non essere più recuperabile.

«Le gravissime lesioni esterne dell’edificio – sottolinea Jessica Di Venuta, presidente di Italia Nostra Augusta – sono dovute all’omissione dei lavori necessari che ha causato del deterioramento delle strutture. Le mura sono fortemente disgregate ed evidenziano vistosi crolli. I locali interni sono inoltre sconnessi e danneggiati.

Come si ricorderà lo scorso settembre la sezione augustana di Italia Nostra ha acceso i riflettori sul monumento militare. L’associazione riservandosi allora di adire le vie legali per salvaguardare Torre Avolos, ha chiesto innanzitutto al ministero dei Beni culturali quali iniziative comuni intendesse portare avanti a tutela del prezioso monumento.

Torre Avolos si trova in uno stato avanzato di degrado. La Marina militare effettua opera di vigilanza, ma non rientrano nelle proprie competenze le opere di manutenzione.“Ai danneggiamenti accumulati nei secoli – afferma Jessica Di Venuta – si aggiunge il degrado dovuto agli agenti ambientali. Mancano infissi, processi di ossidazione, muffe a radici di piante infestanti minano l’intera struttura”.

L’associazione ripercorre la storia del monumento militare ricordando che “nel 1551, a seguito di un violentissimo assalto ad Augusta da parte di circa 150 galere turche, Filippo II di Spagna decise di rafforzare con una serie di fortificazioni il versante orientale siciliano. Furono costruiti quindi a metà del secolo, dopo che la città fu ricondotta al Regio Demanio, i forti Garcia e Vittoria, e, pochi anni dopo, nel 1570, la torre fortificata chiamata D’Avalos. Il 17 agosto 1675, Augusta venne assediata dalla flotta francese al comando dell’ammiraglio Vivonne. Una squadra composta da 12 galee e 6 vascelli al comando di Tourville cominciò l’attacco alla torre d’Avalos. Nel XVI secolo la torre era nota come torre di “Avola”, oppure con altre denominazioni storpiati di: “Avolos” e “Avila”. L’origine del nome è tratto da Ferdinando di Avalos, marchese di Pescara, vicerè di Sicilia dal 1568 al 1571, che ne volle la costruzione.

La fortificazione venne concepita con un’inusuale conformazione a settore circolare di 280 metri circa di circonferenza, a due livelli: nel primo trovavano collocazione potenti cannoni con gettata superiore a quelli in dotazione alle navi a difesa della fortezza e del porto, mentre il secondo aveva funzione di avvistamento.

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