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Augusta| Trattamento rifiuti liquidi pericolosi e non, la Intec Sud si appella al rispetto delle distanze tra impianti

15 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Trattamento rifiuti liquidi pericolosi e non, la Intec Sud si appella al rispetto delle distanze tra impianti
Attualità
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“Le piattaforme per il trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non, devono distare almeno un chilometro l’una dall’altra”. In violazione a tale norma sarebbe stata rilasciata dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente la Valutazione di impatto ambientale alla società Rigenia che intende realizzare un impianto nell’area ex Asi a distanza di soli 140 metri dalla piattaforma della Intec Sud srl, esistente e operativa da un anno e mezzo.

Pertanto nel gennaio 2016 la Intec Sud ha presentato ricorso al Tar. La sentenza di merito sarà emessa dai giudici del Tribunale amministrativo di Catania il 22 febbraio. Prima di ricorrere al Tar l’azienda che gestisce la piattaforma per il trattamento dei rifiuti liquidi (tra cui acque da sentina, percolato delle discariche, reflui delle fosse Imof) aveva presentato delle osservazioni al rilascio della Via direttamente all’assessorato regionale. La risposta data alla Intec Sud circa 2 anni fa dal responsabile regionale del settore Via –Vas allora in carica, potrebbe fare indignare soprattutto gli abitanti del quadrilatero industriale, in quanto dice che, in una zona in cui insistono già un elevato numero di impianti e alcune discariche, una distanza inferiore da quella stabilita tra una piattaforma e l’altra non arrecherebbe danno perché la situazione ambientale è, comunque, compromessa.

Di questo e altro hanno parlato oggi nel corso di una conferenza stampa i vertici di Intec Sud Gianluca Magrì, presidente della società e Carmelo Parrino, responsabile e Salvatore Sipala, direttore tecnico dell’impianto. Al Comune l’azienda chiede un impegno incisivo “per evitare che la Regione consenta il rilascio di autorizzazioni a impianti destinati a sorgere uno accanto all’altro, in violazione della norma che stabilisce che la distanza tra piattaforme equivalenti sia di almeno un chilometro. Non si deve creare il precedente che già di fatto c’è dopo la Via rilasciata alla Rigenia. La violazione della norme si tradurrebbe in una concentrazione di impianti tale da far venir meno il principio di precauzione e quello del “chi inquina paga” perché i soggetti non potrebbero essere individuati quali responsabili del danno ambientale”.

Tra le motivazioni contenute nel ricorso che la Intec Sud ha presentato al Tar, dopo il mancato accoglimento delle proprie osservazioni da parte dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, oltre al mancato rispetto della distanza minima c’è il fatto che l’azienda ricorrente non è stata coinvolta, in quanto parte interessata perché proprietaria di un impianto già operante ,nell’iter procedurale relativo al rilascio delle autorizzazioni alla nuova piattaforma.

“Non ci hanno consentito – dichiara Magrì – di partecipare a nessuna conferenza dei servizi”. Intanto in attesa che il Tar si pronunci sospendendo o meno la Valutazione di impatto ambientale rilasciata alla Rigenia, la Intec Sud chiede, dunque, all’amministrazione comunale di essere più incisiva. “Non siamo contro il Comune – dicono i titolari dell’azienda – ma gradiremmo che mettesse in pratica nelle sedi competenti quanto più volte dichiarato circa la propria contrarietà alla nascita di nuovi impianti e soprattutto impedisca che piattaforme analoghe sorgano a poca distanza l’una dall’altra”.

La Intec Sud sottolinea infine che il proprio impianto opera nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti in materia ambientale.

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