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Augusta| Viaggi della speranza. Un marito disperato

18 Gennaio 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| Viaggi della speranza. Un marito disperato
Sanità
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Oncologia. Il reparto del Muscatello di Augusta, da cinque anni “ridotto” a Day Hospital, è gestito da un solo medico. I pazienti malati di cancro costretti a fare terapia all’Umberto I. Ma molti non possono permetterselo.

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E’ una storia che mai vorremmo ascoltare, Specialmente quando il protagonista è una malato di cancro. Quando a subire il pesante ed assurdo, spesso, sistema sanitario siciliano è un marito disperato, Stanco. Deluso. Prevale la rabbia e il coraggio di denunciare fatti incredibilmente incresciosi.

E’ una storia non ben definita, sin troppo riduttiva includerla nel pastone drammatico della malasanità. Ma tant’è. Noi proviamo a raccontarla su queste pagine con la speranza che chi di competenza legga e ascolti questo disperato appello di un uomo qualunque (che, visto la questione delicata, chiede di mantenere l’anonimato,almeno sino a quando l’amata moglie non uscirà dal tunnel) perché è una storia che potrebbe colpire tutti, indistintamente.

qds-300x250bis“Trasferimento di “pacchi”..si proprio così.. Questo è quello che sta succedendo ai malati di cancro “ospiti” presso il reparto di Oncologia di Augusta e, come se non bastasse, tra i vari problemi e le varie ansie, ci si aggiunge quella di non sapere dove fare terapia.. Perché non bastavano i vari problemi che assillano un malato di cancro, c’è anche il disagio di non aver assicurata l’assistenza nel luogo dove si ha sempre ricevuto le cure adeguate. Come nel reparto di Oncologia che, invece di essere potenziato come da anni si sente dire, i pazienti vengono “trasferiti”, per carenza di personale medico, presso l’ospedale Umberto I di Siracusa, non pensando minimamente ai disagi ed alle infinite problematiche a cui un paziente oncologico e la propria famiglia potrebbero andare incontro.

Il day hospital di Oncologia, presente ad Augusta da circa cinque anni, gestito da un solo medico, presente in Augusta a giorni alterni, in passato aveva già subito dei tagli riguardo la presenza giornaliera del medico in reparto, proprio per lo stesso problema”. Dal canto nostro, non abbiamo neanche la forza di aggiungere altro a questa storia terribile. Ma una cosa, solo una, vorremmo dirla: se pensassimo solo per un attimo che, se al posto di quei poveretti ci fosse un nostro caro?

Aumentano i viaggi della speranza tra l’ospedale di Augusta e Siracusa. Qualcuno dirà. Anzi è andata bene. Non si va a Milano. Il tragitto, dopo tutto, è breve. Ma non alla portata di tutti. Accade che il soggetto che necessita di terapia fuori dalla propria città non disponga di un mezzo proprio o che non abbia le possibilità fisiche, psicologiche e oltre modo economiche per affrontare questo breve spostamento. Ecco i limiti della sanità. Che non guarda in faccia la cruda realtà, che non si cala nel quotidiano dell’”uomoqualunque”. Speriamo di sbagliarci. (rosa tomarchio)

 

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