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Augusta| Vicenda Autorità portuale, Confcommercio non ci sta

1 Febbraio 2017 | by Sebastiano Salemi
Augusta| Vicenda Autorità portuale, Confcommercio non ci sta
Attualità
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Confcommercio Siracusa non ci sta e dichiara tutto il suo sostegno ad Assoporto contro la decisione scellerata del ministro Delrio di spostare per i primi due anni la sede dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Orientale da Augusta a Catania.

“Una decisione, questa, che non si comprende, visto e considerato che il porto megarese è l’unico Porto “Core”  della Sicilia e che fa parte della Rete europea Ten-T (corridoi europei dei trasporti), a differenza del porto di Catania, che non rientra in nessuna delle due classi di merito europee, generalmente assegnate su basi motivazionali tecniche, ben lontane dalle logiche tipiche delle “parrocchie” politiche nazionali e regionali. A dirlo è Sandro Romano, presidente Confcommercio Siracusa -.

“Il ministro, che fino a qualche mese fa aveva affermato che la sede legittima, così come da riforma, sarebbe stata Augusta, sembrerebbe sconfessare se stesso e le valutazioni europee, forse per accontentare l’area politica di cui fa parte, lungo l’asse Roma-Palermo-Catania. Abbiamo coinvolto la Confcommercio Catania, Sicilia e la Confederazione nazionale per affrontare in tutte le sedi lo scippo che si sta consumando in questi giorni. Abbiamo chiesto al nostro nazionale l’incontro urgente con Delrio e, invece, alla consorella di Catania di supportare la nostra iniziativa anche nei tavoli catanesi qualora invitati.

In tutto il sistema di Confcommercio, a tutti i livelli, non si comprende questa scelta proposta da Crocetta e avallata del ministero. Aspettiamo la risposta del Ministro e gli consegneremo, insieme ai colleghi di Assoporto, le nostre richieste chiare ed inequivocabili”. A sostegno della tesi pro Augusta ci sarebbero inoltre motivazioni di ordine tecnico. Il porto di Augusta, infatti,  per estensione e per numeri di movimentazione merci non può essere  certo paragonato a quello di Catania, che rimane limitato, per quanto riguarda la superficie operativa e dello specchio acqueo.  Basti pensare che la Rada Megarese potrebbe contenere circa tredici volte la superficie del porto di Catania. Anche se città Metropolitana, la città etnea non può competere con Augusta.

Inoltre – spiega Romano –  anche il capitale umano che orbita intorno al porto di Augusta fa pendere la bilancia dalla parte della città megarese, grazie allo straordinario valore che in termini di know how possiedono le maestranze locali. Infine, la facile accessibilità all’infrastruttura portuale megarese grazie alla vicina autostrada, rende ancora più incomprensibile la decisione del ministro, oltre che inopportuna”.

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