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Augusta| Vicenda cessione raffineria Esso tra luci e ombre

Augusta| Vicenda cessione raffineria Esso tra luci e ombre
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Si susseguono a catena le reazioni all’accordo che la Esso Italiana ha raggiunto con Sonatrach, compagnia di Stato algerina, per la cessione della raffineria di Augusta e dei depositi associati. I giudizi al riguardo cominciano a essere discordanti. L’accordo è positivo per il presidente di Confindustria, mentre non lo è, invece, per il segretario provinciale del Pd Siracusa.

 

Il presidente di Confindustria Siracusa Diego Bivona guarda con ottimismo l’accordo riguardante la cessione della Raffineria Esso Augusta. “Sull’accordo della Esso Italiana con Sonatrac consiglio cautela nelle valutazioni – dice Bivona –  l’accordo lo ritengo positivo perché dimostra attenzione per la nostra area industriale”. La vicenda relativa alla cessione della raffineria Esso di Augusta all’azienda di Stato algerina Sonatrach desta preoccupazione e perplessità, al segretario provinciale del Pd Siracusa Alessio Lo Giudice, perplessità aggravate dalla scelta della multinazionale statunitense di tenere all’oscuro di tutto le rappresentanze sindacali.

Davide Bivona, presidente di Confindustria Siracusa esprime apprezzamento: “per una importante multinazionale- sostiene –  che ha contribuito alla crescita socio-economica del territorio, nella giusta osservanza delle norme e dei valori delle comunità locali. La Esso Italiana rappresenta ancora, per Confindustria Siracusa, una azienda che ha fatto la storia degli ultimi cinquant’anni di questa provincia e ho pieno rispetto per la loro decisione di cui ancora non sono noti i dettagli. Penso infatti sia prematuro esprimere valutazioni sull’accordo – aggiunge – il cui closing si perfezionerà entro la fine dell’anno 2018 con tutte le informazioni, consultazioni delle parti interessate ed approvazioni delle competenti Autorità. Ciò che mi sento di dire oggi, anche a seguito di quanto emerso dal recente convegno che abbiamo organizzato con l’Unione Petrolifera alla presenza del presidente della Regione, è che la nostra area industriale, in particolare la raffinazione, resta strategica per gli interessi economici internazionali: ciò grazie alla presenza di impianti tecnologicamente avanzati, che è la condizione principale  che porta importanti compagnie internazionali a scommettere su un investimento. Ciò che fa la differenza, poi, è il territorio: l’investimento diventa appetibile se esistono le condizioni di contesto, se il territorio è socialmente coeso per consentire alle aziende di svolgere la propria attività in maniera sostenibile. Solo così potremo tornare ad essere pienamente attrattivi e sfruttare la posizione strategica che abbiamo nel Mediterraneo. Le piccole e medie imprese industriali, della progettazione, dell’hi-tech, agro-alimentari etc. potrebbero beneficiare di nuove relazioni commerciali. Gli scenari – conclude il presidente di Confindustria Siracusa – che potranno aprirsi per la nostra economia sono ancora tutti da scrivere. Dipenderà solo da noi mostrare interesse e coesione sociale”.

Le ricadute di questa scelta, sul piano occupazionale, appaiono incerte, secondo Alessio Lo Giudice, segretario provinciale del Pd Siracusa, il quale ritiene che: “potrebbe ulteriormente aggravarsi il profondo disagio sociale generato in questi anni dalla progressiva dismissione dell’insediamento petrolchimico nella nostra provincia. Anche dal punto di vista ambientale non ci sono ragioni per stare tranquilli visto che nulla, allo stato, garantisce in relazione al rispetto degli impegni già presi dalla Esso al fine di adeguare gli impianti secondo i parametri richiesti a tutela di un ambiente già drammaticamente compromesso. Questo ulteriore e potenziale danno alla realtà industriale del nostro territorio appare – sottolinea Lo Giudice – come l’ennesimo effetto di una mancata riflessione sul modello di sviluppo. Senza una seria politica industriale si rischia di essere terra di conquista da parte di chi persegue interessi diversi da quelli delle nostre comunità. Alla luce di questi profili di riflessione, tutti i rappresentanti istituzionali, oltre che le forze politiche e sindacali, devono fare fronte comune per chiedere chiarezza e opportune garanzie a tutela del presente e del futuro, occupazionale ed ambientale, della raffineria di Augusta. Noi siamo pronti a fare la nostra parte con l’impegno dei nostri rappresentanti regionali e nazionali”.

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