breaking news

Augusta| Vittima dell’amianto equiparata dal ministero a vittima del terrorismo

24 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Vittima dell’amianto equiparata dal ministero a vittima del terrorismo
Attualità
'
0

La direzione generale per la Previdenza militare e della leva del ministero della Difesa  equipara il capitano Francesco Paolo Sorgente, deceduto il 25 gennaio del 2009 per mesotelioma, dopo aver svolto servizio anche nella base militare di Augusta e già riconosciuto vittima del dovere, alle vittime del terrorismo.

L’avvocato Ezio Bonanni, legale dei famigliari, nel corso del procedimento penale pendente nella Procura della Repubblica di Padova è riuscito a dimostrare la presenza di amianto nella base militare di Augusta. La vedova e gli orfani, dell’ufficiale ucciso da cancro alla pleura attraverso il legale Bonanni che è presidente dell’ Ona (Osservatorio Nazionale Amianto), hanno ottenuto il rinvio a giudizio di alti ufficiali della Marina militare italiana per il reato di omicidio colposo, e il procedimento è pendente al Tribunale penale della città veneta.

Allo stesso tempo, Ezio Bonanni ha ipotizzato che in questo caso il capitano Sorgente dovesse ottenere il riconoscimento di vittima del dovere al tempo stesso con equiparazione alle vittime del terrorismo, e ciò è rileva ai fini previdenziali perché garantisce un indennizzo più alto per i familiari. “È stato un duro scontro giuridico con l’avvocatura generale dello Stato, che intendeva negare il diritto della vedova e degli orfani al giusto indennizzo che purtroppo, però- dice Bonanni – non riporta in vita il capitano della Marina militare Italiana, Francesco Paolo Sorgente, ucciso dall’amianto, l’ennesima vittima di questo pericoloso materiale”.  Il legale ricorda che il 9 febbraio scorso nella relazione finale  della commissione parlamentare di inchiesta vengono riportati 1101 casi di vittime di amianto nella Marina militare italiana tra le sole che sono giunte all’attenzione della Procura della Repubblica di Padova, e quindi con una incidenza molto più alta, di cui 570 mesoteliomi pleurici. “È proprio grazie all’Ona – sottolinea Bonanni – che questa strage è venuta alla luce e ora è stata certificata anche dalla commissione parlamentare di inchiesta. Mi auguro che si giunga finalmente alla bonifica totale e complessiva”.

Il capitano deceduto iniziò il suo servizio nel 1968 e fino al 30 gennaio del 2000, per motivi di servizio,  fu esposto ad amianto. La vedova e gli orfani si costituirono parte civile anche nel procedimento penale Marina Bis che pende al Tribunale penale di Padova, in cui sono imputati alti ufficiali responsabili dell’uso dell’amianto. Nel processo penale, sempre assistiti  dall’avvocato Bonanni, i famigliari della vittima hanno chiesto e ottenuto la chiamata quale responsabile civile del ministero della Difesa. Nel frattempo, in sede civile, il tribunale di Cagliari ha condannato il ministero ha riconoscere le prestazioni di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo. Non era andata giù la condanna al ministero, che aveva fatto appello, ma anche questa volta le ragioni giuridiche fatte valere dal legale sono state accolte dalla Corte di Appello di Cagliari che nel 2016 ha rigettato il ricorso in appello confermando la decisione del tribunale di Cagliari, perché l’ufficiale si era ritirato a vivere in Sardegna dopo aver svolto parte del servizio anche a Augusta.

Ora il colpo di scena: anche il ministero della Difesa confessa che il capitano Francesco Paolo Sorgente, una vita spesa in servizio per la Marina militare Italiana, è stato vittima del dovere ma al tempo stesso vittima del terrorismo. “Mio marito è stato assassinato dall’amianto ed è morto per mesotelioma il 25 novembre 2009 e finalmente, dopo tante battaglie legali portate avanti con il sostegno  dell’avvocato Bonanni e dell’Ona, il rinvio a giudizio di coloro che sono accusati di averne provocato la morte per esposizione ad amianto, e il processo penale che pende presso il Tribunale di Padova, e le due vittorie in primo e in secondo grado presso il Tribunale e la Corte di Appello di Cagliari, il ministero confessa le sue responsabilità e riconosce che mio marito, oltre a essere vittima del dovere, è anche vittima del terrorismo. Mi chiedo: ma per quale motivo questo riconoscimento è giunto così tardi? Mi chiedo: come mai ancora oggi c’è amianto nelle unità navali della nostra Marina? Come mai non si tutela la salute dei servitori dello Stato e dei cittadini? Combatterò fino a quando avrò forza per ridare a mio marito la dignità che gli è stata tolta facendolo morire con un mesotelioma che gli ha tolto il respiro giorno dopo giorno fino a soffocarlo. Un uomo forte, integro fisicamente e moralmente, ucciso dalle fibre di amianto, che mai e poi mai doveva essere utilizzato essendo il più aggressivo cancerogeno. Spero e mi auguro che questa sorte non tocchi più ad altri militari e mi auguro che altre spose e figli non debbano subire quello che abbiamo subito io e i miei figli” dichiara  Patrizia Zichina, vedova del militare.

Il provvedimento è stato accolto con favore da Calogero Vicario, coordinatore dell’Ona Sicilia: «È giunto il momento che le vittime dell’amianto ottengano i dovuti riconoscimenti e auspico che si giunga all’accertamento di tutte le responsabilità, anche dei vertici delle nostre Forze armate, che nel passato hanno fatto esporre i nostri valorosi militare ad amianto, determinando una vera e propria epidemia che può essere fermata solo potenziando l’ospedale Muscatello di Augusta e applicando la cosiddetta Legge Gianni, che qui in Sicilia, invece, è stata sabotata».  Tiziana Blanco, portavoce in Sicilia dell’avvocato  Bonanni, auspica che le vittime dell’amianto abbiano giustizia e possano avere la giusta dignità con i dovuti riconoscimenti e Fabio La Ferla, del coordinamento regionale dell’Ona, ricorda ancora la memoria del padre, lavoratore esposto ad amianto, vittima di mesotelioma e quindi deceduto, come peraltro molti altri lavoratori del c.d. triangolo della morte in Sicilia.

«È necessario che i nostri militari in servizio ad  Augusta come in altre basi e installazioni con presenza di amianto che abbiano contratto infermità – dice l’ex deputato Pippo Gianni – debbano essere riconosciuti come vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e dare la giusta indennità alle vedove e ai numerosi orfani. Già come parlamentare, sia regionale sia  nazionale, ho sollevato il problema amianto e spero che si dia corso finalmente a una efficace sorveglianza sanitaria anche per i militari che hanno prestato servizio nella base di Augusta».

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *