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BENTIVOGLIO: PIONIERA DELL’AFRO-SICULO JAZZ

4 Febbraio 2012 | by Redazione Webmarte
BENTIVOGLIO: PIONIERA DELL’AFRO-SICULO JAZZ
Spettacolo
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Alibrandi, l’eleganza. Il piano. Bentivoglio, la ricerca, l’estro. La voce. McCandless (ex Oregon), la storia, la potenza. I fiati. Cusmano, la non invadenza. La chitarra. Insieme compongono un combo straordinariamente d’impatto. Ogni singolo artista ha un suo viaggio da raccontare. La Bentivoglio ora indaga sulle sonorità afro. Stringe al petto la “zanza”, un regalo del fratello anche lui musicista girovago ed inizia a sperimentare con le sole corde vocali, un misto tra vocalizzi berberi e gracchi di tromba nera. In scaletta anche brani pensati dal “tocco” morbido di Alberto Alibrandi, tra i pochi pianisti dalla solida formazione classica e soltanto dopo approdato al genere jazz. Non è mancata la sorpresa per l’overture del primo Festival “Luci in Jazz” del direttore Domenico Marco: sotto i riflettori un piccolo grande talento nostrano, Giovanni Cutello, 13 anni da sei anni studia il sax con il maestro lentinese Carlo Cattano. In scaletta brani composti dalla Bentivoglio, qualcuno anche inedito, che andrà a far parte del suo prossimo ultimo album “Only bluline”. McCandless offre l’assist alla voce della cantante palermitana nella soave song dedicata alla Sicilia: “L’ultima fioritura” che diventa in ossequio al sole e al mare dell’isola “L’ultimu ciuri”. L’intervento al piano di Alibrandi non grida, non vuole essere invasivo. Il finale è affidato alla chitarra di Claudio Cusimano nell’esecuzione de “LE danze del Sale”, pensando all’Africa, al fascino del suono etno-jazz, alla luce calda di quelle terre che tanto ricordano la mia Sicilia” – dice la Bentivoglio che inizia a percuotere la zanza ed emettere gorgheggi sperimentati. Si sente, eccome, l’influenza tipicamente Oregon con Paul McCandless che incarna l’eleganza del jazz, la compostezza tipica del musicista europeo, anche se lui è arrivato apposta per Luci in Jazz direttamente dalla California e per “my friend Rosalba” che conosce da ben 18 anni. Insieme all’amicizia, per fortuna, la storia del jazz continua.

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