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BONGIOVANNI: “L’ECCESSO DEI TRIBUTI LOCALI RISCHIA DI FAR CHIUDERE CENTINAIA DI PICCOLE IMPRESE”

BONGIOVANNI: “L’ECCESSO DEI TRIBUTI LOCALI RISCHIA DI FAR CHIUDERE CENTINAIA DI PICCOLE IMPRESE”
Attualità
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Il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Siracusa, Sebastiano Bongiovanni, è intervenuto per invitare le Amministrazioni Comunali della provincia di Siracusa a non prendere in considerazione aumenti delle imposte locali, evitando di applicare le addizionali massime per l’IMU o incrementare la TARSU, decisioni che metterebbero a serio rischio la sopravvivenza di  centinaia di piccole imprese.

 

“La crisi economica che sta mettendo in ginocchio le piccole e medie imprese della nostra provincia, insieme all’aggravio degli oneri derivanti dalla manovra finanziaria “Salva Italia”, i  paventati aumenti dei tributi locali o l’introduzione di nuovi, rischiano di essere il colpo mortale per le imprese e per i lavoratori”.

 

“Per l’IMU ad esempio – scrive Bongiovanni –  la manovra prevede una aliquota di base del 7,6 per mille, ma con la facoltà per le Amministrazioni locali di abbassarla fino al 4,6  per mille o di aumentarla fino al 10,6 per mille. Per Siracusa, dove è stato annunciato di volerla applicare al valore massimo, si prevede un  incremento, rispetto all’ICI del 2011, di circa il 70% per il settore terziario (servizi e uffici), del 91% per gli alberghi e fino al 154% per i piccoli opifici”.

 

“Per la TARSU, che a Siracusa è già storicamente la più alta d’Italia dopo Napoli, un ulteriore incremento, così come ipotizzato dall’amministrazione comunale, sarebbe inammissibile oltre che ingiustificato e insostenibile. Vi sono delle situazioni paradossali: in una città che si definisce “turistica” si rendono meno competitivi i nostri operatori turistici. Gli albergatori pagano 6,15 ?/mq, quasi il doppio del residenziale (3,54 ?/mq), nonostante esistano sentenze del TAR che obbligano i comuni a rendere le due tariffe conformi. Per avere un’idea più realistica del gap competitivo dei nostri albergatori rispetto agli altri comuni siciliani, basta fare un confronto con una città turisticamente paragonabile a Siracusa, come Trapani, dove gli albergatori pagano solo 1,62 ?/mq. Il risultato è che gli albergatori siracusani pagano il 280% in più”.

 

“Come se tutto ciò non bastasse, rimanendo in tema di turismo, a Siracusa potrebbe arrivare  la TASSA DI SOGGIORNO  un ulteriore aggravio di costi per le imprese oltre a una perdita di competitività a vantaggio di operatori di altri comuni siciliani non gravati dalla stessa tassa. Qualora la tassa di soggiorno dovesse essere introdotta, non dovrebbe essere applicata per quest’anno, poiché i listini degli operatori turistici sono ormai pubblicati e i contratti con i tour operator firmati, quindi il costo graverebbe interamente sull’albergatore. Se prevista, in quanto “tassa di scopo”, andrà concordata per il prossimo anno con le categorie interessate, così come previsto dalla legge e le risorse dovranno essere utilizzate per creare servizi o per finalità turistiche e non per coprire buchi di bilancio”.

 

“Ci aspettiamo – conclude il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Siracusa – che le Amministrazioni valutino con attenzione l’introduzione di nuove tasse e l’applicazione delle aliquote sui tributi locali e si concentrino sul taglio delle spese improduttive e sul contenimento della spesa corrente, con la consapevolezza che il costo sociale che pagheremmo con la chiusura delle piccole attività produttive è elevatissimo: penso soprattutto ai titolari delle piccole imprese, ai lavoratori che non godono della copertura di ammortizzatori sociali e al conseguente aumento del numero di disoccupati”.

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