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BONIFAZIO RICORRE ALLA REGIONE CONTRO LA GIUNTA SORBELLO

15 Gennaio 2012 | by Redazione Webmarte
BONIFAZIO RICORRE ALLA REGIONE CONTRO LA GIUNTA SORBELLO
Politica
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Con una nota ufficiale inviata al Dipartimento delle autonomie locali della Regione Siciliana, Antonio Bonifazio, primo dei non eletti nelle file dell’Mpa di Melilli nelle ultime elezioni per il Consiglio Comunale, ha denunciato la violazione, da parte del Sindaco Sorbello, della legge che disciplina la composizione degli organi comunali. 
Il ricorso riguarda il mancato rispetto del comma 1 dell’articolo 4 della legge 5 aprile 2011 n.6, recentemente entrata in vigore, che stabilisce che “La giunta è composta in modo da garantire la rappresentanza di entrambi i generi”, e del comma 2 dello stesso articolo che invece prevede che “Non possono far parte della giunta il coniuge, gli ascendenti ed i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado, del sindaco, di altro componente della giunta e dei consiglieri comunali”. 
Nella giunta nominata dal Sindaco Sorbello dopo l’azzeramento delle settimana scorse, non è infatti presente nessuna donna, e figura l’avvocato Salvatore Sbona, figlio dell’ onorevole Sebastiano, componente del Consiglio Comunale di cui fino a qualche giorno fa era il presidente. 
Nell’esposto Bonifazio sostiene la nullità della nomina degli assessori Sbona ed Epaminonda evidenziando addirittura il rischio della nullità delle sedute e di tutti gli atti assunti dalla Giunta Comunale in presenza dei due assessori. 
Bonifazio richiede quindi l’intervento del Dipartimento delle Autonomie locali, perché ponga fine a quella che lui definisce una ‘farsa’ e faccia chiarezza sulla questione. 
In effetti la recente entrata in vigore della nuova legge che introduce “Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi comunali e provinciali” ha già prodotto in Sicilia numerose dimissioni di amministratori legati da rapporto di parentela entro il secondo grado con componenti dei Consigli Comunali o Provinciali. 
È il caso dell’assessore della Provincia Regionale di Siracusa Stefano Andolina, dimessosi dalla carica proprio per evitare l’incompatibilità con il fratello Salvo, consigliere provinciale. 
“Non voglio credere che il sindaco così esperto e competente in materia come asserisce di essere, non sia al corrente della legge n. 6 del 5 aprile 2011”, afferma Bonifazio, “quindi ho la convinzione che abbia agito in malafede coinvolgendo persone di specchiata limpidezza in squallide operazioni di speculazione elettorale”. 
(mdf)

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