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BONIFICHE: DALLA POLITICA DEGLI ANNUNCI ALLA POLITICA DEI FATTI

31 Ottobre 2013 | by Redazione Webmarte
BONIFICHE: DALLA POLITICA DEGLI ANNUNCI ALLA POLITICA DEI FATTI
Sindacale
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E’ importante che la politica sia tornata ad occuparsi delle bonifiche dell’area industriale. Ed è altrettanto importante che siano ricomparsi i 100 milioni di euro che sembravano scomparsi. Ma riteniamo assolutamente fuori luogo l’entusiasmo manifestato dai partecipanti al tavolo prefettizio sulle bonifiche, in quanto quello che è emerso dall’incontro ci riporta all’accordo di programma del 2008. Come nel gioco dell’oca si torna al punto di partenza: sembrano esserci le risorse, anche se in misura assolutamente insufficiente, ma mancano i progetti e, soprattutto, non partono le bonifiche.  E’ arrivato il momento di dire basta alla politica degli annunci, con cifre che appaiono e spariscono sistematicamente! Si passi rapidamente ad avviare in concreto il risanamento ambientale dell’intero sito di interesse nazionale e si mettano a disposizione tutte le risorse necessarie per la bonifica complessiva del nostro territorio industriale. Si istituisca a Siracusa un’unica cabina di regia in grado di sviluppare una visione strategica d’insieme della complessa questione, che coinvolga tutti i soggetti interessati: imprese, forze sociali, Ministero dell’Ambiente, Assessore regionale, sindaci. Non serve procedere ancora con improvvise accelerazioni a cui seguono puntualmente brusche e lunghe battute d’arresto. Il territorio non può più attendere i tempi lunghi della politica e le imprese non possono più assorbire l’onda d’urto di una sempre più dichiarata ostilità della popolazione. Che fine hanno fatto i 770 milioni di euro previsti dall’allora Ministro Prestigiacomo nell’accordo di programma sulle bonifiche del sito di Priolo sottoscritto da tutto il governo nel 2008? E i 30 milioni previsti dell’accordo transattivo firmato dall’Isab? E le transazioni previste dagli altri grandi gruppi industriali a che punto sono? E la mappatura di ciò che è stato fatto, se è stato fatto, è possibile conoscerla? E quale cronoprogramma ci si dà per affrontare operativamente la questione e rendere cantierabili gli interventi? A questi e ad altri interrogativi occorre dare risposte certe e definitive che solo una Conferenza di servizio che vede al tavolo la presenza del Ministro all’ambiente, dell’Assessore Regionale al ramo, delle imprese coinvolte, delle forze sociali e delle istituzioni del territorio può dare. Fare a Siracusa un’operazione del genere costituirebbe una scelta politicamente illuminata e un formidabile messaggio di fiducia e di speranza per le popolazioni coinvolte.

 

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