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Carlentini | Rapinarono una banca di Canicattini Bagni, in carcere per espiare la pena

26 Gennaio 2019 | by Silvio Breci
Carlentini | Rapinarono una banca di Canicattini Bagni, in carcere per espiare la pena
Cronaca
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In manette due carlentinesi di 44 e 36 anni già agli arresti domiciliari. Il colpo, messo a segno nel maggio 2016, fruttò oltre 16 mila euro.

Dai domiciliari al carcere. Già ai domiciliari, due carlentinesi sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa. Si tratta di Angelo Monaco e di Giuseppe Sortino, di 44 e 36 anni. Monaco dovrà espiare una pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione, mentre Sortino di 4 anni e 2 mesi. Entrambi sono ritenuti responsabili della rapina commessa a Canicattini Bagni nel 2016, mentre Sortino anche di reati contro il patrimonio commessi in provincia di Rovigo nel 2015.

La rapina. La rapina risale al 6 maggio 2016. Quel giorno Giuseppe Sortino, a volto scoperto, accodandosi a una cliente che stava facendo ingresso in banca, si introdusse all’interno e dopo aver strattonato il direttore e minacciato una cassiera, si fece consegnare il denaro contenuto in cassa, ammontante a oltre 16.000 euro. Impossessatosi del denaro, intimò ai presenti di non muoversi e uscì dalla banca. Ad attenderlo fuori, a breve distanza, pronti per darsi alla fuga, c’era Angelo Monaco a bordo di una autovettura.

Le indagini. I carabinieri della locale stazione e del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Noto riuscirono in breve tempo a risalire all’identità dei due rapinatori. Nel corso della mattinata il Monaco aveva fatto un sopralluogo in zona ed era entrato in banca con la scusa di cambiare una banconota da 20 euro, circostanza curiosa visto che in zona vi sono numerosi esercizi commerciali dove l’uomo avrebbe potuto facilmente cambiare il denaro. Lo stesso, inoltre, per entrare in banca aveva dovuto lasciare l’impronta del proprio pollice nell’apposito dispositivo di rilevamento delle impronte digitali. Il dato, inviato al Ris, ha consentito di raccogliere inconfutabili elementi di colpevolezza a suo carico. I due arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati rinchiusi nel carcere di Brucoli come disposto dall’autorità giudiziaria.

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