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Carlentini | Ultima tappa di Di Maio nelle zone alluvionate del Lentinese

27 Ottobre 2018 | by Silvio Breci
Carlentini | Ultima tappa di Di Maio nelle zone alluvionate del Lentinese
Cronaca
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Il vicepremier ha visitato una delle aziende più colpite dal nubifragio dei giorni scorsi. Ad accoglierlo i sindaci di Lentini e Carlentini, Saverio Bosco e Giuseppe Stefio.

«Subito una stima dei danni». «Non sono venuto qui a dire vedremo o faremo. Il nostro compito è adesso quello di stimare i danni provocati dall’alluvione dei giorni scorsi per poter dichiarare, in consiglio dei ministri, entro la fine della prossima settimana o al massimo l’inizio della successiva, lo stato di emergenza e lo stato di calamità. Avete il mio impegno». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio visitando questa sera un’azienda agricola e agrituristica di Carlentini tra le più colpite dal nubifragio della scorsa settimana e dal conseguente straripamento del fiume San Leonardo, a conclusione del tour che oggi lo ha visto impegnato in Sicilia, a partire da questa mattina, nei comuni del Catanese colpiti dal terremoto delle scorse settimane e in quelli del Calatino e del Siracusano danneggiati dall’alluvione.

Il vicepremier accolto da Bosco e Stefio. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali è stato accolto dai sindaci di Carlentini e Lentini, Giuseppe Stefio e Saverio Bosco. Proveniente dalla vicina Francofonte, Di Maio era accompagnato dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli, e da diversi deputati del Movimento 5 stelle. I due sindaci hanno auspicato da parte loro un intervento immediato dello Stato per aiutare le aziende che hanno subito gravissimi danni e adesso rischiano il collasso definitivo. Il sindaco di Lentini, Saverio Bosco, ha consegnato al vicepremier un dossier fotografico che documenta nel dettaglio i danni subiti dal territorio, dalle colture, dalle aziende.

«La Sicilia ha bisogno d’aiuto». Lo stesso Di Maio lo ha confermato nel suo breve intervento: «Questa è una regione che ha bisogno di un’attenzione particolare perché è una delle più deboli dal punto di vita sociale e occupazionale. Ma è anche una regione che ha dentro di sé una grande forza. So – ha detto rivolgendosi alle due amministrazioni comunali, ai produttori agricoli e agrumicoli e agli imprenditori presenti in sala – che non ci state chiedendo aiuti, ma ci state chiedendo di essere rimessi nelle condizioni di poter fare il vostro lavoro e di poter tornare a produrre le vostre eccellenze. Non so quanto tempo occorrerà per rimettere tutto in sesto, spero il meno possibile. Ma posso assicurare che ce la metteremo tutta».

Il rimbrotto all’Europa e i tempi d’intervento. Inevitabile il richiamo alle dispute con l’Europa. «Quando ci vedete litigare con un’Europa che ci dice “questo non si può fare e quest’altro neppure” – ha detto ancora Di Maio – è perché ci deve essere dato il diritto e la sovranità di scegliere come impiegare le nostro risorse, in quali settori fare investimenti. E il dissesto idrogeologico è certamente uno di questi. C’è da fare moltissimo e occorrono miliardi e miliardi. Ma dobbiamo cominciare per recuperare tutto il tempo perso. Non dobbiamo più spendere soldi dopo, ma prima per non dover fare i conti con le emergenze». Infine il tema dei tempi di intervento. Di Maio ha assicurato che nella legge di bilancio che sarà approvata nelle prossime settimane saranno previsti gli stanziamenti necessari.

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