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Carlentini | Vertenza Cipi, si cerca una soluzione ma la strada sembra in salita

3 Febbraio 2018 | by Silvio Breci
Carlentini | Vertenza Cipi, si cerca una soluzione ma la strada sembra in salita
Sindacale
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Incontro nella sede di Confindustria a Catania tra la proprietà e le organizzazioni sindacali. La chiusura del sito catanese dell’azienda comporterebbe il licenziamento di una cinquantina di dipendenti.

Chiusura Cipi, c’è preoccupazione. L’annunciata chiusura dello stabilimento catanese della Cipi, azienda leader in Italia nel settore dell’oggettistica promozionale, fondata nel 1964 dall’imprenditore carlentinese Rosario Circo, continua a destare preoccupazione e allarme. Dettata – come spiegato dalla stessa proprietà – «dall’alto costo del lavoro e delle tasse per mantenere l’organico e la struttura», la chiusura comporterà il licenziamento di 53 dipendenti, una ventina dei quali carlentinesi.

Primo vertice in Confindustria. Chiesto dai sindacati, si è svolto in questi giorni a Catania, nella sede di Confindustria, un primo vertice per tentare di trovare una soluzione alla vertenza. Presenti da una parte lo stesso imprenditore Rosario Circo con l’ing. Salvatore Sciacca, accompagnati dal dott. Lorenzo Vinciguerra di Confindustria e dagli avvocati Francesco Andronico e Katia Gazia, e dall’altra Gianluca Patanè (Slc Cgil), Antonio D’Amico (Fistel Cisl), Carmelo Giuffrida (Ugl Chimici), Bernardo Cammarata (segretario provinciale Ugl) e Giovanni Condorelli (segretario confederale nazionale della Ugl con delega al Mezzogiorno) con l’intera rappresentanza sindacale aziendale.

La posizione della proprietà. Da parte sua, la proprietà ha confermato che, «malgrado le misure adottate sinora per salvaguardare i livelli occupazionali, la chiusura dello stabilimento si profila come inevitabile perdurando l’attuale situazione». L’azienda proseguirà l’attività commerciale della sede centrale milanese, mentre il lavoro di personalizzazione dei gadget dovrebbe essere spostato all’estero, dove il costo del lavoro è più basso.

La posizione dei sindacati. I sindacati, nel ribadire la loro contrarietà alla perdita anche di un solo posto di lavoro, hanno chiesto di «valutare congiuntamente ogni praticabile soluzione alternativa che consenta di salvaguardare i livelli occupazionali, anche mediante il coinvolgimento delle istituzionali locali e nazionali». Se non si dovesse riuscire a trovare una soluzione alla vertenza, senza lavoro rimarranno una trentina di dipendenti del settore produttivo (grafici, serigrafici e magazzinieri) e una ventina fra amministrativi e dirigenti.

© Riproduzione riservata

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