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CARO GRANATA, HAI RAGIONE: ALLA GENTE NON IMPORTA DELL’AMBIENTE di Alessandro Mascia

16 Novembre 2014 | by Alessandro Mascia
CARO GRANATA, HAI RAGIONE: ALLA GENTE NON IMPORTA DELL’AMBIENTE di Alessandro Mascia
Attualità
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La recente intervista a Fabio Granata, fatta dalla giornalista di Webmarte, Rosa Tomarchio, mi ha colpito. Soprattutto quando ha detto che i temi ambientali da lui proposti non trovano consenso tra la gente. Ho la stessa impressione.

C’è un tale ad Augusta – lo chiameremo Pippo, uno dei tanti signor Pippo – che impreca contro le raffinerie quando la puzza gli arriva al naso, infastidendolo. Ha firmato petizioni contro il fetore. Ha agitato sparuti gruppi di cittadini riuniti in piazza, sobillando proteste, scioperi, manifestazioni. Non potrà unirsi, però, ai giovani ambientalisti che il prossimo lunedì sfileranno per le vie della città, perché sarà a lavoro. È uno dei fortunati, assunto a tempo indeterminato in una ditta appaltatrice all’interno di una raffineria. Sfilare contro l’inquinamento lo trova più che giusto. Anche importante! Ma non così tanto da chiedere un giorno di ferie per parteciparvi. A meno che non riesca a strappare un giorno di permesso sindacale. Basterebbe una telefonata in Segreteria, mi ha confessato, lui che bazzica negli ambienti.

Pippo è un uomo che, come tanti, ha un’idea miserabile dell’ambiente. Quando si è ristrutturato il bagno di casa, l’ho visto rovesciare carriolate di detriti da demolizione lungo il tratto di costa davanti a via Xiacche. I carabinieri non l’hanno beccato in flagrante, peccato! Nei pressi della sua discarica di quartiere c’è una spiaggetta che frequenta d’estate con la moglie: fumano di continuo e inseriscono i mozziconi nella sabbia. Il tema ambientale gli interessa quando valica i confini della sua sfera privata, quando penetra le narici. Per il resto, “così fan tutti”, sostiene.

L’intervista a Granata mi ha colpito perché ha parlato degli investimenti milionari che l’Eni ha fatto in Sardegna. In Sardegna, proprio lo scorso mese di giugno, è stato inaugurato un impianto che produrrà plastica e lubrificanti bio dai cardi. Dagli stessi “carduna” che invadono anche molti nostri terreni locali. Una cosa interessante ma dibattuta.

L’intervista a Granata mi ha colpito perché parla con disinvoltura delle “migliaia di vittime di tumore” e, con la stessa disinvoltura, “dell’assenza di un registro dei tumori”. E allora chi avrebbe tenuto il conto se nessuno ha contato? Se Pippo, uomo di cattive abitudini, dovesse ammalarsi di tumore al polmone, a chi attribuire la maggiore responsabilità? alla raffineria o al fumo di sigaretta? Con ciò non voglio levare nemmeno un grammo di responsabilità all’inquinamento industriale.

Gli imprenditori locali l’hanno già capito che il futuro è verde. Sono nate e resistono piccole aziende agricole, allevamenti di lumache, birrifici, alberghetti, agriturismo. Le battaglie devono essere fatte per continuare a realizzare questo perimetro di riconversione del territorio. Una inversione silente fatta di cultura verde e di lavoro che gradualmente cresca, dando occasioni di occupazione, strozzando la mentalità industriale fino a farla morire.  (Alessandro Mascia)

 

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