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Catania| Dall’inchiesta della commissione ad Augusta la situazione peggiore perché scarica a mare.

29 Novembre 2019 | by Redazione Webmarte
Catania| Dall’inchiesta della commissione ad Augusta la situazione peggiore perché scarica a mare.
Attualità
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La commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati ha concluso il suo ciclo di audizioni nella Prefettura di Catania. “In Sicilia orientale abbiamo trovato una situazione molto grave in cui si fa ben poco per tutelare il mare, una risorsa fondamentale. Un esempio su tutti è Augusta, dove scarica a mare anche l’ospedale”  dichiara il presidente della commissione, Stefano Vignaroli.

Oggi la commissione  parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati nella Prefettura di Catania ha concluso il suo ciclo di audizioni. Ieri ha ascoltato i rappresentanti di Arpa Sicilia: il direttore generale Francesco Vazzana, il direttore tecnico, Vincenzo Infantino e il dirigente della struttura Controlli, Salvatore Caldara, accompagnati dai tecnici delle strutture territoriali di Catania, Messina e Siracusa.

Stamattina, invece, sono stati sentiti il vice prefetto vicario facente funzioni di Siracusa, Filippo Romano, il vice sindaco di Siracusa, Pietro Coppa, i sindaci di Massina, Cateno De Luca. Di Augusta, Maria Concetta Di Pietro, e di Milazzo, Giovanni Formica e il presidente di Sicindustria Messina, Ivo Blandina. Dall’audizione dei rappresentanti di Arpa è emerso che, a livello regionale per quanto riguarda gli impianti di depurazione, l’agenzia non riesce a soddisfare le frequenze previste dal testo unico ambientale, a causa della carenza di personale. Secondo quanto dichiarato circa il 50% dei depuratori viene controllato almeno una volta l’anno dando precedenza agli impianti con capacità di almeno 50mila abitanti equivalenti. Sempre secondo quanto riferito circa il 50% dei controlli ha dato origine a proposte di sanzioni amministrative. Durante l’audizione dei rappresentanti di Arpa è stata fatta, inoltre, una panoramica degli impianti di depurazione della Sicilia orientale.

Il vice prefetto di Siracusa ha dichiarato che, ad oggi manca sul territorio una copertura capillare delle centraline per la qualità dell’aria. Romano ha detto che sul territorio di sua competenza il principale problema di ordine pubblico è la percezione dell’inquinamento da parte della popolazione. Gli amministratori locali hanno riferito in merito alla depurazione dei reflui sul loro territorio, In particolare il sindaco di Messina De Luca, accompagnato dall’assessore all’ambiente Dafne Musolino e dal presidente Amam Salvo Puccio, ha parlato delle ordinanze emesse dal Comune riguardanti gli scarichi abusivi nel lago di Ganzirri e nei torrenti. Il Comune di Messina non ha al momento un’anagrafe di tutti gli scarichi autorizzati presenti; banca dati che si sta cercando di ricostruire chiedendo la documentazione relativa a ogni immobile.

Il sindaco di Augusta, Di Pietro ha spiegato che nel Comune megarese la rete idrica versa in cattive condizioni e che da anni non vengono effettuati interventi di manutenzione. Ad Augusta manca un depuratore delle acque nere e secondo quanto riferito dal primo cittadino anche l’ospedale Muscatello scarica i propri reflui nella rada. Maria Concetta Di Pietro ha evidenziato inoltre che, nonostante il divieto si continua a pescare nella rada pesce con elevati livelli di mercurio e pertanto non idoneo al consumo umano. La commissione tornerà in Sicilia per audizioni e sopralluoghi nella parte occidentale della Regione.

“In Sicilia orientale abbiamo trovato una situazione molto grave in cui si fa ben poco per tutelare il mare, una risorsa fondamentale. Un esempio su tutti è Augusta dove scarica a mare anche l’ospedale. Vorrei anche evidenziare la questione delle autorizzazioni. L’83% dei depuratori di reflui urbani opera sena autorizzazioni in corso di validità. I tempi per il rilascio da parte della Regione sono lunghi e capita anche che chi chiede l’autorizzazione lo faccia senza prima preoccuparsi di mettere tutto in regola e avere tutti i requisiti” dichiara il presidente della commissione, Stefano Vignaroli.

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