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Catania | “La musica nel cuore”: una due giorni dedicata alla disabilità

Catania | “La musica nel cuore”: una due giorni dedicata alla disabilità
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Si è conclusa domenica scorsa “La musica nel cuore”: la due giorni dedicata all’inclusione e alla disabilità organizzata dal gruppo scout del quartiere di Picanello, con il supporto delle associazioni Vita 21, Comunicare è vita e Guardastelle, presso la parrocchia Madonna della Salute.

L’evento ha dato la possibilità a 17 ragazzi scout provenienti da tutta la Sicilia di sperimentare l’essere caregiver grazie alle famiglie delle tre associazioni che gli hanno affidato i loro figli affetti da diversi tipi di disabilità, dalla sindrome di Down a quella di Angelman, per un giorno. Fondamentale per la riuscita della bottega Epppi (eventi che l’Agesci Sicilia fa vivere ogni anno ai ragazzi con età compresa tra i 17 e i 20 anni) è stata la presenza dell’associazione Guardastelle, una realtà catanese attiva nel settore teatrale che permette a ragazzi affetti da disabilità di potersi esprimere attraverso il palcoscenico. Così i Guardastelle hanno guidato gli scout nell’organizzazione e nella messa in scena dello spettacolo “La bottega dei bottoni”. Una performance che ha sottolineato l’importanza della diversità, che per essere compresa e accettata ha bisogno di un filo rosso che è l’amore. Dopo aver vissuto un giorno insieme a bambini e ragazzi diversamente abili, gli scout hanno avuto la possibilità di avere un confronto diretto con Gianluca Marletta (presidente dell’associazione Vita 21), Anna Maria Ippolito (madre di una delle ragazze con sindrome di Down che hanno partecipato alla bottega), Manuela Cirvilleri (presidente dell’associazione Comunicare è vita), Cristina Acquistapace (donna con sindrome di Down che dopo un viaggio in Kenya si è consacrata all’OrdoVirginum) e sua madre Marilena Sutti.

Queste testimonianze di coraggio e di lotta continua per l’uguaglianza hanno dato ai ragazzi scout siciliani un’importante occasione di crescita, permettendogli di entrare in contatto con un mondo sconosciuto a tanti ma che coinvolge molte persone che spesso non riescono ad avere una voce per raccontare le battaglie volte all’abbattimento delle barriere architettoniche e delle difficoltà che impediscono ai loro figli di vivere una vita con le stesse possibilità di quella delle persone normodotate. “Quest’evento – hanno sottolineato i capi scout del Catania 9 Piero Sutera, Annalisa Nicolosi, Sergio Lombardo, Viviana Pace, Roberto Nicolosi, Clara Lombardo, Mattia Cremona, Samuele Messina, Alberto Spadaro, Mariantonietta Petralia, Adriana Iannolo, Roberta La Rosa, Gabriele D’Amico e il parroco della chiesa Madonna della Salute, padre Salvatore Cubito – ci ha permesso di provocare un cambiamento profondo in tutti i partecipanti che, entrati in contatto stretto con la disabilità, hanno avuto una splendida occasione di crescita che potranno riportare alle loro famiglie e alle loro comunità. Per noi è stata non solo l’occasione per sperimentarci ma anche per lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato, proprio come ci ha insegnato Baden-Powell, il fondatore del movimento Scout”.

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