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Catania | Sostenibilità e formazione. RistOnlife piazza di scambio di saperi e competenze

21 Novembre 2022 | by Redazione Webmarte
Catania | Sostenibilità e formazione. RistOnlife piazza di scambio di saperi e competenze
Attualità
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Oltre 300 mila realtà attive in Italia nel campo della ristorazione, il 50% delle quali, però, non arriva a compiere un anno. Il 30%, poi, chiude entro i primi tre anni di attività, segno di una ristorazione “malata” che ancora oggi, troppo spesso, si fa improvvisando o avviando attività non sostenibili in termini di imprenditoria. È il quadro che emerge da uno dei talk che all’interno dell’evento RistOnlife ha messo a confronto alcuni dei big che in Sicilia operano nel campo del food. 

Univoca la voce che accomuna professionisti del settore Ho.re.ca. (Hotellerie-Restaurant-Café),ma anche architetti, commercialisti, aspiranti chef e imprenditori che hanno preso parte alla due giorni. Tanti gli spunti emersi in quella che è stata definita “una piazza di scambio di saperi e competenze”, con diverse ricette “anti spreco” realizzate dagli chef presenti all’evento, che strizzano l’occhio a una cucina sostenibile e poco dispendiosa, che sfrutta la tecnologia a suo vantaggio senza perdere il piacere della tradizione e il tocco dell’artigiano.

“Il 35% dei lavoratori sul territorio non è adeguatamente preparata”, ribadiscono i commercialisti presenti all’evento, che si sono posti come mission quella di accompagnare i giovani imprenditori nel loro percorso di crescita, sfruttando opportunità come Resto al Sud. E, infatti, dalla platea tante domande arrivano proprio dai più giovani, quelli che hanno lavorato tanti anni dietro ai fornelli e oggi sognano di aprire il proprio ristorante, la propria gastronomia, gelateria, pizzeria. Come i giovani pizzaioli di 31, 24 e 26 anni che stanno per coronare il loro sogno e sono accorsi all’evento per “rubare” ancora qualche trucco del mestiere. O Diego e Kasia, catanese lui, polacca lei, che stanno lavorando su un brand artigianale gluten free e hanno da poco avviato un’azienda a gestione familiare. “È stato – afferma Salvo Camuti, imprenditore e fondatore dell’azienda – un importante momento di condivisione e scambio di competenze, specialmente nell’ambito delle nuove tecnologie, ormai indispensabili per una cucina efficace e di qualità. Bisogna -conclude – essere in continua evoluzione, progettare, stare in rete, condividere”. 

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