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CGIL:LA ZONA INDUSTRIALE E’ IN CRISI

CGIL:LA ZONA INDUSTRIALE E’ IN CRISI
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La zona industriale e la crisi. E’ stato questo il tema centrale della relazione di Mario Rizzuti, segretario provinciale Filctem nel corso del Direttivo che si è tenuto nel salone della Cgil alla presenza del Segretario Regionale Filctem Carmelo Diliberto, del Segretario Generale Provinciale Paolo Zappulla e del Segretario del settore Industria Roberto Alosi, oltre al Segretario nazionale Filctem Attilio Arseni che ha concluso i lavori. Questo il pensiero della sigla sindacale: “”Bonifica, accordo di programma e rigassificatore: passa da questi punti il futuro dell’area industriale e con esso la credibilità della classe dirigente regionale e provinciale. Il sindacato non  può più attendere i tempi della politica e deve adottare una strategia diversa visto che i vari tavoli di confronto istituzionale a cui ha partecipato in questi anni non hanno prodotto nulla. Occorre pertanto ripartire con la mobilitazione e la lotta dei lavoratori.

Con queste basi la Filctem parteciperà alla riunione del settore Industria convocati per domani 26maggio nella sede della Cisl, perchè questa diventi la strategia unitaria di Cgil, Cisl e Uil”, ha dichiarato Mario Rizzuti.

Nella sua relazione, il segretario provinciale Filctem ha ancora affermato:Avevamo avvertito che a causa di questa crisi oltre ai settori direttamente coinvolti come il commercio, i servizi, l’agricoltura, il turismo, avremmo avuto problemi anche in quell’oasi che si chiama zona industriale, che bene o male nei momenti di difficoltà ha rappresentato la valvola di sfogo per l’occupazione e conseguentemente, in parte, per  l’economia della provincia. Purtroppo il quadro si è presentato  più deprimente di quanto avevamo prospettato. Le perdite nella chimica e nella raffinazione, causate dalla crisi,  hanno indotto le aziende a stringere i cordoni sui costi, provocando di fatto un rallentamento nelle attività a cui è legato gran parte dell’indotto, decretandone  una emorragia occupazionale che non ha precedenti nella storia di quest’area industriale. Sull’occupazione bisogna intervenire immediatamente per trovare soluzioni nell’immediato che frenino questa emorragia occupazionale, e nello stesso tempo bisogna ripartire con la mobilitazione dei lavoratori per rilanciare i temi che riguardano l’accordo di programma, le bonifiche e il rigassificatore. Per come si sono messe le cose, la situazione risulta oggi ancor più preoccupante: sulle bonifiche c’e il totale silenzio, l’accordo di programma langue (il Ministero delle Attività produttive è senza Ministro); del rigassificatore, a distanza di mesi, non si ha un straccio di verbale che confermi le indicazioni della conferenza dei servizi di Palermo di febbraio che dava l’OK anche se con le prescrizioni. Ma la cosa più grave è che la Jonio Gas sta riflettendo e sta valutando se a distanza di 5 anni, e nelle condizioni attuali, questo progetto ha ancora le convenienze per essere messo in campo. A completare il quadro si aggiungono le dichiarazioni dei Garrone sulla convenienza o meno di investire su un territorio ostile allo sviluppo industriale. Di fronte a questo scenario il sindacato siracusano non può più ricercare il consenso attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e della politica, ma deve avviare un percorso di mobilitazione con il coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini”. 

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