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CITTADINO DISPERATO MINACCIA LO SCIOPERO DELLA FAME E CHIEDE UN INCONTRO CON IL PREFETTO

CITTADINO DISPERATO MINACCIA LO SCIOPERO DELLA FAME E CHIEDE UN INCONTRO CON IL PREFETTO
Attualità
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“Melilli sembra un Comune con proprie regole indipendenti dalle leggi italiane, la sopportazione  ha un limite, sia il Sindaco che il Consiglio Comunale abusano del proprio ruolo infischiandosene dei diritti sanciti dalla costituzione, dalle leggi e dallo Statuto Comunale”, sono queste le dure  parole di Antonio Bonifazio, cinquantaduenne residente a Melilli, ex dipendente della Società Mista S.p.a., che chiede un incontro con il Prefetto di Siracusa, Renato Franceschelli, affinché possa “intervenire ripristinando a Melilli lo stato di diritto tornando ad essere un Comune della Repubblica  Italiana”. Già nel lontano 1988, Bonifazio mise in atto uno sciopero della fame in segno di protesta (foto), e adesso minaccia di volerlo ripetere. Sono le parole di un cittadino disperato di fronte ad una situazione impossibile.
“La decisione di rivolgermi a Sua Eccellenza il Prefetto scaturisce dal fallimento di tutte le altre strade percorribili -dichiara Bonifazio-. Fino a l’anno scorso ero un dipendente della Società MISTA S.p.A., società che curava la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Ero un operaio di terzo livello assunto nel 2004 a tempo indeterminato. Già dal 2007, per la cattiva gestione e per l’assoluta armonia tra le due componenti pubblico – privato, la società presenta un buco di bilancio di oltre 1 milione di euro, coperto solo in parte, con ricapitalizzazione di entrambi i soci. Il mancato adeguamento del canone mensile, ha portato la società sull’orlo del collasso. Non si capisce perché, avendone avuto tutto il tempo, non si sia provveduto a indire una gara d’appalto nei tempi utili, visto che il contratto di appalto era scaduto il 31 gennaio 2010, si è preferito prorogare il servizio mese per mese fino al febbraio 2011, data in cui la società viene sciolta per insolvenza”. Bonifazio prosegue esponendo la sua attuale situazione: “Con la motivazione del rischio per l’igiene pubblica, in deroga a tutte le norme in vigore, vengono licenziati tutti e 27 i dipendenti, viene affidata la gestione del servizio di raccolta e smaltimento alla IGM, tra i sindacati e il sindaco viene firmato un accordo che prevede il dimensionamento di tutti i dipendenti, la trasformazione dei contratti da tempo indeterminato a contratti a termine, nuovamente sottoposti a periodo di prova, e col ricatto che chi non sottoscrive l’accordo non verrà assunto. I 6 impiegati non vengono riassunti, 20 tra operatori e autisti firmano l’accordo, io per lo stress di tutto quel periodo ricado in depressione e rimango in malattia con la società mista fino al 30 giugno, non ricevendo nemmeno un centesimo appropriandosi indebitamente anche delle somme erogate dall’inps a mio favore. Ad oggi pur avendo dato piena disponibilità tramite raccomandata alla IGM chiedendo di essere assunto sono disoccupato, ho denunciato all’ ispettorato del lavoro, che non ho percepito, il preavviso, le mensilità da marzo a giugno, la liquidazione, la quattordicesima, gli arretrati contrattuali, il tfr, l’ispettorato mi ha risposto che al Comune di Melilli non gli hanno fornito i documenti per poter accertare la mia situazione debitoria e, credo, hanno denunciato tutta una situazione di illegittimità alla Procura di Siracusa. Il 3 ottobre ho scritto al consiglio comunale; il 20 novembre ho scritto alla PEC del comune chiedendo di esercitare il diritto d’udienza come previsto dall’ art. 31 dello statuto comunale. Ma in entrambi i casi non ho ottenuto nessuna risposta. Ho persino richiesto l’intervento del Difensore Civico art. 34 dello statuto comunale. Mi trovo con le spalle al muro, rischio di perdere la casa per non poter pagare il mutuo, l’auto in fermo amministrativo, le rate dei finanziamenti e a breve non riuscirò nemmeno a pagare le bollette di luce, acqua telefono e spazzatura. Ho davanti a me un baratro, sto perdendo tutto, non posso e non voglio perdere anche la dignità ho pensato di iniziare uno sciopero della fame nel palazzo comunale, ma su suggerimento di un amico ho scelto di scriverle per chiedere a Lei di aiutare un cittadino che ha avuto solo l’ardire di denunciare le condizioni di insalubrità dei luoghi di lavoro, il solo torto di aver preteso i propri diritti e quelli dei colleghi di lavoro.
Sarò lieto di poterle esporre direttamente e più compiutamente la situazione che, anche se confusamente, ho cercato di esternare”. (I.F.)

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