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COMUNE E PROVINCIA TRA INCUDINEeMARTELLO

19 Novembre 2010 | by Redazione Webmarte
COMUNE E PROVINCIA TRA INCUDINEeMARTELLO
Politica
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Dentro o fuori. La volontà di rimanere in attesa di ulteriori sviluppi del quadro politico nazionale espressa dal sindaco Roberto Visentin e dal presidente della Provincia, Nicola Bono, si scontra pesantemente con la volontà di Pid e Forza del Sud e la stabilità della maggioranza nei due principali enti locali rischia di traballare. Dall’incontro di oggi, nuovo tavolo della coalizione e dunque sede ufficiale di confronto tra le forze dello schieramento, in molti si attendono una soluzione al “caso” Mpa e “Futuro e Libertà”. A questo punto per il “fuori subito” si pronuncerebbero Titti Bufardeci, Pippo Gianni e Vincenzo Vinciullo. L’altra parte di Pdl, però, quella di Angelo Bellucci e dell’ex Forza Italia sarebbe più propensa ad un mantenimento di quella che definisce la “garanzia della governabilità del territorio”, che in altre parole significa “evitiamo sconvolgimenti che ci possano mettere in difficoltà e destabilizzare le amministrazioni, tanto da impedire l’approvazione dei provvedimenti che si portano in consiglio”. Comunque si guardi questa vicenda, i rischi per le due amministrazioni ci sono comunque. Pid e Forza del Sud ritireranno in giornata i propri assessori se Bono e Visentin non ritireranno le deleghe di lombardiani e Finiani, che a loro volta sono pronti a fare fronte comune con l’opposizione per impedire alla maggioranza di governare. In tutto questo bailamme, il Centrodestra starebbe tentando di stringere nuove alleanze, muovendosi verso Puccio Forestiere e la sua Destra, ma in ballo ci sarebbero anche i rapporti con il nuovo Msi di Giuseppe Giganti. Questo mentre l’Udc è ancora alla ricerca del suo coordinatore provinciale, dopo l’abbandono di massa da parte degli uomini di Pippo Gianni, tutti confluiti nei Popolari Italia Domani. Intanto il deputato regionale, adesso anche parlamentare di Montecitorio, viste le dimissioni di Pippo Drago, si prepara a trascorrere tre mesi tra Roma e Palermo, potendo mantenere per questo periodo i due incarichi. Poi dovrebbe scegliere cosa fare e non è escluso che, vista la situazione delicata nazionale, decida di rimanere a Palermo. In caso contrario, all’Ars gli subentrerebbe Nunzio Cappadona.


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