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CONTINUA LA MOBILITAZIONE DELLA CGIL IN VISTA DELLO SCIOPERO GENERALE

CONTINUA LA MOBILITAZIONE DELLA CGIL IN VISTA DELLO SCIOPERO GENERALE
Sindacale
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Si è conclusa ieri sera la prima fase di iniziative della CGIL con i presidi e i volantinaggi in vari punti della città, ultimo in ordine di tempo quello al tempio di Apollo.
Notevole l’adesione da parte dei cittadini che hanno mostrato non solo di essere a conoscenza del problema ma anche di essere particolarmente sensibili alla delicata questione del lavoro.
Da oggi inizierà una nuova fase, in cui la Cgil si sposterà in provincia e nei luoghi di lavoro.
I prossimi appuntamenti si terranno il 4 aprile, con l’assemblea delle Rsu elette nella scuola nel salone della Cgil in viale Santa Panagia, e il 5 aprile, giorno in cui  avrà luogo l’assemblea delle Rsu di tutte le categorie del settore Industria, nel salone della ex Enichem.

Nel suo intervento, il segretario provinciale della Cgil Paolo Zappulla ha dichiarato:
“La riforma del lavoro ha anche altri punti che vanno modificati; due in particolare e che attengono all’accesso dei giovani nel mondo del lavoro e alle coperture sia previdenziali sia degli ammortizzatori sociali, perché allo stato attuale la riforma esclude ampie fasce di giovani e precari, a partire dai Cocopro e le partite Iva. In particolare, per quanto riguarda i nuovi strumenti per gli ammortizzatori sociali, per essere inclusi nel nuovo strumento chiamato Aspi, Aassicurazione Sociale per l’Impiego, occorre aver accumulato 52 settimane di lavoro negli ultimi due anni, condizione che esclude di fatto i precari e quanti si avvicinano al mondo del lavoro.
L’Aspi, tra l’altro, sostituisce la mobilità annullandola, con la conseguenza di una riduzione dei tempi: la mobilità dura 4 anni, l’Aspi al massimo  18 mesi e questa è un’ulteriore penalizzazione per i lavoratori cinquantenni che in pochi mesi si sono visti allungati i tempi della pensione ed eliminati gli ammortizzatori sociali utili per il traghettamento verso la pensione.
L’iniziativa della Cgil continuerà fino a quando il Parlamento non avrà apportato le opportune modifiche al disegno di legge a partire dalla salvaguardia dell’art. 18″.

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